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Riunione per genitori di figli in prima superiore


Riunione per genitori di figli in prima superiore.
Aula Magna. Dirigente e psicologa offrono stimoli (più o meno leggeri, che é diverso da banali) per avviare la riflessione e per sintetizzare il chiaro messaggio di fondo che vogliono far passare: la postura con cui affrontare il ruolo di genitori di adolescenti alle prese con il liceo.
"Ho come l'impressione che il genitore migliore sia quello occupato a fare altro, quello che non vive la propria genitorialità come missione e professione".
"Ciò che i genitori degli adolescenti devono fare é accettare una realtà in cui non sono loro al centro. Cioè... diventare adulti".
Con la consapevolezza del tono della leggerezza e con affetto per tutti noi che ci si prova (che facile ironizzare da fuori e che... tanto si sa, come si fa si sbaglia... ) ma ci trovo stimoli meno scontati di ciò che sembra.

Andiamo, non vai... se vuoi che un lavoro sia fatto...



"Andiamo, non "vai", se vuoi che un lavoro sia fatto...”.
La frase é di BP, ma funziona benissimo anche per le accoglienze. Qualcuno che si attiva in prima persona diventa attrattore di disponibilità e moltiplicatore di attivazione.
Sono ben 35 i volontari che si sono messi a servizio quest'anno per cucina, logistica, animazione.
Adulti ma anche moltissimi giovani e giovanissimi.
Arrivano dalle Acli Milano e dai circoli (di Cernusco sul naviglio, Corsico, Gallaratese, Novate, Paderno Dugnano), dalle Acli di Treviso, Cantù (Como), dai Giovani delle Acli, dal Gruppo Missionario di Melzo e dalla Parrocchia di Bonola (Milano) oltre che dal Coordinamento Donne delle Acli di Cuneo e dai circoli della zona di Fossato (Cuneo).
C'è chi é già stato altri anni, chi c'è per la prima volta...
Chi arriva da un campo scout, un oratorio feriale, un campo estivo, un'esperienza all'estero...
Chi studia, chi fa il servizio civile, chi si é laureato 15 giorni fa, chi usa le ferie, chi é alle prese con l'avvio del lavoro...
Chi in questa estate ha già in calendario altre "esperienze calde" in Italia e all'estero...
Chi ha un vissuto di immigrazione ed accoglienza, di prima e seconda generazione, e lo rimette in circolo...
Tutto questo si intreccia con la vicinanza e l'incontro anche con aclisti delle Acli nazionali, di Cremona, Brescia, Torino, Novara, Piemonte e soprattutto Cuneo.
La frase più gettonata tra volontari é: "grazie per avermi fatto sapere di questa opportunità! Mi raccomando, se fate altre cose simili ditemelo!". ❤🌍🌍❤
Reimparare ad invitare a fare assieme é qualcosa di potente!

Oggi qualcuno mi ha detto: gli anni passano e noi miglioriamo...


Oggi qualcuno mi ha detto:
"gli anni passano e noi miglioriamo".
"Sai che credo sia vero?" Ho risposto.
"Oggi siamo meglio di ciò che eravamo ieri.
E domani saremo meglio di ciò che già siamo oggi".
Ho avuto 54 anni pieni, di cui sono estremamente grata.
Ma non ho nostalgia dei tempi andati.
Invecchiare può voler dire non smettere di continuare a imparare e crescere.
Grazie a tutti degli auguri.
Poi li riguardo con calma.
Intanto mi sono regalata una giornata.
(Compreso giro per Roma inseguendo le tracce della mostra diffusa di Botero con figlio 2).
W la vita e tutto ciò che contiene!

Figlio perde il portafoglio...

Figlio perde portafoglio in metropolitana vicino casa (probabilmente glielo rubano, vedendo che lo rimette nello zaino dopo aver passato la tessera atac sui tornelli). Nessun contante. Una prepagata con una 40ina di euro sopra (comunque subito bloccata) e un po' di documenti vari. Tra cui la tessera della palestra.
Il giorno dopo va in palestra con il suo amico, all'entrata spiega che non ha la tessera perché...e loro "il portafoglio è questo?". Qualcuno l'aveva trovato (buttato?) a terra, aveva visto la tessera della palestra e glielo aveva portato lì, esattamente con tutto ciò che c'era dentro.
(A proposito del "lusso/scelta" di fidarsi...esiste, probabilmente, chi ruba, ma esiste anche, sicuramente, chi si accorge di ciò che ha attorno e si prende la briga di fartelo ritrovare senza volere nulla in cambio, nemmeno il grazie! 😍).

Come può essere un prof...


