Siamo qui per metterci in ascolto attento dei problemi dell'abitare della nostra città.
Una città molto amata, che soffre di tanti mali.
Che ognuno, responsabilmente, reagisca, dica, dia qualcosa.
Da quando è stata fondata, circa 2000 anni fa', la Chiesa non può restare a guardare inerme di fronte alle ingiustizie. La Chiesa non può che mobilitarsi, di fronte alla povertà e all'ingiustizia.
Le risposte, però, non possono arrivare dal mettere avanti la propria personale e legittima esigenza.
Farlo è comprensibile. Ma non è sufficiente per muovere e mettere in moto un percorso e un processo. Quello che conta è una convergenza tra diverse e molteplici legittime esigenze.
Poi... la bellezza della differenza e della dialettica.
La dialettica, anche accesa, è qualcosa in grado di costruire situazioni nuove ed inedite.
Dobbiamo essere in grado di mettere a fuoco e a frutto la nostra fantasia.
Dobbiamo essere in grado di inventare qualcosa di nuovo e di diverso. Insieme.
Soprattutto su questo tema dell'abitare.
