Quarto viaggio in flixbus nell'ultimo periodo. Sono sicura che qualcuno l'ha già fatto un bell'articolo socio/etnografico su questo. Ma non l'ho ancora trovato.
A caldo, con un po' di osservazione e qualche chiacchiera, la riflessione che mi viene è:
È evidente che si rintracciano stratificazioni sociali (non solo etniche e meno generazionali di quanto pensassi) guardando all' uso dei mezzi di trasporto.
Ma non è solo una scelta obbligata.
Capitale economico, capitale culturale, capitale temporale, capitale di scelta... Si intrecciano.
I soldi servono a comprare tempo.
Chi non può spendere soldi, spende tempo.
Però a volte diventa un loop.
Usare i soldi, per risparmiare tempo, per potersi permettere attività culturali, sociali, simboliche in grado di recuperare senso, significato, spesso lentezza...
E mi pare di vedere anche un:
Usare il tempo e la possibilità di scelta (quando c'è), per risparmiare soldi, per potersi permettere altro...
Poi notte e giorno mi sembrano del tutto differenti...
Ma forse non ho ancora abbastanza viaggi all'attivo per concludere un ragionamento...
E poi il pullman mescola fermate in comune con il treno a fermate per cui è l'unico mezzo disponibile (es. città fuori da tratte delle freccer e, con mia sorpresa, outlet di grande interesse per turisti)