Sogna ragazzo sogna è stata scritta la notte prima di andare in pensione. L’ultimo giorno di scuola della terza liceo classico.
Sapevo che lasciavo i ragazzi per sempre, per me era una ferita. Non esiste l’università rispetto al liceo. Il liceo è umanità e i ragazzi sono uno diverso dall’altro, bisogna capirli uno diversamente dall’altro. Non si possono regimentare con ‘la legge è uguale per tutti’.
Quella notte mi è venuto questo raptus di scrivere la canzone e il giorno dopo ho detto ‘per la prima volta in vita mia vengo con la chitarra a scuola’.
Ho cantato questa canzone e i ragazzi si son commossi. Quel giorno lì è stato un giorno bellissimo della mia vita.
L’unica cosa che mi è dispiaciuta quasi subito è stata che essendo io un uomo, mi è venuta una canzone maschile e invece doveva comprendere anche le ragazze.
Anche se poi ho fatto 15 anni di università, non c’è stata più una giornata pari a quella. Il liceo è una cosa coinvolgente, bellissima. È un’avventura continua.
Del come è nata la canzone...


come può essere un prof...

Il macellaio


Complice il mese d'agosto, la non voglia di cucinare, lo smart working e le chiusure estive dei negozi, scendo a comprare carne trita da mangiare cruda, in un posto diverso dal solito.

Il macellaio, "scusa se ti do del tu, ma sono entrato negli 82...".

"82 anni? Li porta benissimo! Ed é ancora qui in negozio?"

"Eh no, non ne ho ancora 82! Sono entrato negli 82, mancano ancora 2 mesi al compleanno!" e poi continua "Ma la mangia subito o la congela? Dove abita? Va a casa diretta?. Non é che non voglio dargliela ma con questo caldo la carne da mangiare cruda la vendo solo a certe condizioni...". 

E, mentre mi spiega, smonta la macchina per tritare e la pulisce anche dentro "perché basta mezz'ora e dentro si fermano pezzi di carne che diventano neri". E poi via via il racconto della sua decisione di lasciare il negozio al figlio e della necessità di tornare a prendere in mano tutto, 70enne, quando il figlio, restato vedovo con due figli, si é trasferito in Francia ed ha aperto un bistrot. "Non é una macelleria, ma é sempre in negozio. E vende pure carne, anche se già cotta ed insieme ad altro. Diciamo che é un suo modo per proseguire, anche se un po' diverso e non qui". 

"E quindi questo negozio é tornato a me. Ed é tutto: gioia e dolore. Io mica sto qui per guadagnare. Ormai quello che dovevo fare l'ho fatto. Adesso mezza pensione va a pagare le bollette etc... Ma io sono qui perché a stare a casa mi viene l'ansia. Mentre qui c'è sempre qualcosa da fare. E sono qui perché non posso decidere di smettere. Anche se mi ero dato gli 80 come termine massimo...". 

Ascolto e mi vengono in mente altre storie di persone e negozi, croci e delizie, passioni, nel doppio senso del termine, vincoli stretti ed indissolubili, quasi più dei matrimoni. 
Oggi é cambiata l'etica del lavoro. Il lavoro come matrimonio indissolubile. Il lavoro come modalità principale (unica?) di realizzazione di sé. Il lavoro come valore a cui sacrificare tutto. 

Non si trova più chi è disposto a...recitano gli articoli. E in alcune parti degli Stati Uniti stanno ritoccando le norme sul lavoro minorile, per poter assumere almeno minori stranieri, perché anche gli stranieri adulti certi tipi di lavori tendono ad evitarli, se possono. 

Non ho nostalgia del passato. Dal punto di vista della vita in generale, dal punto di vista famigliare, l'equilibrio di prima non è più sostenibile. C'è un carico di cura delle generazioni precedenti e successive che cresce (perché non tutti sono così fortunati da stare bene al punto da lavorare ed andare in piscina ed in bici a 82 anni!) e c'è la consapevolezza che questo non può essere più delegato in toto solo alla parte femminile della famiglia. 

Però, mi pare ci sia un nodo che resta essenziale e che se non viene recuperato l'impianto generale crolla. È l'idea che una minima progettualitá, o anche solo una minima prospettiva futura, sia sensata. O si recupera quella (che ha senso sacrificarsi oggi per avere qualcosa domani...che ha senso impegnarsi oggi, per mettere da parte per domani, che le esperienze di oggi possono essere propedeutiche a quelle di domani...) oppure fatico a vedere come la società possa evitare di stagnare ed implodere. 

Ma questo non può essere un rimprovero al singolo, specie se giovane. Il giovane che vuole garanzie sull'oggi non è irrazionale. Nella maggior parte dei casi sarà fortunato se non attingerà troppo  al patrimonio messo da parte dalle generazioni precedenti. É il sistema che deve cambiare, perché lo sforzo personale abbia senso. 

