Visualizzazione post con etichetta #1maggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #1maggio. Mostra tutti i post

Pace, lavoro, dignità

Con queste parole le Acli in tutta Italia e in diverse nazioni nei luoghi del mondo, dove sono presenti, promuovono, nei prossimi giorni e settimane,  centinaia di incontri ed eventi  per celebrare la Liberazione e il Primo Maggio con un’attenzione particolare alla Pace, perché la memoria e le aspirazioni si coniughino con il tempo che viviamo.

Pace perché si condanni e contrasti l’invasione russa dell’Ucraina ed ogni guerra. Perché si intervenga facendo tornare in campo la politica, una politica alta che usi la forza della legalità e della comunità internazionale per fermare le armi e il riarmo.

Pace, lavoro e dignità, perché pace, giustizia e democrazia si fondano sul lavoro. Su un lavoro che garantisca e promuova un’esistenza libera e dignitosa ovunque e a chiunque, persone, popoli e generazioni. E che, invece, non sia foriero di insicurezza o mera sopravvivenza per la vita di tanti, e di avido arricchimento e pericoloso accentramento di potere  per pochissimi.


Aprile 2022

Tutti i sabati (ore 11.00) – Torino. Le Acli di Torino partecipano tutti sabati al Presidio per la pace in piazza Castello, organizzato dalla rete AGITE contro tutte le guerre.


21 aprile (ore 18.45) – Bergamo.  Spiragli: oltre l’emergenzaIniziativa promossa da “Molte Fedi” e Acli Bergamo.


21 aprile (ore 21.15) – Pontedera (Pisa). La sfida delle comunità energetiche per lo sviluppo integrale” in dialogo con Don Bruno Bignami. L’iniziativa è promossa dal circolo Laudato si’ di Pontedera-Valdera, in collaborazione con le Acli di Pontedera.


22 aprile – Sondrio. Le Acli di Sondrio organizzano un incontro sul tema “La pace in Costituzione”.


22 aprile – (ore 19.00) – BeneventoNilde e le altre. Spettacolo sulle donne e la Resistenza .Presso il Mulino Pacifico le Acli di Benevento partecipano all’evento promosso dall’ANPI Benevento:”.


Dal 22 aprile al 4 giugno – Treviso. Mostra itinerante nei Circoli Acli di Carbonera, Cornuda, Quartier del Piave, Treviso su Barbiana: il silenzio diventa voce”. L’iniziativa è promossa dalle Acli di Treviso.


23 aprile – 30 aprile  Cantù (Como). Le Acli di Como hanno collaborato alla realizzazione della mostra “Il grido della Terra”, esposizione fotografica per conoscere l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.


23-24 aprile – Milano. “Edizione straordinaria Marcia della pace Perugia-Assisi”. Le Acli di Milano organizzano un pullman di 50 persone per partecipare alla marcia straordinaria della pace e della fraternità.


23-24 aprile 2022 – Sondrio. Edizione straordinaria Marcia della pace Perugia-Assisi”. Le Acli di Sondrio organizzano un pullman per partecipare alla marcia straordinaria della pace e della fraternità.


24 aprile 2022 – Venezia. Edizione straordinaria Marcia della pace Perugia-Assisi”. Le Acli di Venezia, insieme alle Acli provinciali di Treviso, organizzano un pullman di 50 persone per partecipare alla marcia.

24 aprile – Le Acli di Como partecipano alla “Edizione straordinaria Marcia della pace Perugia-Assisi”.


24 aprile (ore 21.00)  Torino. Le Acli di Torino partecipano alla Fiaccolata promossa dall’ANPI Torino, quest’anno dedicata al tema della pace.


25 Aprile – Milano. Le Acli di Milano invitano tutti i circoli a ricordare e celebrare la memoria della Resistenza e della Liberazione e ad adottare la figura e il nome di un partigiano cristiano. È stato avviato un percorso di reciproco sostegno con l’ANPC.


