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Nuovi movers e identità multiple


Dopo questa presentazione…buffo sentirsi (donna, giovane, all’estero…) nel quadro un po’ sfortunato… della sfigata strutturale, per semplificare.... Non mi giudico tale, ma per certi aspetti sono assolutamente espressione di ciò che è stato detto prima. Già questo come introduzione è significativo. 

Quei grafici cosa ci mostrano? Ci mostrano che a livello individuale siamo portatori di tutti questi conflitti e contraddizioni. Siamo quelli che partono con una speranza di migliorare, esprimersi professionalmente… siamo anche quelli che soffrono per quasi una mancata relazione con il proprio paese d’origine.

Alcuni studi stanno dimostrano, su Parigi è evidente, che per i primi 3-4 anni gli expat non vogliono avere niente a che fare con la comunità degli italiani all’estero. C’è una partenza con rabbia che non è inconciliabile con la partenza per voglia di esplorare. Questi fattori sono tenuti assieme, nelle stesse persone. Per questo a Parigi abbiamo anche pensato ad un servizio con una brillante psicologa, per venire in aiuto a queste situazioni.  Ma se sono conflittuali a livello individuale, quando sollecitiamo le persone per ragionamento politico, è ovvio che il ragionamento politico tiene dentro anche questa conflittualità. 

Parto dal lavoro con gli italiani all’estero anche per raccontarvi quale è la realtà. Siamo 9 donne su 63 consiglieri. Siamo 5 di nuova immigrazione su 63. Il mio essere lì è un accidente della storia, della volontà e dello spirito agguerrito delle Acli, ma io la vivo come una ultima chiamata. Queste strutture istituzionali che abbiamo creato per tenere una relazione tra queste persone e l’Italia sono state create per la vecchia immigrazione, non riescono ad intercettare la nuova. La nuova immigrazione non si iscrive all’Aire, si stima che metà non si iscrivono al Registro degli italiani all’estero, in Europa. Nelle mie ricerche c’è qualcosa di più in extra Europa, probabilmente perché lì c’è più bisogno di restare connessi. Ma l’effetto è molto significativo.

La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...