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Una convivialità che demercifica - Tommaso Vitale


Per ripercorre quali sono i grandi punti di forza della ricerca sull’Associazionismo abbiamo bisogno di una visione attraverso il tempo. 

La prima ondata è stata di chi ha guardato al rapporto tra l’associarsi e la politica. Il fuoco importante di questo sguardo, in una stagione molto lontana, negli anni 50, in Italia e come in Europa, è stato quello di chiedersi che rapporto c’era tra associazionismo e mondo del comportamento politico, mondo dei partiti. Diciamo che è stata una stagione importantissima, che continua ancora adesso, importantissima, con il rischio che alla fine in realtà volevamo capire la dinamica del sistema politico e, per capirla meglio, guardavamo alle relazioni tra associazioni e sistema politico. 

La seconda ondata ha guardato alla socializzazione delle classi dirigenti. Ha guardato all’associazionismo per capire se e come partecipare ad una associazione dava un po’ di esperienza di capacità di gestione, di mediazione, di apprendimento di modelli economici, di mobilitazione, di comprensione più larga. Se dava cose utili per diventare classe dirigente. Cosa importantissima, per vedere tutte le funzioni dell’associazionismo, anche in termini di mobilità ascendente. Ma con il rischio di minorare l’importanza in sé dell’associazionismo, perché in realtà quello che volevamo capire era la dinamica dell’elite. 

Una ulteriore ondata è stata quella dell’analisi della composizione interna delle associazioni. Fatta di ricerche molto belle, molto importanti. Per capire, settore per settore, nelle diverse parti di Paese, chi c’è dentro l’associazionismo. Chi c’è in termini di statuto socio-professionale, di genere, di età ed altro. In molti casi quello che interessava capire era la condizione della donna. Cercare di vedere se e come l’associazione diventa luogo di emancipazione femminile o luogo di riproduzione del patriarcato. Oppure ciò che interessava erano i giovani. Oppure gli anziani. Il fratello maggiore di queste ricerche era un soggetto categoriale. 

Poi c’è stata anche la stagione dello studio degli spin off. Lo studio di ciò che organizzativamente nasce dall’associazionismo. Una stagione in cui si cercava di capire bene se e come l’associarsi porta alla creazione di altri soggetti, considerati importanti perché produttivi, perché capaci di dare lavoro, di rispondere in logica di servizio, di fare mutualismo in larga scala…

Oltre la tentazione della realtà immediata - Ilvo Diamanti

In realtà io oggi sono… come dire - non dico felice, perché è una definizione indefinita -  sono soddisfatto di essere qui,  perché in qualche modo è un’occasione per ricongiungermi alla mia storia e alla mia biografia, per ricordarmi ciò che sono stato. E ciò che sono stato contribuisce a ciò che sono adesso, alla mia identità attuale. 

La mia prima esperienza pubblica è nelle Acli. Avevo i capelli, avevo anche la barba fluente, ero giovane… In un dibattito mi hanno definito: “Una delle teste più lucide del nostro paese”. Che dire: la lucidità l’ho mantenuta. In questo caso la lucidità mi spinge ad individuare un percorso di comunicazione che parta da un battuta e da un frammento di storia comune per permettermi di inserirmi nelle vostre riflessioni, con ciò che dirà poi il collega Tommaso. 

Anche io per tanti anni ho insegnato qui ad Urbino e lì, a Parigi. 30 anni ad Urbino e 27 anni a Parigi. Per lo più in contemporanea. Tenete conto di cosa potesse significare spostarmi di continuo, nella stessa settimana, prima a Parigi e poi ad Urbino. E dal punto di vista delle trasferte andare a Parigi era molto più semplice che venire ad Urbino! A chi (e c’era) mi chiedeva: “Ma come fai a fare una vita di questo genere? Ma sei matto?” Io lo guardavo come se il matto fosse chi poneva la domanda. “Ma ti rendi conto? Io ogni settimana vado in due dei luoghi più belli che conosca. Passo da avere di fronte la Basilica, in una piazza come questa, ad avere di fronte il Pantheon. E non solo: mi occupo di ciò che mi piace e mi interessa. Aggiungete che, per tutto questo, sono anche pagato! Di cosa dovrei lamentarmi?”.  

Io oggi sono legato, doppiamente, a questo luogo e a questa occasione, perché ci siete voi e perché questo è il mio mondo. Qui ho anche cresciuto persone di qualità e valore che sono presenti anche oggi e che, per fortuna, oggi che sono pensionato, proseguono nella loro attività, di fatto riproponendo e portando avanti anche la mia attività. 

Tra prossimità e sicurezza: social street e gruppi di controllo di vicinato. Forme leggere di associarsi. - Niccolò Morelli



di Niccolò Morelli - Università di Genova.


