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Non chiediamo una rivoluzione bolscevica...


Raucci – Unione Inquilini 

La povertà non è una colpa.
Abbiamo 40.000 – 50.000 nuclei con disagio abitativo.
Se non guardiamo l'insieme e non proviamo a proporre soluzioni reali il disagio continuerà a rigenerarsi di continuo. E non potrà che aumentare.

Diasgio abitativo a roma più o meno per 50.000 – 55.000 famiglie.
9.000 sfratti emessi. Dati min. Interno.

Gli sfratti sono un problema. Ma gli sfratti sono solo la punta dell'iceberg. Di un problema più ampio.

Per quanto incompleti abbiamo dati sulle persone in attesa di alloggio, in graduatoria.
Abbiamo i dati delle persone che vivono in alloggi impropri (non censiti ma realistici).
Dall'altro lato abbiamo i dati delle persone che vivono con contributo di assistenza municipale.
Erano 1300-1500 due anni fa. Circa 200 probabilmente con un colpo di fortuna hanno saputo usare bene il buono casa. Mentre il doppio o il triplo probabilmente nel frattempo sono state cacciate da casa solo per problemi burocratici (non per mancanza di pagamenti ma per mancanza di documenti, di firme, di fogli...).
Che tipo di contributo ricevono questo persone?
Le persone vivono tra le entrate del reddito e le uscite fisse dell'affitto. O intervieni sull'affito o intervieni sul reddito. Se non fai nessuna delle due cose e intervieni solo una tantum con un contributo rischi di peggiorare la situazione perchè di fatto vai solo ad alimentare la richiesta di chi pretende che gli affitti si mantengano alti.

Non siamo riusciti a capire fino in fondo il ruolo fondamentale della casa nella creazione della povertà

Guarnieri – Sunia 

Desmond “Sfrattati, miserie e profitti nelle città americane”.

“Sempre meno famiglie possono permettersi un tetto sulla testa. Questo è uno dei temi più urgenti e pressanti che l'America ha di fronte oggi. E riconoscere l'ampiezza e la profondità di questo problema cambia il nostro modo di guardare alla povertà.
Per decenni ci siamo concentrati soprattutto sulla disoccupazione, sull'assistenza pubblica, la cura di bambini e l'incarcerazione di massa. Nessuno può negare l'importanza di questi temi, tuttavia manca un elemento fondamentale. Non siamo riusciti a capire fino in fondo il ruolo fondamentale della casa nella creazione della povertà. 
Non tutti quelli che vivono in un quartiere difficile hanno rapporti con esponenti della criminalità, agenti di polizia, datori di lavoro, assistenti sociali o pastori... Ma quasi tutti hanno un padrone di casa”.

Desmond è un sociologo, giornalista. Con questo libro nel 2018 ha vinto un Pulitzer.
Sfumando ciò che è tipico della cultura americana, questo comunque descrive Roma oggi.
Senza un tetto sulla testa è negata ogni parvenza di dignità.
Senza tetto sulla testa non c'è accoglienza, integrazione...

Noi ci siamo ritrovati dietro a questo manifesto. Ci siamo parlati in maniera chiara e ci siamo detti che volevamo mettere a fattor comune le nostre esperienze. E che volevamo, assieme, fare un appello alle istituzioni. A smetterla con l'autoreferenzialità.

Ma cosa state facendo!


Prima della rabbia c'è la sorpresa e lo sconcerto:

"Ma cosa state facendo!"

Il servizio di Gazebo sul corteo degli operai di Terni. 

Non fa ridere. Ma è da vedere. (dal minuto 14) 

Qui

(non so se è intenzionale. Ma il video è anche un mostrare cosa è e che mestiere è fare il sindacato. Cosa che forse serve in egual modo a chi nel sindacato se lo è dimenticato e a chi pensa che il sindacato oggi non serva più).

(Sul sindacato... non parlo tanto del "personaggio" ma dei tanti ignoti col megafono e la fatica di mettersi in mezzo mettendoci la faccia...)




La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...