L'inaspettato è sempre possibile...

La policrisi che stiamo vivendo in tutto il pianeta è una crisi antropologica: è la crisi dell’umanità che non riesce a diventare Umanità.
C’è stato un tempo – non molto tempo fa – in cui potevamo prendere in considerazione un cambio di direzione. Sembra che sia troppo tardi. (...)
Ciò significa che dobbiamo, con o senza speranza, con o senza disperazione, passare alla Resistenza. (...)
La prima e fondamentale resistenza è quella della mente. Occorre resistere all’intimidazione di ogni menzogna affermata come verità, al contagio di ogni ebbrezza collettiva. (...) Occorre resistere all’odio e al disprezzo. Prescrive la preoccupazione di comprendere la complessità dei problemi e dei fenomeni anziché cedere a una visione parziale o unilaterale. Richiede ricerca, verifica delle informazioni e accettazione delle incertezze.
La resistenza comporterebbe anche la salvaguardia o la creazione di oasi di comunità dotate di relativa autonomia e di reti di economia sociale e solidale.
La resistenza richiederebbe anche il coordinamento delle associazioni dedite alla solidarietà e al rifiuto dell’odio.
La resistenza richiederebbe di preparare le generazioni più giovani a pensare e ad agire per le forze di unione di fraternità (...).
I tunnel non sono infiniti,
il probabile non è certo,
l’inaspettato è sempre possibile.
(cit. tra le tante eredità di #EdgarMorin)

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Non più di tot di stranieri in classe. Perché altrimenti gli italiani si sentono messi all'angolo, minoranza a casa loro. Definisci demo...