Come vivere insieme? - Giovanni Caudo
Quale rigenerazione per quale periferia
Il 31 dicembre 2021 è stato pubblicato il decreto di assegnazione dei finanziamenti per la prima delle misure del PNRR dedicata alla rigenerazione urbana (1). E' già un coro di proteste da parte dei Comuni esclusi. L’intera Italia del Nordest, ad esempio, ottiene poco o nulla. Perché? Per via del criterio utilizzato: l’indicatore di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM). E in effetti non hanno tutti i torti. Vediamo perché, anche rispetto a Roma
Ma tutto questo c'era già, anche prima di ieri...
Non tutto il male viene (solo) per nuocere
Due giorni fa
Rientri
Ciò che rende faticoso il rientro non è trovare il bello (che c'è sempre), è non farsi sopraffare dal brutto (che lo circonda).
Ma si continua ad allenare lo sguardo.
#Apiedi di prima mattina.
No! Non è bello svegliarsi così!
Un altro locale in fiamme, stanotte: Barak bistrot.
Baraka bistrot
Pecora elettrica
Pinseria Romana
Tutto nel giro di 700 metri
Tutto attorno ad uno stesso grosso spazio.
In cui c'è il Forte e anche il borgo don Bosco.
(Magari, speriamo, l'incendio è di altra natura.
Magari, speriamo, i fatti non sono collegati.
Ma la testa unisce i puntini e li disegna sulle mappe.
Ed i pensieri che nascono sono dei peggiori.
No. Non è bello svegliarsi così)
Dove bruca la pecora
E intanto piove...
Ci sono giorni in cui ciò che c'è dentro e ciò che c'è fuori si saldano. E senti il bisogno di tornare #apiedi.
Il giorno dopo del giorno dopo #lapecoraelettrica ha una macchina della polizia parcheggiata davanti. Gente sparsa e diversa che passa, legge, fotografa. E intanto piove.
Prof! Prof! Una siringa! La droga!
In prima media sono grandi, ma al tempo stesso piccoli. E l'annuncio (ripetuto in due casi) si è poi rilevato un pistone di automobile una volta ed un distributore di silicone un'altra.
Di siringhe vere non se ne sono viste. E questa è quasi una sorpresa, di quelle positive.
- una lavatrice
- un piccone
- l'imbottitura intera del sedile di un'auto
- una borsetta da donna (comprensiva di portafoglio e mezza bottiglia d'acqua e mezzo sacchetto di patatine) sbruciacchiate
- lucertole tagliate a pezzi, imbevute nel gasolio
- vestiti da donna
- lo scheletro di un ombrello da uomo (arrugginito e bruciato)
- un pannolino da bambino (usato)
- parecchie bottiglie di vetro (in prevalenza birra e vino, ma anche qualche vodka)
- qualche cartone (ancora mezzo pieno) di Tavernello
- tanichette (vuote) di plastica
- un' insegna stradale in marmo (in pezzi)...
Certo, che questo sia lo scenario abituale delle scuole, ne ha molto meno.
Le periferie in ottica animativa (video)
Intervento all'Incontro Nazionale di Studi Acli 2019 "In continuo movimento" a Bologna
Le periferie in ottica animativa
- come contributo alla riflessione (e confutazione) delle Acli tutte,
- come elementi da validare (o invalidare) da parte del prof. Remotti e di chi su questi temi ha approfondito dal punto di vista scientifico,
- come questioni e attenzioni da tenere presenti nel confronto con la politica, che avverrà più tardi nel pomeriggio.
Il modo che noi abbiamo trovato ha molto più a che fare con il processo che con il prodotto. E ha a che fare più con un lavoro da scultori che da progettisti. Più da artigiani che da impresa di carattere industriale. Non c'è niente di male nell'essere progettisti. Non c'è nulla di male nel processo industriale. Ma l'approccio animato è altro. Si tratta di intuire. Intravedere. E togliere tutto il superfluo affinchè l'essenziale possa emergere anche ai nostri stessi occhi. Ci vuole pazienza, tempo e un misto di arte e mestiere. Non è progettare e poi fare tutto ciò che serve per arrivare all'obiettivo dato. E' avviare un processo e avere fede nel processo e nel suo sviluppo.
Ma lo mandi da solo?
- ma lo mandi da solo? Io avrei paura...
- io ho paura, infatti. Indubbiamente. Ma lui mi pare ragionevole, la strada la sa, il tragitto non è troppo, spesso sono in due... Quindi... ho l'impressione che sia la città a mettere paura. E che la paura ce l'avrò anche tra un mese o un anno, per cui...o decido che lo accompagno a vita o incrocio le dita, butto uno sguardo in alto e mi abituo a convivere con questa sensazione...