25 aprile (ore 6.30)  Dalmine (Bergamo). Giornata a Montesole-Marzabotto, iniziativa promossa da “La Scatola Acli Dalmine”, in collaborazione con ANPI Dalmine.


25 aprile (ore 13.00) – Verona.  “Festa della Liberazione”, pranzo sociale al Circolo Acli Cola aps con momento di riflessione sul tema lavoro.


25 aprile (ore 16.30) – Cascina (Pisa). “Con l’ANPI per un futuro di pace”, iniziativa organizzata dall’ANPI per festeggiare i 77 anni dalla liberazione d’Italia. Le Acli di Cascina sono tra i soggetti promotori


25 aprile (dalle 16.00 alle 20.00) – Pontecchio Polesine (Rovigo). Festa della Liberazione”. Le Acli di Rovigo aderiscono alla manifestazione organizzata dall’Anpi di Rovigo.


25 aprile (ore 9.30) – Benevento. Le Acli della Campania e le Acli di Benevento partecipano con i circoli e le associazioni specifiche alla manifestazione per la Festa di Liberazione promossa da ANPI.


25 aprile (ore 09.30) – Roma. Le Acli di Roma accompagneranno una rappresentanza di donne ucraine rifugiate insieme ai loro bambini per la Deposizione di fiori ai piedi del monumento simbolo della resistenza romana “Siamo Tutti Potenziali Bersagli” a Piazzale Ostiense.


25 aprile (14.30-15.30) – Milano. “Festa della Liberazione”, le Acli di Milano partecipano alla manifestazione nazionale, organizzata dal Comitato permanete antifascista, di cui le Acli fanno parte.


25 aprile – (Como). Le Acli di Como partecipano alla manifestazione ufficiale della “Festa della Liberazione”, organizzata dal comune di Como con l’intervento di Anpi.


25 aprile (ore 10.00) – Cantù (Como). “Liberiamoci. Festa del 25 aprile a Cantù”, le Acli di Como partecipano al corteo promosso dall’Anpi, che prevede la deposizione dei fiori nelle vie dedicate ai caduti antifascisti.


26 aprile – Sondrio. Le Acli di Sondrio organizzano un incontro sul tema “La pace in Costituzione”.


26 aprile (ore 18.00) – Caserta. Le Acli di Caserta promuovono l’incontro “La persona vera ricchezza del lavoro“. L’evento si terrà in modalità online su Google meet.


26 aprile (ore 20.30) – Corduna (Treviso). “Incontro con Enrico Galiano”, un gruppo di adolescenti intervisterà Galiano. L’evento è promosso da Acli Treviso.


26 aprile (ore 21.00) – Piacenza. Le Acli di Piacenza promuovono un incontro su “La pace nel magistero della Chiesa” nell’Aula Magna del Seminario vescovile.


26 aprile (ore 20.30) – Brescia. Le Acli di Brescia, nell’ambito del progetto “Fabula Mundi. Il corso di geopolitica”, propongono un incontro su “La politica estera della Cina e le tensioni con l’Occidente”. 


27 aprile (ore 20.45) – Seriate (Bergamo). Presentazione del libro Resistere nella tormenta. Cattolici e antifascismo” di Mario Pelliccioli, socio di Acli Bergamo e membro della Commissione Cultura dell’ANPI Provinciale di Bergamo.


27 aprile (ore 20.30) – Corte Franca (Brescia). Le Acli di Brescia, nell’ambito del progetto “Fabula Mundi. Il corso di geopoltica 2022”, propongono la proiezione del film di Francesco Furiassi e Francesco Agostini “FOOTBALLIZATION – chi non sa come tornare a casa?”.


27 aprile (ore 18.00) – Brescia. Le Acli di Brescia, nell’ambito degli incontri per parlare di lavoro e giovani, propongono un confronto su “I giovani e il volontariato in Europa”.


28 aprile (ore 18) – Torino. Le Acli di Torino propongono un Web Talk sulla situazione russo-ucraina.