Abbiamo provato ad osservare l’agire nel contesto della prossimità, nel quartiere. L’agire nell’interazione tra digitale e fisico.  Attraverso la comparazione tra social street e gruppi di controllo di vicinato. Le social street sono persone che non si conoscono, che riconoscono che non conoscersi è un problema e che cercano di creare rapporti di prossimità. Lo fanno tra digitale e reale. Partono da gruppi fb e poi si trovano nella via. 


Le ricerche empiriche mostrano che le esperienze di social street, attraverso la convivialità, nella pandemia hanno svolto anche una funzione di mutuo aiuto, portando la spesa a casa dei contagiati, hanno promosso le balconate del “ce la faremo” e al tempo stesso hanno permesso un aumento della percezione di sicurezza del quartiere: conosco il mio vicino, mi rendo conto che non è brutto e cattivo, sento che mi posso fidare. Mi sento meno solo nella città. Sento che, in ogni caso, anche accadesse qualcosa, ho una rete di supporto.

Partecipazione. collaborazione e piattaforme. Nessuna incompatibilità di principio, ma nessun automatismo. - Ivana Pais


di Ivana Pais 

Io tratto un tema che lavora su prodromi e prerequisiti della partecipazione sociale e dell’associazionismo, perché io studio il digitale, non in termini di sondaggi online ma, negli ultimi 15 anni, ho studiato il ruolo del digitale nei rapporti tra economia e società. Gli studenti qui presenti non se lo ricorderanno, ma una decina di anni fa sono nate le piattaforme digitali che noi abbiamo inserito sotto un cappello che abbiamo denominato sharing economy. In quegli anni le aspettative su queste piattaforme collaborative erano tante. Sono nate dalla convergenza tra fatti anche storici e di contingenza economica diversi: c’era stata crisi finanziaria, le tasche dei cittadini erano vuote e c’era bisogno di risparmiare. Iniziava ad emergere una sensibilità ambientalista, che poi si è manifestata con più forza. Nel frattempo le tecnologie ci mettevano a disposizione cose che per voi sono scontate ma che per noi allora non lo erano, come ad esempio la geolocalizzazione: sapere dove si era, potendoci incontrare. Tra 10 anni, allo stesso modo, ci racconteremo come oggi stiamo iniziando ad esplorare Chatgpt e le sue possibilità. 

Ma visto che intanto dall’avvio delle piattaforme è passato del tempo è interessante vedere cosa ha generato, cosa ne abbiamo fatto e cosa non abbiamo saputo esplorare, per creare una economia che favorisca una relazione tra le persone. Il favorire la relazione era un prerequisito da cui poi poteva nascere altro. La sensibilità era forte. Il movimento sosteneva il bisogno di una economia diversa che favorisse una forma di partecipazione civica anche attraverso una partecipazione economica. Quello che è successo è che non è andata così. Ma il rischio che stiamo correndo è di non veder quello che c’è. Abbiamo sbagliato a posare lo sguardo. L’aspettativa era avere piattaforme collaborative. Con una aspettativa di determinismo tecnologico spinto. I dispositivi tecnologici avrebbero dovuto creare effetti sociali. Questo non è avvenuto. 

Il confine tra attivismo civico e politico, tra luoghi offline e online appare oggi progressivamente più poroso... - Luigi Ceccarini

Nell'intervento a "La partecipazione sociale" Luigi Ceccarini ha sostanzialmente ripreso le riflessioni dell'Osservatorio su Gli Italiani e lo Stato curato da LaPolis dell'Università di Urbino con Demos: 

QUELLA INSOPPRIMIBILE VOGLIA DI PARTECIPARE
[L. Ceccarini e M. Di Pierdomenico]

Nelle ultime due edizioni l'osservatorio su Gli italiani e lo Stato, curato da LaPolis dell'Università di Urbino con Demos, si era registrata una progressiva contrazione della partecipazione.

Gli ultimi dati mettono in evidenza una sensibile ripresa del coinvolgimento degli italiani dopo la "sospensione" indotta dalla pandemia. Rimane uno scenario segnato da incertezza nel futuro, ansia per le conseguenze della crisi del Covid, dell'a
ggressione all'Ucraina, e dalle aspettative verso il nuovo governo. In questa cornice di attesa, i cittadini stanno ricostruendo la loro collocazione nello spazio pubblico. È vero che la partecipazione elettorale ha sofferto dell'astensione più alta della storia repubblicana, ma su altri fronti si osserva un certo dinamismo. Se si confronta il quadro di oggi con quello pre-pandemico, la distanza appare ancora importante ma gli italiani stanno recuperando in termini partecipativi. Il volontariato è tra le attività più praticate (42%). Le tematiche ambientali, del territorio e della città hanno mobilitato un cittadino su tre (32%). Anche le azioni più esplicitamente politiche, come partecipare a manifestazioni di partito, proteste e flashmob, hanno coinvolto una componente non trascurabile di italiani (17%). Più dello scorso anno, ma un po' meno del 2019. Le petizioni, anche grazie alle piattaforme online, sono state firmate da un cittadino su tre (31%) con una partecipazione doppia tra i giovani (18-29 anni: 61%). E non appare marginale la componente di cittadini che ha discusso di politica nei social, nei forum online (25%).


