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L'Aurora è arrivata?

Aprile 2013 - Riflessioni a quasi 3 mesi da...

Sono quasi 3 mesi da quel 26 gennaio che nel piccolo mondo delle Acli resterà uno spartiacque tra un prima e un dopo. In quel contesto qualcuno ha vinto e qualcuno ha perso. Un gruppo si è insediato, un altro si è disperso. E poi? Poi non si può dire che siamo stati fermi. C'è stato un grande lavoro e un grande impegno per assestarsi nei nuovi ruoli e far ripartire la macchina. Per molti aspetti stiamo lavorando sul “come” e sul “cosa”. Si stanno ponendo le basi per un ripristino di una sostenibilità economico e finanziaria. Per una ridefinizione del modello organizzativo (per ora a partire da quello della sede nazionale). Per ripensare l'intreccio tra associazione e servizi. Se dovessi trovare un paragone probabilmente potrei dire che siamo come nella prima fase Rosati. Cioè siamo impegnati nel “Salvare il contenitore”. Non è una cosa semplice, non è una cosa banale, non è una cosa secondaria. Il contenitore aveva (ha) molte crepe e senza rattoppi o saldature, senza ridisegno, senza ripristino si va a gambe all'aria tutti facilmente. Basta “un soffio di vento” come ha detto anche Mariotto in un'ultima presidenza. E di soffi di vento ne girano parecchi, quindi...Però io penso che non basti.

Come hanno fatto le Acli a stare assieme 69 anni?

Riflessione sulle attribuzioni di deleghe post congresso Acli - Editoriale di Spazio Ipsia - Giugno 2012

Nelle nuove attribuzioni del congresso sono state assegnate due nuove deleghe: la cooperazione sociale (per la prima volta invitata in presidenza) e la cooperazione internazionale (per la prima volta esistente). Come Ipsia salutiamo positivamente queste novità. Perchè una delega è su un "oggetto specificamente nostro" e l'altra è un nostro auspicio espresso nei contributi pre-congresso. Ma non è solo questo. Ci pare che il tema della cooperazione sia un asse fondamentale per il futuro delle ACLI e del Paese.
Cooperare, letteralmente, è operare con l'altro. È fare assieme. Sembra ovvio. Ma chi lavora nella cooperazione (sociale o internazionale) sa quanto questo sia difficile nel quotidiano. Perchè solo nella fantasia iconografica (o nelle fasi iniziali dell'"innamoramento") l'altro è il partner ideale, è il socio che vorremmo, è colui/colei che condivide con noi prospettive, pensieri, obiettivi e anche stili e modi. Ma (forse più importante) solo nella nostra fantasia noi siamo i partner ideali, altruisti, coerenti, lucidi, onesti, forti, rappresentativi, organizzati. Nella realtà siamo quello che siamo. Tutti: Pieni di limiti, di mancanze ed errori. Ma anche tra imperfetti (o forse a maggior ragione tra imperfetti) la cooperazione è l'unica scelta che costruisce un futuro sostenibile.

Chi ha contribuito al dibattito congressuale?

Piccola analisi grezza degli interventi degli aclisti al Congresso Acli 2012. In 3 giorni di lavoro ci sono stati 75 interventi che è possibile analizzare in base alle seguenti categorie:

Genere:



Area Geografica:



"Corrente"
PSG = dichiarati per l'area di Paola Vacchina Stefano Tassinari e Gianni Bottalico
GB = dichiarati per l'area di Gianluca Budano
X = non dichiarati o dichiaratamente neutrali




In base a essere o meno candidati a Consigliere Nazionale in congresso:





In base al ruolo precedente al congresso.
Presidenza = Presidenza Nazionale ACLI
Delega DN = Delega di Direzione Nazionale ACLI
Pres AS = Presidente di Associazione Specifica
Pres Prov = Presidente provinciale
Pres Reg = Presidente regionale
Ex = Ex Dirigenti Nazionali
Servizi = Ruoli apicali dei Servizi




Dal punto di vista territoriale regionale: 