28 aprile (ore 18.00) – Rovigo. “Dal dramma delle morti sul lavoro alla cultura della responsabilità e della cura”, incontro organizzato dalle Acli di Rovigo in collaborazione con la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Adria-Rovigo.


28 aprile (dalle 18.00 alle 19.30) – Milano. Le Acli di Milano propongono un incontro su: “Ucraina dopo le bombe: prospettive economiche e geopolitiche” presso la Fondazione culturale San Fedele.


28 aprile (ore 20.45) – Treviglio (Bergamo). “Emancipazione o alienazione? Uno sguardo al mondo che cambia”, un incontro promosso da Molte Fedi, la rassegna delle Acli di Bergamo.


28 aprile (ore 21.00) – Milano. Le Acli di Como partecipano alla “Veglia dei lavoratori”, presieduta dall’Arcivescovo mons. Mario Delpini. L’iniziativa dal titolo “La vera ricchezza sono le persone. Per una cultura della cura” è promossa dalla diocesi di Milano e dall’Opera San Vincenzo.


29 aprile (ore 20.45) – Chiavenna (Como). “Preghiera per il lavoro 2022”, le Acli di Como e la Pastorale Sociale e del Lavoro Diocesi di Como propongono un momento di preghiera dal titolo “La vera ricchezza sono le persone. Pace, lavoro, dignità”.


30 aprile (ore 9.00) – Montebelluna. “Incontro con Gilberto Pillonetto”, l’ex dirigente scolastico e socio della Fondazione don Milani di Barbiana incontra 200 studenti dell’Istituto Einaudi Scarpa.


30 aprile (ore 9-30) – Primiero (Trento). Le Acli di Primiero Vanoi e Mis promuovono una passeggiata alla Chiesetta di San Silvestro, dove si terrà la celebrazione della santa messa in occasione della festa di San Giuseppe Lavoratore.


30 aprile (ore 10.00) – Sellero (Brescia). Le Acli di Brescia propongono un incontro su “Lavoro e prossimità. Il lavoro come azione collettiva capace di generare comunità e società inclusive attente all’ambiente” presso l’Associazione P.I.R.


30 aprile (ore 15) – Brescia. Le Acli di Brescia propongono un Cammino per la pace attraversando i quartieri di S. Angela Merici, Santa Capitanio e Gerosa, S. Luigi Gonzaga, San Polo storico.


30 aprile (ore 7.30) Bassano del Grappa (Vicenza) – Il circolo cittadino Acli E. Fumagalli di Verona organizza una camminata su Monte Crocetta, un approfondimento sul tema del lavoro e momento conviviale conclusivo.

Maggio 2022

1 maggio – Caserta. Le Acli di Caserta promuovono il concorso “II Mio lavoro” per far raccontare alle persone, attraverso immagini fotografiche, il proprio lavoro.


1 maggio (ore 9.00) – Torino. Festa del Lavoro”, le Acli di Torino partecipano alla manifestazione insieme ai sindacati e alla rete per la pace AGITE del Piemonte.


1 maggio (dalle 9.00 alle 13.00) – Bologna. “Pace, lavoro e dignità”, iniziativa organizzata dalle Acli di Bologna insieme all’Azione Cattolica di Bologna in piazza Maggiore.


1 maggio (9.00) – Martellago (Venezia). “Primo maggio in festa”, iniziativa organizzata dalle Acli di Treviso e Venezia insieme all’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Treviso. Sarà presente il Vescovo di Treviso mons. Michele Tomasi che celebrerà la Santa Messa.


1 maggio (ore 9.00) – Milano. “Festa dei lavoratori 2022. Al lavoro per la pace”, le Acli di Milano partecipano al corteo dei Lavoratori promosso dalla CGIL, dalla CISL e dalla UIL di Milano. 


1 maggio (9.45)  Cadorago (Como). Le Acli di Milano partecipano al convegno “Lavoratori dunque uomini. Il lavoro come liberazione e non come oppressione”, con un intervento dedicato a Luigi Clerici, fondatore delle Acli milanesi.