Non si tratta certo dell'idealtipo di sfera pubblica, luogo di confronto e dibattito tra cittadini, ma denota un certo interesse, e forse preoccupazione, verso questioni di natura collettiva. Resta alta, anche se in calo, quanti ritengono la Rete uno strumento democratico per criticare pubblicamente l'azione di politici e governanti (64%) e quindi per impegnarsi. Dai dati emerge che la partecipazione dei cittadini non prende forma solo negli spazi tradizionali e in quelli digitali. Ma si sviluppa anche nelle pratiche della vita quotidiana, come i consumi. In ripresa appaiono stili di consumerismo critico, come il boicottaggio di prodotti o di brand (25%) o l'acquisto responsabile (42%), basati su motivazioni di natura etica, politica, ambientalista. Ancora più ampia è la quota di cittadini che ha speso del denaro con intenti filantropici, dove parte del guadagno serviva a sostenere una buona causa (53%). Il confine tra attivismo civico e politico, tra luoghi offline e online appare oggi progressivamente più poroso.

L'impegno dei cittadini sta assumendo un contorno ibrido.

Dell'associarsi non ne sappiamo tantissimo... - Tommaso Vitale


di Tommaso Vitale - 


Associarsi, mettersi insieme. Il punto fondamentale di ciò che dirò io oggi è: non ne sappiamo tantissimo. Possiamo essere un po’ sistemartici su alcuni temi, ma l’avventura e la logica della scoperta è qui: è ancora tutto da fare. Nel passato, collettivamente, nelle scienze sociali europee, ci siamo un po’ sbagliati nel modo di pensare e ragionare e spiegarci il fenomeno associativo. 


La partecipazione associativa e sociale è un aspetto centrale della modernità, della vita insieme:  cantiamo in una corale, giochiamo a calcio in un club amatoriale, ci incontriamo per discutere le finezze di una certa forma di yoga, impariamo una lingua insieme a persone che non la conoscono, aiutiamo ragazzi più giovani ad imparare, facciamo grandi manifestazioni per la vita dell’acqua, diamo vita a mense popolare, facciamo cose per rilanciare l’attrattività dei nostri paesi… Sono cose molto diverse tra loro, ma hanno un punto comune: sostanzialmente ci mettiamo insieme, facciamo insieme, ci emozioniamo insieme. Sono tantissime le cose per cui il mondo della politica e il mondo intellettuale hanno guardato con fascinazione al mondo della partecipazione sociale. 


La storia inizia quando Alexis de Toqueville parte per gli Usa e vede qualcosa per cui dice ”Questi stanno imparando la democrazia giocandosela”.

Gli stili di scena nell'associarsi quotidiano - Sebastiano Citroni

di Sebastiano Citroni 


Normalmente il terzo settore si suddivide guardando alla forma giuridica (odv, aps, cooperative…) oppure al tema (pace, immigrazioni, salute…) oppure alle persone (volontari, lavoratori….). Io ho provato a suddividere andando invece ad osservare gli stili associativi. L’idea è che la vita di una associazione si articola in una serie di scene, non illimitate: lavoro di ufficio, davanti alla macchinetta, sportello con utenti, assemblea soci, riunione di equipe… sono molte ma è tutto sommato un repertorio limitato. Non inventiamo le parole che usiamo. Le conosciamo già ed in base a quelle che conosciamo possiamo scegliere quali usare. Anche per gli stili è la stessa cosa: non li inventiamo da zero, pratichiamo uno stile che conosciamo. Conosciamo cosa è appropriato fare e non. 


Quali sono gli stili praticati? Gli stili associativi ci danno modo per leggere un’associazione. Ne ho rilevati 5: 

Militanza

Cittadinanza attiva

Volontariato occasionale

Comunità di interesse

Comunità di identità


Il primo è uno stile molto facile da identificare. Relativamente minoritario, oggi,  ma con una sua gloriosa storia. La militanza. Rapportarsi come compagni che portano avanti una battaglia comune. Questo vuol dire associarsi in un certo modo. E’ un modo diverso da chi fa impresa sociale. Diverso da chi si associa come cittadinanza attiva in un quartiere… nella militanza si sa che siamo dalla stessa parte, non c’è bisogno di dirselo, non si mette in discussione, si va dalla stessa parte….

