Io sono arrivato alle Acli all’Ufficio Studi, con una ricerca sugli assegni familiari, quindi direttamente collegato con Maria, che aveva gli uffici appena girato il corridoio, in via Monte della Farina. Erano i giorni in cui si stava sciogliendo la specializzazione femminile. In quei primi giorni Geo (Brenna) aveva fatto un intervento che era stato sbobinato ma non ci si capiva nulla, per cui mi fu chiesto di metterci le mani. A quell’epoca collaboratrici di Maria Fortunato c’erano due donne, diventate per me importantissime: una si chiamava Giovanna Brutti, se ne è andata da poco, siamo restati amici tutta la vita. Fu lei che mi coinvolse a ragionare anche sul tema specializzazione. Ricordo che la questione del 25% che fu introdotta a scadenza era il tentativo di preservare la rappresentanza, nonostante lo scioglimento. Fu considerata, anche a sinistra, una cosa progressista. Perché di base il tema era retaggio di un certo modo anche cattolico di concepire il rapporto tra uomini e donne. Per cui il tema non era tanto la rappresentanza, quanto la relazione uomo donna.
Non è stata influente solo per le donne. E' stata una delle più influenti dirigenti globali dell'organizzazione - Franco Passuello su Maria Fortunato
Io sono arrivato alle Acli all’Ufficio Studi, con una ricerca sugli assegni familiari, quindi direttamente collegato con Maria, che aveva gli uffici appena girato il corridoio, in via Monte della Farina. Erano i giorni in cui si stava sciogliendo la specializzazione femminile. In quei primi giorni Geo (Brenna) aveva fatto un intervento che era stato sbobinato ma non ci si capiva nulla, per cui mi fu chiesto di metterci le mani. A quell’epoca collaboratrici di Maria Fortunato c’erano due donne, diventate per me importantissime: una si chiamava Giovanna Brutti, se ne è andata da poco, siamo restati amici tutta la vita. Fu lei che mi coinvolse a ragionare anche sul tema specializzazione. Ricordo che la questione del 25% che fu introdotta a scadenza era il tentativo di preservare la rappresentanza, nonostante lo scioglimento. Fu considerata, anche a sinistra, una cosa progressista. Perché di base il tema era retaggio di un certo modo anche cattolico di concepire il rapporto tra uomini e donne. Per cui il tema non era tanto la rappresentanza, quanto la relazione uomo donna.
Sul filo della memoria - Franco Passuello
Ribelle per amore. Questa preghiera va ascoltata e meditata ricordando quando è stata scritta: durante la Resistenza contro il nazifascismo, dentro la Seconda Guerra Mondiale. Cioè, dentro un conflitto armato che opponeva italiani ad italiani. Ma è più giusto dire: italiani oppressi ad italiani oppressori subalterni ad un feroce e sanguinario dittatore tedesco. Ma chi è Teresio Olivelli e perché abbiamo scelto di iniziare da lui a ricostruire insieme il nostro filo della memoria? Ascoltate Eva Martucci. (Eva interviene sulla vita di Teresio)
Ora è più chiaro: ricordiamo il beato Teresio Olivelli perché è un cattolico che ha fatto la Resistenza «per amore». Di più, lo ricordiamo perché è un fedele testimone d’amore cristiano.
Teresio è nel lager perché è un partigiano antifascista: e ci interessa ricordarlo per questo. Lui, però, subisce il feroce martirio perché nel buio disumano del lager aiuta i più deboli e sofferenti e illumina la notte della barbarie con il Vangelo e la preghiera. E anche per questo ci interessa farne memoria.
Questi due registri del nostro fare memoria – politico e cristiano - saranno presenti lungo tutta la mia comunicazione. Il ragionamento che farò può essere rivolto a qualunque cittadina o cittadino democratici, indipendentemente dalla loro cultura o dal loro essere o meno persone di fede cattolica.
Allo stesso tempo, però, parlo da cristiano. E non per questo sono meno “laico” nell’accezione corrente del termine. Nelle ACLI ho imparato che se cerchi di seguire il tuo Signore sei profondamente laico; hai rispetto per ogni persona e per il creato. Perché sai che tutti gli esseri umani sono creature del Padre, quindi sorelle e fratelli di uguale dignità. Tu puoi testimoniare la tua fede ma non esibirla e tantomeno imporla. Perché la fede è un dono. Di nuovo Resistenza. Facciamo memoria di Olivelli perché anche oggi c’è una Resistenza da promuovere e animare. Non per combattere contro altri esseri umani ma per riconciliarci prima di tutto con noi stessi e tra noi. Per non farci paralizzare dal senso di paura e di impotenza di fronte alle gravi minacce che ci opprimono. Per non farci distrarre da forme di rimozione e di evasione che ci impediscono di maturare pienamente una coscienza morale e politica.
Mi sono sempre fidato dei ritmi del dialogo e della conversione
Un po' appunti, un po' trascrizione, del momento di ricordo di Giovanni Bianchi a #Valorelavoro a Napoli. Con Franco Passuello, Renzo Salvi e Lorenzo Gaiani. Sul canale Youtube delle Acli l'Intera registrazione.
Roberto Rossini:
Circuiti economici solidali
Il tempo della memoria: Vallombrosa '70
"Il tempo della memoria.Vallombrosa '70.
L'ipotesi socialista: anticipazione o imprudenza?"
organizzato dalle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) nell'ambito del Convegno Nazionale di Studi
"Il destino nel lavoro nell'era di Internet. Alternative per il XXI secolo"
(presso l'Abbazia, Complesso Il Polivalente, Vallombrosa.
1.09.2002Sono intervenuti: Carlo Felice Casula (professore), Maria Fortunato, Gennaro Acquaviva (SOCIOLOGO), Franco Passuello (DS), Giovanni Bianchi (PPI), Domenico Rosati.
Sono stati discussi i seguenti argomenti: Acli, Capitalismo, Cattolicesimo, Cgil, Chiesa, Cisl, Comunismo, Cristianesimo, Dc, Demografia, Economia, Emigrati, Giovani, Industria, Istat, Italia, L'osservatore Romano, Lavoro, Minori, Moro, Paolo Vi, Partiti, Pci, Piazza Fontana, Politica, Psdi, Psi, Riformismo, Sciopero, Scuola, Sindacato, Socialismo, Storia, Uil.
La registrazione audio di questo dibatto ha una durata di 2 ore e 39 minuti.
Su www.radioradicale.it la registrazione integrale
https://www.radioradicale.it/scheda/132610
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