18 9 8 5 4 2 1 0
lombardia piemonte lazio toscana marche fvg aosta sicilia
puglia trentino emilia sardegna
veneto liguria campania calabria
umbria basilicata
abruzzo molise

Dal punto di vista territoriale provinciale: 

7 6 5 4 3 2 1
Milano Roma  Torino Brescia Brindisi Firenze Ancona
Trento Varese Genova Aosta
Mantova Arezzo
padova Ascoli
svizzera Avellino
Trieste Bergamo
Viterbo Biella
Caserta
Cuneo
Foggia
Forlì
L'Aquila
La Spezia
Lecce
Macerata
Perugia
Pesaro
Pescara
Piacenza
Pisa
Ravenna
Savona
Siena
Terni
VCO
Venezia
Vercelli
Verona
Vicenza
A questo Link è disponibile il file con i dati di base.
E' ovviamente possibile che ci siano errori. Ma forse può essere utile ad avere un'idea generale.
Sono solo dati grezzi. Ognuno farci analisi differenti. 

Attendendo l'Aurora

Aprile 2012 

Riflessioni sulle Acli di oggi e domani
a partire dalla lettura e presentazione del libro L'assillo della Fede

La prima sensazione è l'emozione da blocco alla bocca dello stomaco. Di quando ci si trova di fronte a qualcosa di “vero”. Qualcosa in cui in parte ti riconosci (come anelito) in parte vedi subito, a colpo d'occhio, tutto lo scarto.
Poi, dolorosamente, la “nostalgia” di qualcosa che non hai vissuto. Il rimpianto di non esserci stata. La rabbia, persino, di avere in dote questi tempi e non quelli. E' un attimo, ma c'è. E' innegabile.
Quindi la sensazione di vedere una staffetta. Un corridore che corre, col testimone in mano. Si volta. Non vede nessuno ad afferrarlo e a proseguire la corsa. Lo stupore incredulo, prima di tutto, sul suo volto.
E infine la sensazione di responsabilità. Personale e collettiva. Di quella caduta, o di una raccolta. Ma anche della differenza tra i tempi. E del cambiamento che manca.

E allora, ok. Noi non siamo quelli. I nostri tempi non sono quelli. Noi non siamo santi. Nè eroi. Nè leader. Siamo immersi, totalmente, anche noi, nello spaesamento di popolo E siamo schiavi della schiavitù del breve termine. Ma tocca a noi darci da fare almeno per essere migliori (non “i migliori”). Cercando di capire cosa ci serve, cosa ci manca. E cosa, di allora, possiamo accogliere e tramandare. Io ho trovato 4 perle. Per ora. Un filo, e un piccolo gancetto per chiudere il tutto.

Le 4 perle:

La Parola. Non è una novità. Marco ce lo (ri)diceva l'altra settimana. Non puoi rimpiangere la mancanza degli effetti della Parola nella tua vita (o nella vita collettiva) se non ti fermi a darLe spazio. Costantemente. Quotidianamente. Non di regole ma di ritmi ha bisogno la vita secondo il Vangelo. La Parola non ti converte, non ti forgia e non ti scava, se non gliene dai la possibilità. E' talmente chiaro ed evidente da essere quasi banale. Serve solo una decisione. E l'aiuto reciproco per farlo.

I Maestri. “Noi avevamo gran gusto quando andavamo a caccia di maestri”. Mi colpisce come la vita “di quel gruppo” fosse costellata dai maestri. E di come queste “scoperte” (dirette o mediate dagli scritti) segnassero i percorsi individuali. E di come “gli incontri” (seminari, convegni) facessero altrettanto nei percorsi collettivi. I maestri non capitavano per caso. Venivano cercati attivamente. Non per riempire una scaletta di un momento da organizzare. Ma come di qualcosa di cui c'è realmente bisogno, per vivere. Come se l'esperienza personale ed associativa fosse una domanda costantemente aperta. E se qualsiasi azione fosse una ricerca infinita di risposte. Non trovo paralleli con “il nostro gruppo” (E non si tratta solo di investire di più sull'Ufficio Studi o su una Rivista). Si tratta di riscoprire assieme il bisogno della domanda e poi muoversi di conseguenza.

La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...