Non ci si ferma a 100 #Miassocio

    

 Poi  capita che ti regalino un po' di #Miassocio... di gente giovane, associata in tempi recenti...  
91. Perché alle Acli c'è PG, che lancia messaggi forti, adatti alle orecchie e ai cuori dei ragazzi di oggi
          92. Perché alle Acli ho vissuto la mia esperienza di Servizio Civile
93. Perché alle Acli ho fatto esperienza di orti come laboratori di comunità 
94. Perché le Acli propongono laboratori per i più piccoli, futuri cittadini che si impegneranno per una società migliore 
95. Perché alle Acli ho fatto i laboratori di autoproduzione, per riappropriarci dell'arte del fare e non solo dell'acquistare 
96. Perché alle Acli ci lavoro ed è un lavoro stimolante ed arricchente 
97. Perché con i laboratori e i percorsi nelle scuole faccio educazione e l'educazione è il mio modo di dare politica 
98. Perché le Acli hanno cura delle specificità delle diverse realtà di un territorio 
99. Perché Ipsia ti fa fare incontri che possono cambiarti la vita 
100. Perché ho il bollino di Acliterra e mi serve la tessera su cui attaccarlo 
E si ritrova un po' di senso alle fatiche... (Grazie!)




#Associatiperchè... 25 motivi per cui chiediamo di iscriversi alle Acli

Ed ho iniziato a raccogliere anche i motivi che ho trovato in giro utilizzati per invitare le persone ad associarsi alle Acli… 

(anche qui ce ne sono di carine. Ma in generale, senza che nessuno si offenda... i soci acli sono più bravi di noi...)

1. #Associatiperchè …perchè non farci un pensiero? Forse è un'occasione per essere più protagonisti sul proprio territorio, forse puoi trovare qualche risorsa e supporto in più per "sporcarti le mani" nel sociale... Non mettiamo il bollino su nessuno, ma crediamo nella collaborazione!

2. #Associatiperchè… siamo tutti d’accordo: alle Acli si va per il 730 e per cercare di capire il sito dell’Inps, per trovare casa, o per litigare col padrone di casa…ma non solo! Iscriversi alle Acli significa dare valore e riconoscersi in una storia di donne e uomini aperti al futuro, impegnati in prima persona nel costruire relazioni e coesione sociale, che si riconoscono nella costruzione di un mondo più giusto, equo e sostenibile. 

3. #Associatiperchè… Iscriversi alle ACLI significa mettere il proprio nome a sostegno di un fattore di cambiamento della nostra società, significa sostenere, con il proprio tempo e le proprie idee o anche con la semplice tessera.

4. #Associatiperchè… da sempre il fare delle Acli si fonda su un interrogativo, che è poi un’esigenza: è davvero possibile, come singoli, essere protagonisti del cambiamento delle nostre vite e di quelle delle nostre comunità? Posso pensare di avere una qualche rilevanza nell’immaginare il mondo di domani, partendo dalla mia capacità di modificare i rapporti di forza che caratterizzano le società?

5. #Associatiperchè… la tutela del lavoro passa anche attraverso lo sviluppo della consapevolezza dei lavoratori circa i propri diritti. Per questo motivo abbiamo organizzato percorsi formativi e informativi rivolti ai lavoratori più vulnerabili (giovani, stranieri, precari…).

6. #Associatiperchè….Il lavoratore oggi non è più solo il classico dipendente. Anzi. Per noi lavoratori sono anche le partite Iva, i collaboratori a progetto, ma anche alcuni imprenditori che vivono del loro impegno quotidiano e non di rendite, favori, speculazioni. Se la pensi come noi. ..forse è il caso di iscriverti alle Acli! 

7. #Associatiperchè… non abbiamo risposte pronte, ma pensiamo che si possa costruire il futuro ‪‎solo con coinvolgimento di tutti, anche grazie alla ‪‎coprogettazione di interventi con le comunità del territorio.

8. #Associatiperchè… sappiamo che la famiglia ha bisogno non tanto di difensori, quanto di servizi di conciliazione e di supporto, come gli sportelli di mediazione e di sostegno psicologico per le famiglie.

9. #Associatiperchè…continuiamo a pensare che l’istruzione e la formazione siano il caposaldo dello sviluppo sociale e umano, come testimoniano le nostre scuole di italiano

10. #Associatiper… essere uno di noi!

11.  #Associatiperchè ti dà proposte vantaggiose per teatri, alberghi e librerie. 

12. #Associatiperchè gli anziani, i disabili, i più fragili possono contare su una rete di solidarietà di quartiere, per la gestione delle necessità e quotidiane.

13. #Associatiperchè la cultura della diversità si impara a scuola, dove ogni anno realizziamo percorsi contro le discriminazioni e l’educazione all’alterità;

14. #Associatiperchè l’iscrizione alle Acli dà diritto a partecipare alla vita associativa Acli. 

15. #Associatiperchè la tessera Acli rappresenta l’unico modo per aderire formalmente all’associazione. 

