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Ci vuole pioggia e vento e sangue nelle vene



Nessuno si disseta ingoiando la saliva.  

Ci vuole pioggia e vento
e sangue nelle vene
e una ragione per vivere
e non restare a compiangermi.

Tensione evolutiva

- Lorenzo Cherubini, Jovanotti - 

Fuori quanto è brutto il tempo
però si è calmato il vento
il mio sguardo è meno freddo
questo inverno sta finendo.
Ogni cosa c'ha il suo tempo
chi ha pazienza ne uscirà
vado avanti e non ci penso
questo inverno passerà.

- Emis Killa - 

Ma il Signore scatenò sul mare un forte vento e ne venne in mare una tempesta tale che la nave stava per sfasciarsi. 
I marinai impauriti invocavano ciascuno il proprio Dio e gettarono a mare quanto avevano sulla nave per alleggerirla. 

Libro di Giona 

Solo ciò che proviene dal cielo è in grado di imprimere realmente un marchio sulla terra.

Simone Weil 

A piedi. Settimana 3. Giorno 5. Da Buccinasco ad Abbiategrasso più spiccioli. Seguendo l'Alzaia. 31104 passi. 25 km.

Uno di quei giorni in cui "bagnato fino al midollo" non è un modo di dire. E in cui poi ti si asciuga tutto addosso, col vento. Pioggia, vento e sangue nelle vene. 
Foto mancate: il temporale, non prima o dopo ma durante. E la cicogna, che sorvola a pelo d'acqua, con le ali aperte, il Naviglio, bellissima. 
  


                               

Anche se poi tutto è magnifico

Anche l'energia si sgonfia talvolta


Sorridi quando piove
sei triste quando c'è il sole
devi smetterla di piangere fuori stagione
dai proviamo e poi vediamo che succede

Anche se poi tutto è magnifico
non lo prenderò come un rimprovero
è possibile abbia sogni sbagliati 
un po' illusi al momento
mi appartengono.

- Fedez - Francesca Michielin -


Solo la luce che ininterrottamente discende dal cielo fornisce ad un albero l'energia che fa penetrare a fondo nel terreno le possenti radici. In verità l'albero è radicato in cielo. 

Simone Weil 

Qual è i tuo mestiere? Da dove vieni? Quale è il tuo paese? A quale popolo appartieni? 

Libro di Giona

Settimana 3. Giorno 4. Cammino di mattina. Dopo il parco con i figli. Serve energia di scorta. Verso Milano passando da "dentro" e tornando dal Naviglio. 15 km. A piedi.    


Tradizione di cascina, trasformata 
Acqua di chiusa di Leonardo 

Verde su viola
Energia tascabile (anche se il caldo un po' l'ha trasformata)
  


All'ombra


Ombra con filo.

Vi sono circostanze in cui una forza pressoché infinitesimale è decisiva. Una collettività è molto più forte di un uomo solo, ma qualsiasi collettività ha bisogno, per esistere, di operazioni - l'addizione ne è esempio elementare - che si compiono unicamente in uno spirito in stato di solitudine. 
Questo bisogno dà la possibilità di una presa dell'impersonale sul collettivo, purché si sappia escogitare un metodo per farne uso. Chi è penetrato nell'ambito impersonale vi trova una responsabilità nei confronti di tutti gli esseri umani. 
Quella di proteggere in loro non già la persona, bensì ogni fragile possibilità di passaggio all'impersonale che la persona ricopre. Anzitutto a costoro deve rivolgersi l'appello al rispetto per il carattere sacro degli esseri umani. Infatti, perché un tale appello abbia un'esistenza, bisogna che sia rivolto a esseri in grado di udirlo. 

Simone Weil 

Allora Giona ucì dalla città e sostò ad oriente di essa.
Si fece lì un riparo di frasche e vi si mise all'ombra in attesa di vedere cosa sarebbe avvenuto nella città. 
Allora il Signore Dio fece crescere una pianta di ricino al di sopra di Giona per fare ombra alla sua testa e liberarlo dal suo male. 

Libro di Giona

Tu lo sai
si tu lo sai quello che vale 
oltre i silenzi e le parole 
fra noi 
che cosa vuoi che io ti dia
questa incertezza
o una maldestra compagnia 

Gianmaria Testa 

Settimana 3. Giorno 3. Cammino il pomeriggio. Da Buccinasco ad Assago passando da Gudogambaredo. 25.435 passi. 21,63 km. Il sole spacca le pietre e la pelle. A piedi. 

Foto mancata: un campo di riso, verde verdissimo. Brillante. Un cielo azzurro chiaro, quasi bianco. Sole. Un trattore (o simile) che passa lento. Mi è parso il ritratto di uno dei volti della Lombardia. 


