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Non è stata influente solo per le donne. E' stata una delle più influenti dirigenti globali dell'organizzazione - Franco Passuello su Maria Fortunato


Io sono arrivato alle Acli all’Ufficio Studi, con una ricerca sugli assegni familiari, quindi direttamente collegato con Maria, che aveva gli uffici appena girato il corridoio, in via Monte della Farina. Erano i giorni in cui si stava sciogliendo la specializzazione femminile. In quei primi giorni Geo (Brenna) aveva fatto un intervento che era stato sbobinato ma non ci si capiva nulla, per cui mi fu chiesto di metterci le mani. A quell’epoca collaboratrici di Maria Fortunato c’erano due donne, diventate per me importantissime: una si chiamava Giovanna Brutti, se ne è andata da poco, siamo restati amici tutta la vita. Fu lei che mi coinvolse a ragionare anche sul tema specializzazione. Ricordo che la questione del 25% che fu introdotta a scadenza era il tentativo di preservare la rappresentanza, nonostante lo scioglimento. Fu considerata, anche a sinistra, una cosa progressista. Perché di base il tema era retaggio di un certo modo anche cattolico di concepire il rapporto tra uomini e donne. Per cui il tema non era tanto la rappresentanza, quanto la relazione uomo donna. 

Questo è stato il primo incontro, l’inizio. Maria Fortunato però bisogna anche un po’ tirarla fuori dal discorso donne. Perché è stata una delle più influenti dirigenti globali dell’organizzazione. Non è stata influente solo per le donne. E’ stata una delle più influenti dirigenti globali perché era stimata ed amata e perché si trovò a gestire il settore città nel momento delle grandi lotte per la casa, di cui furono protagoniste Napoli e Milano. C’è una ragione tutta politica per cui Maria Fortunato è stata grande dirigente, che è una ragione che esula e va oltre la tema delle donne. 

Poi c’è la genealogia delle donne. Avete ricordato che, dopo Maria Fortunato, prima vicepresidente, poi c’è stata una seconda donna vicepresidente, che faceva parte della mia presidenza: Maria Teresa Formenti.  Ma, chi l’aveva portata in Acli Maria Teresa Formenti? Maria Fortunato! E c’è un’altra cosa che posso dire con tranquillità, qui. Tutte e due queste donne che hanno rotto il tetto di cristallo in Acli sono due consacrate, due suore laiche. Io ho quasi litigato con Maria Fortunato, in una intervista, perché ingenuamente dissi quello che avevo scoperto da fuori, che in Acli c’erano altre 20 donne che erano tutte consacrate. Ho dovuto aspettare il suo funerale, a Napoli, per vedere sull’altare una lampada d’olio e sentire il sacerdote dire che era una consacrata. Perché io allora non lo sapevo ma loro erano tenute a non rendere pubblica la cosa. Erano circa 20. Ed erano donne di primissimo piano, dalla Sicilia alla Lombardia. 

Maria, anche questo lo voglio dire, è stata una donna di sinistra ed ha pagato per questo, anche nell’Opera della Regalità. Lei era una dirigente influente ed è stata 10 anni prima di essere riammessa al percorso dirigente. Questa è carne della vita di Maria. 
Poi voglio dire un’altra cosa. Lei è stata per me un grande punto di riferimento, una amicizia fraterna. Ci sono state anche tante cose extra. Aveva un carisma dolce, capace di determinazione. Ma aveva un carisma. Sapeva prendersi i suoi spazi di vita. Io l’ho amata come poche altre persone. 
Luglio 1971, da pochi giorni c’era stata la deplorazione. Io ero capo ufficio formazione, dovevo aprire comunque il centro estivo di formazione a Vetralla, patria di Rosati. Rosati era l’unico di Presidenza presente. Potete immaginare il fermento… 

Ci vediamo arrivare Michele Giacomantonio, capo ufficio amministratori locali. Ci chiama fuori, facciamo 100 metri, lì nel prato davanti a noi c’è Maria. Che si era fatta accompagnare da Vazzoler, uno degli autisti storici delle Acli. Perché era venuta? Era venuta per dirmi: guarda Franco (mi spiace che non c’è Emilio oggi…), era venuta per dirmi che in Presidenza si era deciso di far fuori Fausto Tortora e me, come capri espiatori. E lei questa cosa non la digeriva ed era venuta a dirmelo di persona. Questo intervento di Maria accelerò la nascita della sinistra Acli. Corrente alla quale lei è sempre stata molto vicina, quasi interna. Maria votava a sinistra. 

Qui in Acli, oggi, voglio ricordare che ha sofferto tantissimo. Ha pagato due volte le sue scelte. Ha pagato in quanto aclista e in quanto appartenente all’Opera della Regalità. Però, io non l’ho mai vista scura per questo. Lei era una persona allegra, solare, non rancorosa. 

Ricordo un meraviglioso viaggio in macchina, in cui lei ha recitato con gioia, in dialetto, a memoria, “la livella” di Totò. Maria era anche questo. 
Era una grande persona e una grande donna. Io penso che forse andrebbe ricordata anche in occasioni più robuste di questa. Ma la smetto qui. 

Sul filo della memoria - Franco Passuello




Ribelle per amore. Questa preghiera va ascoltata e meditata ricordando quando è stata scritta: durante la Resistenza contro il nazifascismo, dentro la Seconda Guerra Mondiale. Cioè, dentro un conflitto armato che opponeva italiani ad italiani. Ma è più giusto dire: italiani oppressi ad italiani oppressori subalterni ad un feroce e sanguinario dittatore tedesco. Ma chi è Teresio Olivelli e perché abbiamo scelto di iniziare da lui a ricostruire insieme il nostro filo della memoria? Ascoltate Eva Martucci. (Eva interviene sulla vita di Teresio) 

Ora è più chiaro: ricordiamo il beato Teresio Olivelli perché è un cattolico che ha fatto la Resistenza «per amore». Di più, lo ricordiamo perché è un fedele testimone d’amore cristiano.