16. #Associatiperchè … perchè alle ACLI ti puoi sentire a casa

17. #Associatiperchè le ACLI hanno una lunga storia, fatta di credibilità, coerenza e successi

18. #Associatiperchè le Acli sono un’Associazione di persone capaci di “fare strada agli altri”, senza “farsi strada”

19. #Associatiperchè  per le ACLI i diritti dei deboli, non sono “diritti deboli”

20. #Associatiperchè puoi trovarci risposte alle tue domande

21. #Associatiperchè le Acli sono una Associazione di volontari a servizio della promozione umana e sociale delle persone

22. #Associatiperchè contro la logica mercantilistica del “dare per avere” o la logica statalista del “dare per dovere” propongono la strada alternativa del “dare per donare”

23. #Associatiperchè sono l’Associazione dei non garantiti nel mondo del lavoro e nella società.

24. #Associatiperchè le Acli  cercano di portare il vangelo nella quotidianità del mondo del lavoro, nelle case, nel tempo libero

25. #Associatiperchè i Circoli ACLI ti danno l’opportunità dei relazionarti con altri che condividano i tuoi valori ed il tuo tempo.











#Miassocio perchè... 90 motivi per associarsi (e non) alle Acli




All'inizio del 2012 avevo lanciato una domanda sul perché associarsi. Io avevo messo in fila (rigorosamente non in ordine) il mio #miassocio alle Acli...

1. Perche' ci sono passati bisnonno, nonno e padre.
2. Perche' per cambiare il mondo ho bisogno di un "noi".
3. Perche' a 15 anni ho partecipato ad un progetto adolescenti che mi ha fatto crescere.
4. Perche' a 20 anni ho trovato modo di provare a sperimentarmi in "cose da grandi".
5. Perche' negli anni 60 hanno fatto scelte difficili che comprendevano profezia ed errore. Ed hanno saputo sopravvivere ad entrambe le cose.
6. Perche' negli anni 90 di fronte alla guerra vicina non sono state con le mani in mano e hanno partecipato alla costruzione di un'idea nuova di solidarieta'.
7. Perche' ci sono circoli e sportelli di servizi ma anche singole persone che sono punti di riferimento del territorio. E i territori hanno bisogno di riferimenti.
8. Perche' c'e' Ipsia.
9. Perche' credo che oggi abbiamo bisogno di persone che si associano per passione e partecipazione.
10. Perche' ci sono ancora tante cose che (in rete con altri e scommettendo su cambiamenti coraggiosi) potrebbero fare per l'Italia (e non solo)... 

Che con piccolissime sfumature e qualche differenza direi che è ancora attuale. 

L’anno scorso ho rilanciato e iniziato a raccogliere le riposte. Ora sono arrivata a 90. E le ri-condivido…In attesa di raggiungere 100. Qualcuna fa sorridere. (A me) molte fanno pensare. 
  
11. Perchè #Miassocio alle Acli? ma… tu che domande difficili fai?

12 #Miassocio perchè mi voglio dissociare dall'indifferenza

13. #Miassocio perchè alle Acli ci lavoro

14. #NonMiassocio alle Acli perché alle Acli già ci lavoro

15.  #Miassocio perchè ho svolto la funzione di segreteria e presidenza di Circolo, e successivamente Responsabile Coordinamento Donne e sono stata membra di Presidenza, e segretaria dell'USAcli e nella presidenza del Circolo e sono tesserata dal 1995.

16. #Miassocio perchè... ormai mi sono preso delle responsabilità...

17. #Miassocio perchè sono 40 anni che mi associo

18. #Miassocio anche se a volte mi sembra che le Acli facciano di tutto per farmi desistere

19. Ho una lista lunga di motivi per cui #NonMiassocio più

20. Io lo so perchè #Miassocio ma non mi va di dirlo ad alta voce

21. #Miassocio perchè amo le Acli del mio territorio e le cose che fanno (nonostante gli errori, che ci sono)

22. #Miassocio perché ho conosciuto le Acli in un incontro di formazione nazionale. Se avessi incontrato solo le Acli del mio territorio non mi sarei associato di certo!

23. #Miassocio perchè fa molto bene al cuore sentirsi utili insieme ad altri che la pensano come te.

24. #Miassocio perchè nel mio paese (come forse in tutti i paesi e città) c'è un urgente bisogno di fare comunità (Lo scopri anche nei più semplici laboratori Acli di cucina, di cucito, di informatica, al gas con gli adulti, lo scopri con bambini ed anziani nelle attività dell'orto didattico!).

25. #Miassocio perchè c'è qualcuno che si ricorda di me ogni anno e me lo chiede.

26. #Miassocio perché si asssociava mio padre. Da quando non c’è più lo faccio io per lui.

27. #Miassocio perchè mi sento parte di un'associazione fatta di persone, non solo di idee e di valori. Scelgo le Acli perchè credo siano un'agenzia di coesione sociale come pochissime in Italia, con l'ambizione (ancora) di cambiare le cose.

28. #Miassocio perchè io alle Acli ci credo, magari non credo tanto alla struttura, ma credo al circolo e al lavoro che si fa sul territorio. Che non è associazione di volontariato, ma è un lavoro educativo e si occupa di tutto.