Quasi un occhio. Per vedere indietro.
Acqua. Ombra. Muretto. Sosta.

Acqua che muove. Mulino.
Sole. 








Quella parte del cuore che grida contro il male




Si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Ma Giona ne provò grande dispiacere e ne fu indispettito. 

Libro di Giona


Eccetto l'intelligenza, l'unica facoltà umana veramente interessata alla pubblica libertà di espressione è quella parte del cuore che grida contro il male. 
Occorre un regime caratterizzato non tanto dalla libertà quanto da un'atmosfera di silenzio e di attenzione ove questo grido fievole e maldestro possa farsi udire. 
Occorre infine un sistema di istituzioni tale da portare il più possibile alle funzioni di comando uomini capaci e desiderosi di udirlo e di comprenderlo. 
E' chiaro che un partito occupato nella conquista o nella conservazione del potere governativo non può discernere in queste grida altro che rumore. E reagirà in modo diverso secondo che questo rumore intralci o al contrario rafforzi quello della sua propaganda. In ogni caso non è in grado di prestare quell'attenzione amorevole e penetrante che permette di discernerne il significato. 
Questo val, ad un grado minore, anche per le organizzazioni che per contagio imitano i partiti. 

Simone Weil 

Non sono venuto per salutare
perché io non lo capisco
il tempo giusto del saluto
che trova le parole
e toglie la distanza
e poi libera le mani
lascia guardare
al di là del muro di uno stanza
guardare.

Lasciami andare.    

Gianmaria Testa 


Settimana 3. Giorno 2. Milano (dintorni). 25300 Passi. 21,23 Km. A piedi. 









Lei non mi interessa!









Nuovo da lasciare un gusto in gola
nuovo come una parola che non so.
Nuovo che se chiamo e non rispondi 
molto forte
molto più forte ti chiamerò.


Gianmaria Testa

Ti sembra giusto essere così sdegnato?


Libro di Giona


"Lei non m'interessa!". Un uomo non può rivolgere queste parole ad un altro uomo senza commettere una crudeltà e ferire la giustizia. 
Il vocabolario della moderna corrente di pensiero detta personalista è erroneo. E in questo ambito, là dove vi è un grave errore di vocabolario, è difficile che non vi sia un grave errore di pensiero. 
In ogni uomo vi è qualcosa di sacro. Ma non è la sua persona. E neppure la persona umana. E' semplicemente lui. Quell'uomo. 

Simone Weil 

Settimana 3. Giorno 1. Milano (dintorni). 23340 passi. 19,40 km. A piedi. 


    

Tra libertà e necessità...


Mi è capitato in mano per caso in un'edicola di libri usati e non ho potuto non prenderlo.

Lei è Simone Weil. Cioè una donna. Vissuta a cavallo tra le guerre. Politica e mistica. Ebrea e cristiana. Marxista e Filosofa. Scrittrice ed Operaia....

I brani di carteggio vanno giù in un sorso. Il testo finale sull'amicizia non l'ho ancora del tutto digerito, ci sto rimuginando. Ma mi intriga...

La preferenza personale verso un determinato essere umano può essere di due tipi. O si cerca nell'altro un certo bene, oppure si ha bisogno di lui. In linea generale tutti i legami possibili si suddividono tra queste due specie. Ci si dirige verso qualcosa, o perchè si cerca in essa un bene o perchè non se ne può fare a meno. Talvolta i due moventi coincidono. Spesso no. Di per sé stessi sono distinti e completamente indipendenti. 
E mi viene in mente Arturo Paoli e il fatto che nessun incontro (neppure banale) è di per sé neutro. O ci spinge a cadere in avanti o ci spinge a cadere indietro. O ci sospinge verso il bene o ci è di ostacolo nella ricerca del bene.

Ecco, mi pare che Simone Weil caratterizzi questo avanti e indietro attorno all'equilibrio tra libertà e necessità.
 L'amicizia è un'armonia soprannaturale, un'unione di contrari. 
Dove i contrari non sono le due persone diverse. I contrari sono il bene ed il bisogno. La libertà e la necessità. L'amicizia pura è la capacità (assoluta e di per sé umanamente irrealizzabile) di tenere assieme pienamente senza svilire nessuna delle due dimensioni. Comprenderle senza negarle.

Personalmente non uso molto il termine amicizia. Ma mi pare in fondo in qualche modo Simone Weil indaghi nodi cruciali presenti in tutte le relazioni umane.

