Recita di Natale alla materna...



Eh, ma i genitori alle recite con i cellulari...
Già, ma tipo oggi, alzare il cellulare tendendo del tutto le braccia, riprendendo a caso e poi abbassando e guardando in differita era l'unico modo per vedere qualcosa. 
E poi capita che nel frastuono di una palestra con cento persone, senza un microfono e con un cd non amplificato di Last Christmass, la ripresa differita ti mostri facce di bambini spersi, in silenzio o urlanti a caso, che cercano invano un volto conosciuto nel caos. 
Poi la maestra "fate un applauso, non sono bellissimi? E pensat
e che non abbiamo mai fatto le prove!". 
Se infine realizzi che ben più di metà delle persone in quella palestra sono cinesi, moldave, rumene, filippine, indiane...l'idea più forte non è chiedere che loro si integrino nel nostro "ordine", ma sperare che facciano una pacifica ma netta rivoluzione al posto nostro...
Per dire.

Di banche e dintorni...


Se un nostro specifico è una formazione che permetta consapevolezza, partecipazione e cittadinanza. 

Se oggi la conoscenza non è data dall'accesso alle informazioni ma dalla capacità di selezionarle, connetterle, comprenderle.
Se il mutamento del sistema del lavoro e delle pensioni e dei risparmi e dei consumi è tale per cui ciò che passa per tradizione familiare non è più sufficiente. 
Se ciò che è andato in fumo in questa vicenda non sono solo i risparmi ma anche la capacità di fidarsi della banca sotto casa, del cassiere che conosci da una vita...
Credo dovremmo interrogarci sul potenziale di fiducia che ancora abbiamo e di come preservarlo.
E dovremmo investirlo in una grande campagna di educazione finanziaria popolare alle famiglie, con le parrocchie, nei paesini...

Alcune esperienze già ci sono. Potremmo partire da lì.

In piazza a Montecitorio...

In piazza Montecitorio. Mentre si manifesta si pensa. La chiave di volta non può essere la resistenza o la difesa dell'esistente. Deve essere l'idea di una impresa sociale nuova che valorizzi partecipazione, cittadinanza, competenze, credibilità, spirito imprenditoriale e logica territoriale.
Ma tagli fatti così non promuovono cambiamento. Tagliano servizi ai cittadini e stop.

Egemonia culturale

Non basta attribuire tutto al terrorismo.
Non basta liquidare tutto con estremismo o populismo. Non funziona più affidarsi al fatto nella testa delle persone esistano veti che impediscono di votare a priori qualcosa (che sia destra, sinistra, lega, movimento 5stelle o altro...).

La chiave non è più il partito. Sono le idee (intese come idee di fondo, non come piccole trovate specifiche).
Ed è una strategia.
E sono le persone.

Si potrebbe iniziare a smettere di bollare chi vince come qualcuno capace solo di "correre dietro" alla cultura esistente. E riconoscere che forse ha vinto perché (prima) è riuscito a "contaminare" e modificare la cultura popolare con le proprie idee. E provare a ripartire da lì.

Ma per farlo serve: avere delle idee, avere interesse a parlare con l'altro fuori da sé, riuscire ad essere interessanti per altri e (prima ancora) essere almeno comprensibili.


Definisci

Non più di tot di stranieri in classe. Perché altrimenti gli italiani si sentono messi all'angolo, minoranza a casa loro. Definisci demo...