29. #Miassocio perchè è un pezzo di vita.

30. #Miassocio perchè nella mia provincia ci sono persone con cui condivido idee e cose da fare.

31. La prima volta le Acli le ho incontrate per caso. Poi, oggi, #Miassocio perchè, in occasioni di formazione nazionale, ho visto un luogo dove potevo trovare spazio di applicazione concreta ai miei principi.

32. #Miassocio perché le Acli sono una grande opportunità, in parte non ancora sfruttata.  

33. #Miassocio perchè ho fatto l'AC, ho provato Mani Tese, GS... in certi luoghi trovavo troppo solo pensare, in altri troppo solo fare. Le Acli sono state il posto in cui mettere assieme fare e pensare, in dimensione politica.

34. Le Acli fanno tante cose interessanti. Mi piace partecipare agli incontri. Ma #NonMiassocio perché non voglio fare politica.

35. Quando mi sono iscritto  la prima volta alle Acli (7 anni fa) l'ho fatto perchè l'ho visto come un luogo in cui si poteva sperimentare, fare, provare e anche sbagliare. Oggi #Miassocio per lo stesso motivo (anche se forse questo nel tempo è un po' diminuito).  

36. #Miassocio perchè stare soli è triste e brutto mentre stare insieme dà gioia.

37. #Miassocio perchè mi dà modo di restare a contatto con le persone, con i loro problemi. E provare a dare e trovare delle risposte.

38. #Miassocio da quando sono andata via dal mio paese. Con altri ragazzi cercavamo un modo per restare legati e fare qualcosa per quel posto. Abbiamo pensato per un po’ e poi l’idea di fare le Acli è stata quella che ci ha convinto di più. Perché in fondo un circolo lì c’era già, prima.

39. #Miassocio perchè il costo della tessera è il prezzo da pagare per la libertà. Non conosco nessun luogo, nonostante tutto, libero come le Acli. Nelle Acli chi vuole fare una cosa può provare a farla.

40. Perchè #Miassocio ancora alle Acli? Perché le Acli si occupano della polis senza l'incubo degli spazi di potere da occupare in questa polis.

41. #Miassocio alle Acli perchè.... perchè no?

42. #Miassocio perché si ricordano ogni anno di mandarmi la lettera per le tasse…

43. #Miassocio all’Acli perché non mi sbagliano mai la dichiarazione. E poi… ormai hanno tutti i miei documenti memorizzati nel computer…

44. #Miassocio perché la mia amica ci tiene tanto e mi spiace dirle di no.

45. #Miassocio perché me l’ha proposto il parroco.

47. #Miassocio quest'anno chiedendo ancora “la tessera Acli” praticamente per le stesse ragioni per cui l'ho “accettata” 53 anni fa e per cui l'ho rinnovata ogni anno. Ogni anno con differente convinzione e differente fatica. Ogni anno con motivazioni a favore e motivazioni sfavorevoli che combattevano tra loro. Ma quelle a favore prevalevano...

48. #Miassocio perchè le Acli 52 anni fa' quando le incontrai mi parvero provvidenziali perchè mi aiutavano a leggere la storia in cui stavo vivendo e quella da cui provenivo, con occhi attenti ai fatti e             agli avvenimenti e all'evolversi delle situazioni. Con occhi attenti verso le persone coinvolte, specialmente i più deboli e fragili, come avevo imparato in famiglia. Sentivo di avere bisogno di questo, di allargare lo sguardo al mondo, di raccogliere il vento nuovo del Concilio che mi scuoteva con energia. In Acli pensavo di trovare gente con i miei stessi obiettivi. E li trovai.

49. #Misonoassociato alle Acli nel 53, dopo l’assunzione in una  delle più importanti aziende metalmeccaniche della zona, perché  in famiglia ed in Parrocchia sono stato educato e sollecitato a sperimentare i valori  dell’impegno sociale, della  giustizia, della democrazia  e della partecipazione attiva alla vita della società.

50. #Misonoassociato alle Acli ed ho dato sostanzia alla mio associarmi con impegni in Oratorio e nelle azioni sindacali per la promozione della classe lavoratrice e la costruzione di una società più giusta. 

51. #Misonoassociato alle Acli e le  frequentazioni con Padre Pio Parisi, mi  hanno  aiutato a sviluppare attraverso  la comprensione dell’importanza e della produttività di dialogare con il Signore  e con il prossimo; relativizzare il valore delle affermazioni personali; fare leva sulla passione per             sopperire alla caduta di entusiasmo  causata dalla tiepidezza  delle proposte  politiche e          progettuali; sviluppare le capacità  di discernimento; dare senso  alle difficoltà  che hanno caratterizzato le diverse fasi della  storia delle Acli. 