Quando qualcuno desidera sottomettere a sé un essere umano o accetta di sottomettersi a lui non c'è traccia di amicizia. 
Non c'è alcuna contraddizione tra cercare un bene in un essere umano e volergli bene. Per la stessa ragione quando il movente che spinge verso un essere umano è solo la ricerca di un bene non esistono i presupposti per l'amicizia.
Allora l'amicizia o la relazione umana sana e costruttiva si colloca proprio lì. In quell'incrocio impossibile ed irraggiungibile tra libertà e necessità. E l'amicizia non è un'emozione e neppure un affetto. E' una virtù praticata e coltivata in un succedersi di esperienze di imperfezione.
La causa più frequente della necessità, nei legami affettivi, è una certa combinazione di simpatia ed abitudine. Come nel caso dell'avarizia o della intossicazione, ciò che inizialmente costituiva la ricerca di un bene si trasforma in bisogno per il semplice trascorrere del tempo. Ma la differenza rispetto all'avarizia, all'intossicazione e ad ogni altro vizio è che nei legami affettivi i due moventi possono coesistere molto bene.  
Allorchè l'attaccamento di un essere umano ad un altro è determinato soltanto dal bisogno vi è qualcosa di atroce. Poche cose possono toccare tale livello di bassezza e di orrore. Vi è sempre qualcosa di orribile in tutte le situazioni in cui un essere umano ricerca il bene e trova solamente necessità.   
L'anima umana, è vero, dispone di un arsenale completo di menzogne per proteggersi contro questa bassezza e fabbricarsi nell'immaginazione dei falsi beni là dove vi è soltanto necessità. E' proprio per questo che la bassezza è un male, perchè costringe alla menzogna.  
In senso molto generale, vi è sventura ogni volta che la necessità, sotto qualsiasi forma, si fa sentire in modo così duro che la durezza supera la capacità di menzogna di chi subisce lo choc. 
Per chi è capace di arrestare la reazione automatica di protezione di sé, che tende ad accrescere nell'anima la capacità di menzogna, la sventura non è un male, benché sia pur sempre una ferita e in un certo senso una degradazione.
 Dove la forza sta nell' accettare la fragilità. Nel riuscire a lavorare per smascherare le menzogne che ci si racconta da soli, per proteggersi da sé. Pur sapendo che questo ci lascia nella sventura, senza protezione. Feriti e degradati.
Un'amicizia è infangata non appena la necessità ha il sopravvento sul desiderio di conservare per l'uno e per l'altro la facoltà di libero consenso. 
In tutte le situazioni umane la necessità è principio di impurità. Ogni amicizia è impura se vi affiora, anche solo come traccia, il desiderio di piacere o il desiderio opposto. In un'amicizia perfetta questi due desideri sono completamente assenti. I due amici  accettano pienamente di essere due creature distinte. L'amicizia è un miracolo grazie al quale un essere umano accetta di guardare a distanza senza avvicinarsi quello stesso essere che gli è necessario come nutrimento.
Simone Weil è talmente assoluta da indicare una rotta e al tempo stesso da renderla spietata. 

Nessuno è così. Siamo tutti fragili. Ed incompiuti. E siamo esseri sociali. La necessità dell'altro è in fondo ineliminabile. L'altro mi è indispensabile per essere me. Mi è indispensabile nella sua alterità da me. Nella misura della libertà che so riconoscergli di essere pienamente sé. E di condividere o meno qualcosa con me. Nella misura in cui so costruire spazi di gratuità, sopportando l'assenza di reciprocità cui pure anelo. Nella misura in cui lo scambio sa essere intimo senza diventare esclusivo. Non accampa diritto di continuità né di proprietà. Nella misura in cui accetto non solo la distanza ma anche il conflitto come parte dello scambio e della relazione. Ma so includerlo in una visione complessiva e circoscriverne gli effetti distruttivi.

È un'idea di fraternità. Indispensabile ma impossibile. È un'utopia. 

Ma per fortuna mi viene in soccorso Arturo Paoli. 
La relazione in cammino è una relazione tra persone che, coscienti che la relazione è un'utopia, prendono ciò nonostante la decisione di cercarla. 
E solo tra coloro che vivono seriamente, autenticamente la tristezza di non pervenire ad un tipo di relazione di vera fraternità e la speranza di potervi arrivare, si stabilisce la vera solidarietà. 
Vera solidarietà non può stringersi se non tra persone abituate ad accettarsi come sono, nel loro vero essere. 
Non si può che abituarsi ad una convivenza scomoda tra la libertà e la paura. Il giorno che la libertà si fa sicurezza si corrompe. E il giorno in cui si rinuncia alla libertà per amore della sicurezza si piomba in una schiavitù senza rimedio.  
 La libertà è una strada senza margini, come si fa a camminare nella libertà?  (E. Fromm). 
Eppure non c'è altra strada da cercare...

Ps (Per chi ha voglia, il testo della riflessione di Simone Weil sulla amicizia)
https://drive.google.com/file/d/0B7xYMdtDJdp_VGhEd2pwTGNaZmM/view?usp=sharing





La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...