Come si può affrontare l'emergenza abitativa a Roma?
Per dare risposte, premesso il periodo di scarsità di risorse, bisogna scindere un problema complesso in tanti problemi differenti, che si possano affrontare. Intanto l’emergenza abitativa si può scomporre in due fasi. Immaginatela come se fosse un lago con un emissario e un affluente. L’acqua che arriva sono le nuove famiglie che entrano in emergenza abitativa e che quindi fanno domanda di alloggio. Sono all’incirca 1500. In uscita ci sono quelli a cui ho risolto il problema assegnando una casa popolare. Sono circa 350. Se io in un anno ho 1500 famiglie che perdono l’alloggio e assegno la casa a 350 famiglie il problema è irrisolvibile. Peggiora, invece di migliorare, di anno in anno. Oggi il sistema è un imbuto. Tante entrano, pochissime escono. E’ un imbuto che si allarga ogni anno. Serve lavorare su due parametri: l’entrata e l’uscita. Se io potessi diminuire il numero di famiglie che entrano, da 1500 a 750 e potessi assegnare 750 case all’anno invece che 350, a quel punto avrei un flusso in pareggio. Una volta ottenuto il flusso in pareggio posso aggredire, con interventi straordinari, chi è rimasto in attesa.
Case popolari: i disastri attuali derivano dalla somma delle concause
Le cronache parlano di nuovo bisogno di case. In realtà quello di cui abbiamo veramente bisogno è un nuovo approccio.
Le cronache sembrano parlare di nuovo bisogno di case. I fenomeni non si ripropongono identici. Cambiano volto. La fase è molto interessante perché in realtà quello di cui abbiamo veramente bisogno è proprio un nuovo approccio.
Animazione e comunità: come abbiamo fatto lavorare questi due concetti nelle aree interne
Aree interne vuol dire postura territoriale
- c’è un tipo di economia diversa. Le aree urbane sono più industriali e sul terziario. Le aree interne sono più rurali. Anche se ora c’è anche un tessuto urbano rurale.
- il tessuto sociale nelle aree interne è connotato da più relazioni, ci si saluta di più, ci si conosce di più, si va più piano. C’è un mito della comunità come cosa positiva. Non è detto che sia sempre reale. Ma nella area interna c’è una connotazione maggiormente di comunità. Con i pregi e difetti della comunità.
- tra periferia urbana e area interna c’è una presenza di classi socio economiche differenti. Nella periferia urbana ci sono prevalentemente stranieri, a basso reddito. Nella zona isolata per abitare devi avere una casa di proprietà ed una macchina. Nell’area urbana ci sono anche abitazioni in affitto, case popolari…
- Le forme della povertà sono diverse. E' diverso il peso della povertà relativa. Nella periferia urbana c'è maggiormente povertà, nella periferia interna c'è una situazione più interclassista. Ci sono ceti sociali diversi anche affiancati.
- Struttura demografica. Il tasso di persone anziane nelle aree interne è molto molto alto. I demografi dicono che se superi il 30% di popolazione anziana, se non arriva qualcuno da fuori si deperisce fino a diventare residuali. Ci sono parti delle aree interne hanno anche più del 35% di popolazione anziana.
- Disagio: il tipo di disagio è differente. Nelle aree interne è difficile individuare le soglie di sostenibilità per i servizi, perchè non c’è massa critica. E’ complesso organizzare la mobilità delle persone per raggiungere i servizi. Ma il rapporto tra uomo ed ambiente è positivo, c’è un rapporto numerico tra superficie e persone molto ragionevole.
L'impressione, a fronte di questo tipo di lavoro, è che la domanda profonda delle aree interne sia di riconoscimento. Che la rabbia nei confronti dello straniero origini da un "riconosci persino loro, perchè non riconosci me" indirizzato alla politica. Che non ha politiche per le aree interne. E che, anche culturalmente, considera arretrato e "da civilizzare" tutto ciò che non è città.
La nascita dei processi creativi, secondo Asimov
Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...
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Sono qui perché faccio parte anche io di questa storia. La genealogia femminile: c’è una linea che si dipana. Ci sono delle madri simboliche...
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"Se non ha ciò di cui hai bisogno cambia. Partner. Negozio. Banca". Va bene che i rapporti non siano tutti eterni. Però che il cam...
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Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...





