52. #miassocio perchè ormai le Acli sono anche la mia storia...
 ·le Acli sono una storia di famiglia

53. #miassocio perché le Acli sono memoria ed avvenire della mia storia familiare e personale

54.  



#miassocio perchè le Acli mi ricordano ogni giorno che quel che si fa con gli altri è immensamente piú bello di quel che si fa da sé.

55. #miassocio per due motivi. Il primo è per me. Per la mia formazione, Perchè da quando sono entrato, nel 2005, ad oggi io penso di essere una persona migliore e il merito è anche di Ga. Il secondo motivo è per la mia comunità. In senso lato. I miei amici, i miei colleghi di lavoro, la mia nazione. Penso che i valori che noi portiamo avanti come Acli e come Ga siano valori di cui c'è bisogno. Penso che il mio impegno in una associazione che porta avanti queste cose nel mio piccolo possa essere determinante.

56. #Miassocio a Ga perchè credo che con Ga e con le Acli si possa cambiare qualcosina. Non il mondo, che il mondo non lo cambia nessuno, ma qualcosina si.

57. Perché #Miassocio… Perchè sto nelle Acli? Perchè 11 anni fa qualcuno mi propose di entrare. E in questi 11 anni ho ricevuto molto. Sto dentro per ripagare le persone che mi hanno trasmesso qualcosa facendomi crescere. Ripago cercando di trasmettere qualcosa ad altri, facendo crescere altri. Non “classe dirigente di domani”, semplicemente persone civili, persone che vivono e si comportano in un certo modo. Che poi possano dire “lì ho imparato qualcosa”.

58. #Miassocio perchè sono arrivato con il servizio civile e non sono riuscito più a liberarmene.

59. #Miassocio anche se il logo è brutto e statico e non comunica.

60. #Miassocio anche se le Acli avrebbero davvero bisogno di un re- styling.

61. #Miassocio perché prima pensavo che le Acli fossero solo una cosa da vecchi che giocano alle carte col bianchino, invece…c’era tutto un mondo!

62. #Miassocio perché non c’è nessun posto dove può capitarti di cantare con naturalezza le canzoni di chiesa e poi quelle dei cartoni animati e poi i canti di lotta, poi quelli partigiani, poi quelli di montagna… passando da uno all’altro senza fare un piega…

63. #Miassocio perché quando mi sono trasferita dalla mia città e sono arrivata qui ho cercato qualcuno con cui condividere il mio modo di vivere fede ed impegno politico. E l’ho trovato alle Acli.

64. #Miassocio perché non so per quanto tempo ci saranno ancora, le Acli…

65. #Miassocio perché le Acli fanno la busta paga della mia colf

66. #Miassocio….perchè mi associo? E che vuol dire associarsi? Io non mi associo. Io faccio solo la tessera.

67. (#Miassocio?) … io non mi ricordo se sono iscritto o no quest’anno…boh…perché? E’ importante?

68. #Miassocio perché serve la tessera per il mio bar. Mi hanno detto che senza tessera se viene la guardia di finanza poi ci fa la multa…

69. #Nonmiassocio. Io con le Acli ci faccio tante cose. Che c’è gente simpatica... Ma la tessera proprio no. La tessera è una cosa che sa di vecchio… che so… di fascisti, di comunisti…

70. #Nonmiassocio No, no. Niente tessera. Io questi che poi vogliono parlare a nome mio non li sopporto.

71. #Miassocio perché sono stato nella casa vacanza delle Acli

72. #Miassocio perchè nonstante tutto la trovo ancora una cosa utile.
E' un bel modo di fare politica, di essere cittadini, di comunicare e provare a fare comunità.
Perchè alle Acli? perchè le ho viste e me le sono sempre immaginate come "di frontiera". Mi impegno per portarle sempre sulla frontiera. Mi arrabbio quando si crogiolano nelle retrovie: appassiscono come una pianta lasciata al buio.

73. Le parole per cui ‪#miassocio e aiuto a costruire un mondo più giusto? Le parole che un uomo venuto dalle periferie del mondo ci porta a riscoprire il nostro mondo e la nostra vocazione di "uomini e donne di buona volontà". Ecco, io rientro in questa categoria meglio che in altre... e mi associo per trasformare i sogni in realtà!

74. #Miassocio perche' diversamente non sarei un Aclista.

75. #Miassocio perche' associarsi e' riconoscersi non solo in un talloncino-tessera con un numero seriale, con i tuoi dati stampati di sopra, ma perche' in quella tessera associativa c'e' una storia che non e' solo parte individuale di ciascuno di noi, ma e' storia del nostro Paese ed esserne solo una semplice "tesserina" di un puzzle cosi' grande e articolato, ma affascinante, riempie di orgoglio.

76. #Miassocio perche ' credo che in una storia come quella della nostra associazione, ognuno puo' contribuire a proseguirla, a scrivere altre pagine belle che altri leggeranno e che solo "associandosi" avranno le lettere che compongono i nostri nomi e cognomi.

