Sono veramente contento di essere con voi in questa occasione, per cui ho colto con piacere l’invito. Abbiamo già ascoltato la sintesi di ieri (io ieri non c’ero). Il mio scopo è dare risposta alla seguente domanda: Se guardiamo al futuro, quali sono le novità emergenti rispetto alle quali è necessario prendere una qualche posizione?
Un chiarimento: l’economia sociale di mercato è una espressione coniata da Muller, poi Eucken, poi Ropke. Economia sociale di mercato è un modello di economia che si iscrive nel paradigma della economia politica, alternativo al modello di liberalismo come interpretato in Inghilterra. Ma non va confusa con l’economia sociale, che è altra cosa.
Economia sociale di mercato è una espressione che ha un marchio, non si può usare indifferentemente, non è sulla linea dell’ economia civile. Nell’economia sociale di mercato non esiste il principio di sussidiarietà, non esiste il modello bipolare, né il terzo settore. C’è una letteratura sul tema, ma persino gli stessi tedeschi oggi l’hanno abbandonata. Il che non vuol dire che non abbia giocato un ruolo positivo, soprattutto per la Germania, ma oggi ha terminato il suo corso.
De Gasperi, che era trentino, che era stato a Vienna, che conosceva la letteratura, non ha mai voluto applicare quel modello al caso italiano e l’ha detto chiaramente. E’ interessante che uno della sua statura abbia avuto questa posizione, perché era un modello adeguato alla cultura tedesca, una cultura legata al deontologismo kantiano. De Gasperi lo sapeva, non si possono fare pasticci, non si può trapiantare un modello, così come è, in un contesto diverso. Non si può applicare un modello basato sul deontologismo kantiano in un contesto che non si riconosce nella filosofia del kantismo.
Seguo un criterio di storia recente: 1944, Karl Polanyj La grande trasformazione, opera che non si finisce mai di rileggere, introduce il doppio movimento. A seguito degli eventi caratterizzati da prima e seconda rivoluzione industriale si è formato un duplice movimento: libertà e giustizia sociale. Il movimento della libertà, che trova applicazione a livello partitico nelle due forme che siamo abituati a vedere come destra/sinistra. La destra pone la libertà al di sopra di ogni altro valore, la sinistra pone al centro di tutto la giustizia sociale. Questo duplice movimento è in grado di spiegare l’evoluzione della politica del nostro così come di altri paesi.



