Donne e uomini a Sanremo
PNRR: scadenze tra sogno e realtà
Nel corso della conferenza stampa di fine anno il presidente del consiglio Mario Draghi ha affermato che uno dei grandi risultati raggiunti dal suo governo nel 2021 è stato il completamento di tutte le scadenze legate all’attuazione del Pnrr. Tale affermazione ha destato sorpresa anche tra gli osservatori che nelle settimane precedenti avevano delineato una situazione decisamente diversa.
Poche ore dopo l’annuncio di Draghi poi è iniziata a circolare la notizia dell’approvazione dei cosiddetti operational arrangements. Cioè le modalità attraverso cui le istituzioni europee effettueranno le verifiche sui risultati raggiunti dai singoli stati e successivamente erogheranno le risorse del Next generation Eu nei prossimi anni. Questi annunci hanno generato un po’ di confusione facendo sembrare che le istituzioni europee si fossero già espresse favorevolmente su quanto fatto sin qui dall’Italia. In realtà non è proprio così. Bruxelles infatti valuterà l’operato del nostro paese solo nelle prossime settimane.
Roma: una città enorme con almeno due città al suo interno...
Roma è un caso di studio privilegiato. Se da un lato ripropone le stesse dinamiche di trasformazione che sono caratteristiche di questo periodo di sviluppo economico, sociale e del periodo di globalizzazione che viviamo. Ma ha anche caratteristiche che la rendono speciale e che fanno si che alcuni elementi a Roma siano più marcate ed estreme.
Roma è città molto estesa territorialmente. Il Comune di Roma è grande quanto i primi 9 Comuni più grandi d’Italia (Milano, Torino, Bologna, Napoli… messi insieme). E’ una dimensione che ci portiamo dietro da una unità amministrativa di epoca pontificia. Territorio agricolo malarico, povero, ad indice di produttività bassissimo, un’area estesa senza barriere fisiche su cui ci sono le diverse ondate di costruzione e urbanizzazione a partire dal momento in cui Roma diventa capitale d’ Italia.
Una polarità tra centro ricco e periferia bassa densità è da sempre. Ci sono sempre state una Roma ricca, centrale, densamente costruita e popolata dai ceti medi, alti e benestanti. Ed una città periferica, costruita con mezzi di fortuna e popolata da poveri e poverissimi. Subito dopo proclamazione di Roma Capitale si sono spostati verso Roma in cerca di opportunità e si insediarono nelle campagne in alloggi di fortuna. La città continua a crescere a bassa densità. Il confine del grande raccordo anulare è ormai superato. Nella zona est è superato anche il confine comunale.
Roma ancora oggi è il comune agricolo più grande d’Europa. E’ una forma urbana poco ottimale, molto difficile da gestire dal punto di vista dei servizi. Una città urbano non urbano ha anche una dimensione di rete stradale spropositato. L’urbanizzazione puntiforme è difficile da gestire. Chi si sta insediando nella campagna intorno a Roma non sono più gli immigrati ma è spostamento della popolazione dal centro di Roma verso le aree più periferiche. Le dinamiche sono cambiate ma resta la grande differenza in tutti gli indicatori socio-economici tra centro e periferia a Roma.
MappaRoma: un metodo per indagare le disuguaglianze della città
Mapparoma
Dal 2016 esiste Mapparoma.info che cerca di indagare le disuguaglianza della città.
Salvatore Manni, Keti Lelo, Federico Tommaso.
Alla vigilia delle elezioni comunali del 2016 ci sentivamo raccontare una città distante da come la sentivamo come studiosi e come cittadini. Oggi siamo nuovamente alle elezioni di un sindaco. Siamo entrati in contatto con diverse forze politiche e amministratori ed eletti. Il senso del nostro progetto di ricerca resta valido. E siamo a 150 anni di Roma Capitale. E’ una ricorrenza importante per la città.
IL METODO
Come potevamo dare una mano?
Il nostro modo di dare una mano è stato fare un blog per fare in modo che i nostri lavori per addetti ai lavori(presentati a colleghi, in conferenze scientifiche, in lingua inglese) fosse fruibile anche da chi la città la vive. Abbiamo pensato che la rete potesse essere un modo per veicolare i nostri lavori.
La scelta grafica. Le mappe.
Ci è parso un modo per arrivare a tutti e per comunicare in modo semplice ed immediato. Accanto alle mappe doveva esserci un linguaggio semplice (leggibile in 2 minuti massimo) ma al tempo stesso rigoroso. Perché siamo tre ricercatori e non poteva non rispettare il nostro percorso di ricerca e di lavoro.
La scelta di mettere a disposizione i dati che utilizziamo.
Da un lato come ricercatori siamo abituati a condividere tra pari i dati, perché chiunque deve poter verificare che ciò che diciamo è supportato da dati ufficiali. I dati che usiamo non li produciamo noi, ma li prendiamo dalle istituzioni e usiamo tutti i dati disponibili. Dall’altro l’abbiamo immaginato come un servizio. Poter usare questi dati per conoscere. Le associazioni, le scuole, i decisori politici… potevano usarli.
La scelta del dettaglio territoriale che studiamo.
Noi non studiamo Roma come comune unico. Noi studiamo le 150 zone urbanistiche. Sono una unità territoriale prodotta dall’Istat negli anni 70. All’interno del raccordo anulare più o meno rappresentano i quartieri. Invece fuori dal raccordo sono un po’ più ampie e la corrispondenza viene un po’ meno. Da un lato la scelta del rigore scientifico. Dall’altro l’idea di parlare del quartiere. E’ un modo per avvicinare al dato. Tutti ci sentiamo romani ma se raccontiamo ll quartiere i numeri assumono quasi una forma fisica, un racconto.
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