Non più di tot di stranieri in classe.
Perché altrimenti gli italiani si sentono messi all'angolo, minoranza a casa loro.
Definisci democrazia.
Definisci comunità.
Perché qui sembra che ci si possa sentire a casa solo se si è tutti uguali, o almeno se si è maggioranza. Perché l'idea di democrazia è quella in cui la maggioranza decide e la minoranza non può che subire ed essere messo all'angolo.
Definisci straniero.
Definisci diverso.
Affinché corrisponda all' idea di non fare sentire in minoranza, messi all'angolo da un gruppo che esclude.
È la cittadinanza?
È conoscere la lingua?
È che i genitori conoscano la lingua?
È il posto in cui sono nati i genitori?
È il colore della pelle?
È il tipo di vestiti?
Sono le feste religiose che festeggiano?
No perché tra ragazzi questo sentirsi parte o no, sentirsi messi all'angolo o no, è molto più delicato e complesso.
Il tipo di cellulare.
La possibilità o no di uscire.
La musica che si ascolta.
Se si studia di più o di meno.
La "stranezza" percepita, più o meno certificata.
La abilità di parlare in gruppo.
Il tipo di corpo...
Sono tantissime le sotto tribù presenti in ogni classe.
E tantissimo il disagio che ne emerge.
E che da adulti avremmo l'onere di riconoscere ed affrontare.
Non di alimentare.
Definisci governare.
Definisci responsabilità.
Se tutti hanno diritto di andare a scuola.
E se il fatto che tutti vadano a scuola è interesse di tutti.
Se dici che servirebbe un limite di presenza nelle classi.
Dovresti dire come intendi realizzarlo.
Aumentiamo il numero di classi?
Distribuiamo gli studenti "stranieri" anche in scuole di altre zone? Oppure, viceversa, distribuiamo studenti "italiani" spostandoli dal centro alle periferie?
In entrambi i casi, investiamo fondi su questi trasporti.
E forse anche in incontri per spiegare e convincere e incentivare le famiglie. Perché magari non è così comodo per loro, andare fuori quartiere.
E forse anche per spiegare e convincere e incentivare le scuole. Perché magari non sono così immediatamente propensi (con l'autonomia scolastica) a vedere messa in dubbio la propria immagine e tutti gli indicatori invalsi che ci hanno messo un tot a "ripulire"...
E magari tutto questo va tenuto assieme con tutte le altre forme di diversità (e relative norme).
Riconoscere che esiste un tema legato alla complessitá di insegnare in classi in cui ci sono molti studenti che non conoscono la lingua è sicuramente giusto.
Distribuire la responsabilità della accoglienza in tutte le scuole, non solo nelle scuole di periferia, non solo nelle "scuole dei poveri" è assolutamente sacrosanto.
Cavalcare la paura e la giusta rabbia di chi vive tutti i giorni in trincea per aumentare il conflitto sociale, senza costruire soluzioni mi sembra irresponsabile.
Scaricare sulla scuola tutti i nodi irrisolti altrove (abitare, calo demografico, povertà, immigrazione, taglio del welfare etc etc) mi sembra ancora più irresponsabile.
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