Teresio è nel lager perché è un partigiano antifascista: e ci interessa ricordarlo per questo. Lui, però, subisce il feroce martirio perché nel buio disumano del lager aiuta i più deboli e sofferenti e illumina la notte della barbarie con il Vangelo e la preghiera. E anche per questo ci interessa farne memoria. 

Questi due registri del nostro fare memoria – politico e cristiano - saranno presenti lungo tutta la mia comunicazione. Il ragionamento che farò può essere rivolto a qualunque cittadina o cittadino democratici, indipendentemente dalla loro cultura o dal loro essere o meno persone di fede cattolica. 

Allo stesso tempo, però, parlo da cristiano. E non per questo sono meno “laico” nell’accezione corrente del termine. Nelle ACLI ho imparato che se cerchi di seguire il tuo Signore sei profondamente laico; hai rispetto per ogni persona e per il creato. Perché sai che tutti gli esseri umani sono creature del Padre, quindi sorelle e fratelli di uguale dignità. Tu puoi testimoniare la tua fede ma non esibirla e tantomeno imporla. Perché la fede è un dono. Di nuovo Resistenza. Facciamo memoria di Olivelli perché anche oggi c’è una Resistenza da promuovere e animare. Non  per combattere contro altri esseri umani ma per riconciliarci prima di tutto con noi stessi e tra noi. Per non farci paralizzare dal senso di paura e di impotenza di fronte alle gravi minacce che ci opprimono. Per non farci distrarre da forme di rimozione e di evasione che ci impediscono di maturare pienamente una coscienza morale e politica. 

Mi sono sempre fidato dei ritmi del dialogo e della conversione


Un po' appunti, un po' trascrizione, del momento di ricordo di Giovanni Bianchi a #Valorelavoro a Napoli. Con Franco Passuello, Renzo Salvi e Lorenzo Gaiani. Sul canale Youtube delle Acli l'Intera registrazione

Roberto Rossini:
L’anima delle associazioni si fonda sugli incontri e le relazioni tra le persone. Questa associazione ha avuto una relazione molto profonda con Giovanni Bianchi che è stato un presidente che ci è stato molto vicino  e che è stato molto importante per le cose che ci ha detto e la testimonianza che ha portato. Ci ha lasciato qualche settimane fa. Il funerale è stato molto particolare per chi c’è stato. Non si può dire che sia stato un funerale molto ricco, ma è stato così. Si sentiva una ricchezza e una straordinarietà di un evento che ci ha colpito molto. Allora, in questo incontro di studi, volevamo fare un ricordo. Le celebrazioni sono celebrazioni. Non è facile far rivivere certe situazioni. Non è facile dire in che modo farlo. Allora abbiamo pensato di spezzettare questo modo. In vari momenti, cercheremo di ricordare Giovanni. Adesso volevamo cominciare in un modo molto semplice. Una cosa molto informale, con alcune persone che gli sono state particolarmente vicine e certamente Lorenzo Gaiani, per tante ragioni umane e politiche associative, è una persona che gli è stata vicina. Abbiamo parlato con Silvia, abbiamo chiesto a Lorenzo di animare questo momento. E lo abbiamo fatto con un presidente che per noi è un presidente importante, lo abbiamo conosciuto, ci fa molto piacere che Franco sia qui con noi, ci fa piacere, anche perché è importante recuperare un’anima profonda. E poi c’è Renzo Salvi che ha conosciuto Giovanni e credo che abbiate parlato tanto. Questa oretta ce la concediamo in modo informale e tranquillo per ricordarci un po’ la figura di Giovanni.

Circuiti economici solidali



Non saprei se definirlo “un libro teorico” o “un libro concreto”. Direi che non è un libro facile, ma che è un interessante tentativo di recuperare e rielaborare una prospettiva, a partire da esperienze e prassi vissute e sperimentate. 

E’ un libro di matrice latino-americana, anche se parla a tutti. Quindi ci obbliga ad un certo decentramento culturale. Questo dovrebbe suonarci familiare, perchè in fondo è la stessa operazione che dovremmo fare per comprendere e contestualizzare molti dei riferimenti di Papa Francesco. La comprensione è anche relazione, anche mediazione ed è molto più che traduzione.

Il tempo della memoria: Vallombrosa '70


"Il tempo della memoria.Vallombrosa '70.

L'ipotesi socialista: anticipazione o imprudenza?" 

organizzato dalle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) nell'ambito del Convegno Nazionale di Studi 
"Il destino nel lavoro nell'era di Internet. Alternative per il XXI secolo" 
(presso l'Abbazia, Complesso Il Polivalente, Vallombrosa. 

1.09.2002Sono intervenuti: Carlo Felice Casula (professore), Maria Fortunato, Gennaro Acquaviva (SOCIOLOGO), Franco Passuello (DS), Giovanni Bianchi (PPI), Domenico Rosati.

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Acli, Capitalismo, Cattolicesimo, Cgil, Chiesa, Cisl, Comunismo, Cristianesimo, Dc, Demografia, Economia, Emigrati, Giovani, Industria, Istat, Italia, L'osservatore Romano, Lavoro, Minori, Moro, Paolo Vi, Partiti, Pci, Piazza Fontana, Politica, Psdi, Psi, Riformismo, Sciopero, Scuola, Sindacato, Socialismo, Storia, Uil.

La registrazione audio di questo dibatto ha una durata di 2 ore e 39 minuti.


Su www.radioradicale.it la registrazione integrale
https://www.radioradicale.it/scheda/132610

La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...