1 maggio (ore 10.30) – Villa Prelato (Fano). “Celebrazione diocesana del 1° maggio. Festa di San Giuseppe Lavoratore”, le Acli di Pesaro-Urbino partecipano alla santa messa presieduta da Mons. Ugo Ughi e alla presentazione del messaggio della CEI per il 1° maggio 2022.


1 maggio (ore 10.30) – Aspio Terme Camerano (Ancona). “Primo maggio con le Acli nel tempo del Covid-19 e della guerra in Ucraina”, durante l’iniziativa, organizzata dalle Acli delle Marche, si svolgerà la cerimonia per la 23esima edizione del premio “Bruno Regini – cultura della solidarietà”.


1 maggio (ore 11.30) – Buti (Pisa). “Primo maggio con le Acli”, Santa Messa e benedizione delle tessere presso la Pieve di San Giovanni Battista. L’iniziativa è organizzata dalle Acli provinciali Pisa.


1 maggio (ore 12.00) – Stezzano (Bergamo). “Pranzo soldale”, le Acli di Stezzano propongono il pranzo solidale d’asporto, il cui ricavato finanzierà le Borse lavoro per aiutare i cittadini in difficoltà economiche.


1 maggio (ore 16.00) – Riva Acciaio di Malegno (Brescia)Celebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada. Le Acli di Brescia propongono questo momento di preghiera insieme alla Diocesi.


1 maggio (18.30) Vittorio Veneto (Treviso). Nella chiesa di Sant’Andrea di Serravalle di terrà la Celebrazione eucaristica animata dalle Acli di Treviso che sarà presieduta dal vescovo mons. Corrado Pizziolo.


1 maggio Verona (9.00) – Il circolo Acli “Il lato positivo” di Verona, presso la casa Novarini San Giovanni Lupatoto, propone attività per le famiglie con animazione per bambini e ragazzi attraverso dei laboratori artistici.


1 maggio (ore 9.00) – Lugo fraz. Grezzana (Verona). Il Circolo Acli “Il Corso aps” di Verona propone un momento di riflessione su tema lavoro e un’animazione musicale con Acli Arte e Spettacolo.


1° maggio (or 18.30) – Vicenza. Preghiera su: La vera ricchezza è la persona. Le Acli di Vicenza partecipano a questa iniziativa promossa dalla diocesi che si terrà presso il salone del centro giovanile parrocchia di San Giuseppe.


1 maggio (ore 8.00) – Colle Santa Lucia (Belluno). Festa di primavera. Il Circolo Acli don Piero Carpenedo di Vicenza e il Gruppo Alpini di Breganze propongono una passeggiata e un pranzo con cucina tipica alpina.


2 maggio (ore 18) – Bologna. Percorso formativo di ricerca e cambio lavoro, le Acli di Bologna propongono sulla loro pagina Facebook una diretta per raccontare i risultati raggiunti.


5 maggio (ore 21.15) – Cascina (Pisa). Il Circolo Acli “Il Punto” di Cascina propone: Sotto lo stesso welfare. Politiche e pratiche sociali per governare il cambiamento


7-8 maggio (ore 15.00 e ore 10.30) – Radicondoli (Siena). Il circolo Acli di Radicondoli celebra il decimo anniversario della sua intitolazione a Giorgio La Pira, sindaco di Firenze e grande costruttore di pace e dialogo.


10 maggio (ore 20.30) – Brescia. Le Acli di Brescia nell’ambito di “Fabula Mundi. Il corso di geopolitica 2022” propongono un incontro su “Afghanistan, tra guerre, invasioni e fallimentiConoscere il passato per comprenderne il futuro”.


13 maggio (ore 20.30) – Pieve di Soligo (Treviso). I giovani del Liceo Casagrande e delle Acli di Treviso intervistano il prof. Daniele Novara sul tema “La pace e la mediazione di ogni forma di conflitto”.


