I processi collettivi a volte sono lenti.
A volte, comunque, non si fermano, a volte fanno salti in avanti, a volte proseguono, passo passo, perché qualcuno se ne fa carico.
Credo questo sia un processo prezioso, anche per la Chiesa.
Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia
C’è un filo sottile ma decisivo che attraversa il cammino dell’AGESCI: la convinzione che l’educazione nasca nell’incontro.
Non dalla definizione dei ruoli, ma dalla permeabilità delle relazioni.
Non dalle risposte immediate, ma dalla capacità di sostare accanto alle domande.
Come accompagnare ragazzi e ragazze nelle domande sull’identità, sull’affettività e sulle relazioni? La risposta passa dalla credibilità, dall’accoglienza e dalla cura. Un’accoglienza capace di riconoscere il vissuto personale e di costruire contesti in cui ciascuno possa sentirsi chiamato per nome. In un tempo segnato da polarizzazioni e semplificazioni, significa riconoscere che le comunità educanti non sono tribunali né luoghi di neutralità indifferente, ma spazi di accompagnamento in cui si cresce insieme, passo dopo passo.
Come Associazione vogliamo che il nostro stile educativo passi attraverso uno sguardo che sappia riconosce la persona nella sua unicità; un ascolto che valorizzi il tempo necessario per accogliere i vissuti; una presenza che si fonda sulla scelta di non sottrarsi alla complessità del reale.
Perché educare, in fondo, significa questo: non lasciare nessuno solo lungo la strada.