25 aprile

Tantissimi giovani.
Tante identità di quartiere.
Tufello. San Lorenzo. Villa Gordiani, Quarticciolo, Centocelle...
Donne de borgata, Roma est, 00177...
Più magliette che bandiere singole.
Fumo colorato.
Bolle di sapone.
Megafono.
Qualche striscione e bandierone.
Tanti manifesti con tante sfumature diverse.
E tanto sole.
Resistenza. Pace. Diritti.
Palestina.
Buon 25 aprile.
Buona Liberazione.
Sotto casa.
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La foto...

In questi giorni sui social circola questa bella foto dell'allora giovane presbitero PREVOST (oggi Papa Leone XIV) ritratto insieme ad alcuni confratelli con il cartello AGOSTINIANI PER LA PACE. La foto - donata qualche mese fa a Leone XIV dal Presidente di Pax Christi - si riferisce alla grande manifestazione per la Pace, contraria agli Euromissili, tenutasii a Roma nell'Ottobre del 1983. A quella manifestazione aderirono anche le Acli - Associazioni cristiane lavoratori italiani (si nota lo striscione alle spalle degli agostiniani) con migliaia di partecipanti tra i quali numerosi giovani aclisti friulani (da Gonars a Ruda...) accompagnati dal segretario provinciale delle Acli di Udine Franco Blasini e dai presidenti del Circolo Acli Ruda Erminio Rigonat e di Gonars Lauro Cocetta.
Ci piace ricordarlo in questi giorni così complicati, in un filo rosso che unisce quella mai dimenticata manifestazione e la pesantissima situazione mondiale attuale; il sostegno al Papa e l'impegno della nostra associazione; il globale e il locale nel tessere legami di pace

Triduo pasquale...

Triduo pasquale. Lavanda dei piedi. Per definizione, nella nostra tradizione cattolica, è il simbolo di una esperienza di potere come servizio. Ad andare in giro con i sandali ci si riempie i piedi di polvere. Entrando nelle case altrui, i servitori ti porgevano bacinella d'acqua e asciugamano e si chinavano per aiutarti a lavare. Gesù, che era il capo, il leader, il riferimento, compie questo gesto per i suoi amici, per chi gli stava attorno fidandosi di lui....
Tutto bene. Tutto conosciuto.
Mi è capitato di vivere il triduo con un gruppo di ragazzi tra i 17 ed i 21 anni. E (dopo aver vissuto l'esperienza della lavanda dei piedi) di chiedere a loro di pensare ad una attività per approfondire il tema e condividere. Pur conoscendo bene le informazioni di cui sopra, approfondire in libertà l'esperienza ha portato in tutt'altra direzione.
Scoprire i piedi in pubblico, specie se senza preavviso, non è per tutti un'esperienza piacevole. Essere toccati da altri, in una parte considerata intima e non convenzionale per il contatto sociale, mette alcuni a disagio... Anche il servizio ha bisogno di gradualità e attenzione all'altro per come è e dove è. Non sempre si riesce a comunicare ciò che si vorrebbe. Non sempre ciò che arriva all'altro è in linea con ciò che c'è nelle intenzioni...
Non voglio in questo momento entrare nel merito del se questo è, in generale per la società, un passo avanti o uno indietro. Se è attenzione o esagerazione. Se, se, se...
Quello che mi colpisce è che i simboli, i segni, le metafore, il linguaggio della fede non nascono per essere criptici e da apprendere solo concettualmente. Nascono da esperienze di vita reali che, in quanto tali, dovrebbero aiutare a comprendere anche altro.
Oggi, specialmente con le nuove generazioni, questo non funziona più. La lingua con cui esprimiamo la fede comunitariamente non è la lingua che usiamo per vivere.
L'esperienza che viviamo, se la ascoltiamo, ci dice cose in contrasto con ciò che concettualmente pensiamo dovrebbe esprimere.
È sicuramente difficile trovare modalità che funzionino universalmente, in un tempo in cui tutto il mondo è collegato. Ma questo credo sia un tema, per la chiesa e la fede di oggi.
Ma forse, intanto, ascoltarsi e ascoltare i ragazzi e offrire loro spazi di rilettura della esperienza può essere una pista..

Ma con tutto quello che sta succedendo nel mondo...

Ma, con tutto questo che sta succedendo nel mondo, che senso ha dare tutta questa importanza alle partenze?
Proprio con tutto quello che sta succedendo nel mondo, non c'è cosa che mi sembra abbia più senso di accompagnare ragazzi che crescono e scelgono come stare nel mondo e come cambiarlo in meglio...
La lettera di partenza di Gabbo sono 12 pagine dense ed intense, fitte di riflessioni e definizioni ed analisi. Il succo rielaborato di 20 anni di letture, incontri ed esperienze.
E contengono una serie di "io, Gabriele, scelgo e mi impegno coscientemente a..." . Detto in maniera chiara e pubblica. Roba da emozionarsi. Tu e gli altri.
E infatti ci siamo emozionati.
Umanamente, come gruppo.
E anche di qualcosa che potremmo chiamare "emozione civile".
Poi, lo so che... "Guida da solo la tua canoa"...
Però, non me ne vorrà BP, ma c'è anche dom Helder Camara...
"Partire significa avere il fiato di un buon camminatore.
E’ possibile viaggiare da soli,
ma un buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita,
ed esso esige dei compagni".
Pure i cazzoni, anzi, soprattutto quelli...
Buona strada, tasso sapiente.
Curiosa di vedere dove ti porterà.
👣
P.s. io lo so e tu lo sai, che musica ci stava su sto post ma... Non ho avuto il coraggio 😅...
P.p.s. eh niente... È destino che la foto con te partente non ce la devo avere, l'unica che avevo e che ho messo, sono restata tagliata fuori 🤷🤣

Sei Darius

Sei Darius.
Sei quello che a volte si infila nel groviglio di suoi pensieri e non riesce più ad uscirne.
Ma solo per un po’.
Sei quello delle materie a quadretti, non delle righe.
Sei quello che mette sempre la felpa da referente che non voleva prendere.
Sei quello che a volte deve fare dei tratti di salita più di altri, e ti sembra ingiusto…ma mica è fatica buttata, è allenamento e ti tornerà utile, nella vita.
Sei quello che è partito il giorno di Natale per un campetto al nord, da solo, tornando partente.
Sei quello che ha un termostato corporeo decisamente sregolato.
Sei quello che… tutto tranne la route al caldo, che invece la sicilia alla fine è stata LA tua route.
Sei quello che ha mixato tradizione cattolica ed ortodossa, tirando fuori un rapporto con Dio personale e non superficiale.
Buona partenza.
Buona strada.
Parti, vivi, tutto.
E comunque vogliamo esserci, quando finalmente l’Italia ti riconoscerà (tardivamente) il Cittadino Italiano che già sei.

Definisci

Non più di tot di stranieri in classe. Perché altrimenti gli italiani si sentono messi all'angolo, minoranza a casa loro. Definisci demo...