Intanto, oggi, mi sono goduta un incontro. E la carne, fresca, ha avuto un sapore diverso. 

crescere

La motivazione più forte è quella di mettersi a servizio della loro crescita. Cercare di creare le condizioni e le opportunità perchè ciò che c'è di potenziale possa fiorire...
La soddisfazione più grande è veder crescere.
Poi, nel durante, già lo sai che l'esperienza ti regala mille spunti per crescere anche tu...
E sta a te scegliere se trovare il coraggio di coglierli o se restare assestato su ciò che sei.
Intanto. E' stata cosa ben fatta.
Vdb2023. Branco Roccia della Pace. Gruppo Roma 92.

Guendalina

Dal dentista, non sai più che strategia usare per pensare ad altro e restare calma e ferma e hai ancora più di un'ora davanti...
...Ho mentalmente cantato (e contato) 57 volte Guendalina amore mio.
Beh, ha funzionato.😅
Effetto vdb su capo 53enne.



L'esperienza non è l'attività che noi progettiamo


Leggo i messaggi in chat di genitori di branco e reparto che riportano feedback dai loro figli e mi si conferma ciò che ci ripetevano allo sfinimento al CFM.
L'esperienza non è l'attività che noi progettiamo.
Il segno non è il ricordino che diamo.
Noi possiamo (dobbiamo) metterci intenzione educativa.
Ma non possiamo determinare cosa loro vivranno.
Né che tipo di riflessione o apprendimento ne trarranno.
L'esperienza é ciò che ciascuno di loro vive,
in base a ciò che é, alla sua storia, alle sue caratteristiche, al suo momento,
a partire da ciò che noi abbiamo preparato.
Ma anche da ciò che nella settimana si sviluppa,
o da ciò che spontaneamente si infila nelle intersezioni,
o da ciò che va anche in modo diverso da come noi l'avevamo preparato e pensato e dalla intenzionalità che avevamo dato.
A noi tenere gli occhi aperti
ed accompagnare la rilettura di ciò che accade
e sostenere ciò che é generativo.
Vale nell'esperienza scout.
Vale nell'azione sociale e nell'animazione di comunità.
Vale nell'essere genitori.
A volte questo mi inquieta un po'.
Oggi mi pare liberatorio e meraviglioso.
Tutte le reazio

Bro


Figlio 1 tornato con cambio look (anche oltre l'effetto sporco) e racconto tutto infarcito di "bro" e "fra".
Mamma: ma... scusa, stai dando del "bro" a me?
Figlio: ah, già, vero, scusa...è che... ormai mi so abituato...
Effetto campo di reparto su 15enne.

i posti dove non sei

I posti dove non sei.
Le cose che non fai.
I momenti che ti perdi,
Facendo altro.
La vita é fatta anche di questo.
I vuoti inframezzo che mancano.
I passaggi troppo repentini.
La sedimentazione delle intensità di incontri ed esperienze
che arriva mentre sei già immersa altrove.
La vita é fatta anche di questo.
Il non riuscire ad essere mai pienamente in una emozione presente, in una relazione presente.
Perché c'è ancora addosso il qualcosa precedente.
E già addosso il qualcosa successivo.
La vita è fatta anche di questo.
Eppure, se ti fermi un attimo.
Senti che servirebbe altro.
Servirebbe più capacità di mettere un limite alla quantità.
Per poter andare più di qualità, di continuità, di profondità.
Per essere più fedele ai processi e alle relazioni, meno alle cose da fare.
La fatica collettiva di fare selezione tra cose buone, la difficoltà di scegliere tra priorità, non attiene alla competizione tra gli uni e gli altri.
Connota il nostro essere comunità, ma é già tutta presente nella vita di ognuno.
Imparare a lasciar andare non riguarda solo i ruoli ed i poteri.
Ma anche le opportunità e gli impegni.
Lo sai. La consapevolezza è necessaria.
Ma quale é il muscolo da allenare per diventare capaci di fare e non solo di dire?
Quando é il tempo per diventare capaci di decidere, senza che diventi strappo incomprensibile?
Quale l'autorità che serve per riconoscersi il potere delle scelte?
Quale é il criterio profondo per le scelte?
#Subiaco di nuovo, in nuova forma.

Compleanni


Dentro la storia, in mezzo alla meraviglia, non da sola, facendo cose faticose, ma di senso.
Reincontrando (con gratitudine e meraviglia) incontri di tanti pezzi di vita precedente e condividendo con chi ha davanti il futuro.
La prima parte di questo 53esimo compleanno è stato Acli e mi ha persino un po' emozionato...
La cura.
Il noi.
La traietà.
E molto altro.

La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...