77. #Miassocio perche' credo in questa parte di storia del mio Paese.

78. #miassocio per restare fedele a me stesso.

79. #miassocio per tradizione (e non è una cosa negativa).

80. #miassocio perché le Acli aiutano a portare il mondo nella comunità ecclesiale.

81. #miassocio perché il lavoro, la democrazia, la Chiesa...

82. #miassocio perché nelle Acli c'è ancora qualcosa di buono. Si, c'è ancora. Io lo vedo. Magari non ovunque ma in alcune parti c'è.

83. #miassocio perché in Acli ci sono persone che sono lì per caso, non ne conoscono la storia e i valori. Sono lì per altro. O perché invitati da qualcuno. E queste persone vanno accompagnate.

84. Perché #miassocio? non è domanda da fare al prete. È domanda da fare ai laici. (però si, sono socio Acli).

85. Non #misonoassociato perché non sapevo nemmeno che un accompagnatore spirituale potesse associarsi alle Acli. Lo scopro qui. Non vi conosco ancora abbastanza. Ma sono incuriosito. Tornerò a casa. Approfondirò. Ne parlerò con il "mio" presidente provinciale. E vedremo, magari la prossima volta...

86. #Nonmiassocio perché la tessera costa troppo!

87. #Nonmiassocio… e perché dovrei farlo?

88. #Miassocio perché mio figlio quest’anno ha partecipato ad uno degli oltre 50 percorsi di educazione alla pace realizzati nelle scuole;

89. #Miassocio per creare un nuovo modello economico sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale è possibile, partendo dai comportamenti di ogni giorno. Me lo hanno insegnato i Gas e i laboratori di autoproduzione delle Acli!

90. #Miassocio perché, nonostante tutto, non ho mai smesso di farlo…

Il #Miassocio degli accompagnatori spirituali

#miassocio per restare fedele a me stesso.
#miassocio per tradizione (e non è una cosa negativa).
#miassocio perché le Acli aiutano a portare il mondo nella comunità ecclesiale.
#miassocio perché il lavoro, la democrazia, la Chiesa...
#miassocio perché nelle Acli c'è ancora qualcosa di buono. Si, c'è ancora. Io lo vedo. Magari non ovunque ma in alcune parti c'è.
#miassocio perché in Acli ci sono persone che sono lì per caso, non ne conoscono la storia e i valori. Sono lì per altro. O perché invitati da qualcuno. E queste persone vanno accompagnate.
Perché associarsi non è domanda da fare al prete. È domanda da fare ai laici.
Non #misonoassociato perché non sapevo nemmeno che un accompagnatore spirituale potesse associarsi alle Acli. Lo scopro qui. Non vi conosco ancora abbastanza. Ma sono incuriosito. Tornerò a casa. Approfondirò. Ne parlerò con il "mio" presidente provinciale. E vedremo, magari la prossima volta...
(E resta la curiosità di come avrebbe risposto Pio a questa domanda).

Inserirsi in una storia, raccogliere un'eredita (i #miassocio dei giovani adulti, puntata 5)

#Miassocio perchè ormai le Acli sono anche la mia storia…
 (Michele)



#miassocio perché le Acli sono memoria ed avvenire della mia storia familiare e personale (Marco) 






Io (#miassocio) a Ga per due motivi. Il primo è per me. Per la mia formazione, Perchè quando sono entrato nel 2005 ad oggi io penso di essere una persona migliore e il merito è anche di Ga. Il secondo motivo è per la mia comunità. In senso lato. I miei amici, i miei colleghi di lavoro, la mia nazione. Penso che i valori che noi portiamo avanti come Acli e come Ga siano valori di cui c'è bisogno. Penso che il mio impegno in una associazione che porta avanti queste cose nel mio piccolo possa essere determinante. 

#Miassocio a Ga perchè credo che con Ga si possa cambiare qualcosina. Non il mondo, che il mondo non lo cambia nessuno, ma qualcosina si. 

Perchè sto nelle Acli? Perchè 11 anni fa qualcuno mi propose di entrare. E in questi 11 anni ho ricevuto molto. Sto dentro per ripagare le persone che mi hanno trasmesso qualcosa facendomi crescere. Ripago cercando di trasmettere qualcosa ad altri, facendo crescere altri. Non “classe dirigente di domani”, semplicemente persone civili, persone che vivono e si comportano in un certo modo. Che poi possano dire “lì ho imparato qualcosa”. 

#Miassocio perchè sono arrivato con il servizio civile e non sono riuscito più a liberarmene.

#Miassocio anche se il logo è brutto e statico e "non comunica" e le Acli avrebbero bisogno di un re-marketing. 

#miassocio perchè le Acli mi ricordano ogni giorno che quel che si fa con gli
altri è immensamente piú bello di quel che si fa da sé. (Silvia) 




La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...