Storie di famiglia
Storie di una zona di confine, che fu industriale
Storie di lavoro
Attilio Villa: Stradella 1876 – Germignaga 1957 - tracce di storia
Da Stradella a Luino
Il nonno Attilio proviene da Stradella, nell’oltre Po, dove ha iniziato a lavorare come garzone in una bottega che cura la manutenzione di attrezzi domestici e di lavoro. Tra le sue mansioni ha anche quella, la domenica mattina, di affittare un “velocipede” alle persone che desiderano sperimentare le sensazioni delle prime rudimentali biciclette. Quell’impegno viene retribuito con 20 centesimi alla settimana, ma gli consente di familiarizzare con il lavoro di meccanico e di imparare ad organizzarsi.
La ferrovia e l’industria
Il suo trasferimento a Germignaga è avvenuto, assieme al resto della famiglia, a causa della costruzione della ferrovia che ha impegnato tanti lavoratori per lo scavo dei terreni sui quali posare i binari. E per il traforo delle gallerie per l’attraversamento delle colline. L’arrivo di tanti lavoratori ha favorito anche lo sviluppo delle prime industrie che, nella zona di Luino, sono setifici e cotonifici che utilizzano la forza motrice dei fiumi e delle rogge.
La Ditta Battaglia
A Luino sia lui che (successivamente) il figlio Giovanni lavorano alle officine Battaglia. Che costruiscono macchine tessili per la filatura e la torcitura. Considerate le capacità meccaniche e di organizzazione del lavoro, il nonno Attilio è addetto alla messa in opera delle macchine, spesso anche nelle valli del Veneto e della bergamasca. Nelle sue trasferte cerca di insegnare non solo come utilizzare le macchine, ma anche e come partecipare alle “leghe” che organizzano i lavoratori e le lavoratrici. Dal momento che le operaie tessili sono ragazze (e spesso molto giovani) per poterlo fare senza inimicarsi i padri, impara a fare il cantastorie fuori delle osterie dei paesi.