17 maggio (ore 20.30) – Brescia. Le Acli di Brescia nell’ambito di “Fabula Mundi. Il corso di geopolitica 2022” propongono un incontro su “I cambiamenti climaticiTransazione ecologica e conseguenze geopolitiche”.


26 maggio (10.30) – Roma. Incontro conclusivo il Cantiere Generiamo Lavoro. L’iniziativa è promossa dalle Acli di Roma in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Roma e con altre associazioni


5 giugno – Odeno a Belprato-Pertica Alta (Brescia). Le Acli di Brescia propongono l’iniziativa “Sulle vette dell’educazione. Una giornata sulle orme di Emi Rinaldini”, una giornata di cammino con due docenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sul sentiero della resistenza.


(lista iniziative in aggiornamento) 

Il primo maggio di quest'anno...


- Non va bene, non è lavoro vero!  -  E' lavoro! Faccio fatica, porto a casa dei soldi. Cos'è il lavoro se non questo per te?
- Non puoi andare, devi lasciarlo, è lavoro nero! - Che vuol dire nero? E' l'unico lavoro che c'è per me.  
Tu hai un lavoro da darmi? No? Allora non mi servi a niente! E se non hai capito questo, non hai capito niente di perché sono qui!

Il lavoro è l'oggetto di speranza principale per i ragazzi che arrivano da altrove. Più della casa, della famiglia, dei diritti, della comunità, della sicurezza, della felicità. Il lavoro è il motore del loro movimento.

Il lavoro è anche l'oggetto di conflitto principale con la comunità in cui dovrebbero integrarsi. Si disprezza la scuola perché non se ne vede l'utilità immediata per il lavoro. Si sfuggono regole ed orari per consegnare verdura al mercato, per scaricare bancali, per lavare o distruggere macchine. Per lavorare. 

E’ solo per i soldi, dice qualcuno. 
E’ per non sentirsi dei falliti, dice qualcun altro. 

Fatica. Realizzazione.
Remunerazione. Identità. 

Ma, cosa può impedire che l'autolavaggio sia il primo gradino della scala verso lo spaccio? 

Esiste un gruppo che parla la tua lingua, viene dal tuo paese e ti offre un lavoro. Un lavoro sfruttato, irregolare, senza diritti e a volte anche palesemente dannoso ed illegale. Ma è un lavoro. Ed è per te. Si può competere con quell'offerta? Possono farlo operatori sociali che vivono ai margini e fanno fatica a sbarcare il lunario e contro cui la società getta discredito e sfiducia? 

Possiamo farlo noi, come Paese, che poniamo ad obiettivo astratto l'integrazione, fissando regole che tengono solo (e nemmeno sempre) sul piano formale, spendendo soldi (nemmeno pochi) per offrire casa, accudimento, assistenza, scuola, formazione, ma non lavoro? Cioè l'unica cosa per cui sono venuti. Cioè l'unica cosa che permette integrazione? 

Si, ma sono loro che devono integrarsi nel nostro sistema. 
Ma l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro. 
Lo dice la nostra Costituzione, non la loro, o no?

E poi finisce che loro si integrano, in casa nostra, ma non con noi. 

---- ------ ------- ----- ------ ----- ------ ------ -------

Ci sono forme contrattuali, sempre più diffuse, in cui c'è una separazione del rapporto diretto tra impegno e remunerazione. Prima inizi, poi firmi il contratto. Prima ti impegni, poi comprendi quanto valore viene dato al tuo lavoro. Anzi no, non è la retribuzione ciò che dice il valore del lavoro, o si?

Ci sono forme contrattuali, sempre più frequenti, in cui non hai né datori di lavoro e né compagni di lavoro. E sparisce un po' anche l'identità stessa di lavoratore. Che il lavoratore è quella cosa lì. Quello che ha qualcuno contro cui manifestare. O di fronte cui sedersi al tavolo a negoziare. Lavoratore è chi ha qualcuno con cui  l'unione fa la forza. Un lavoratore autonomo, un commerciante, un professionista invece è da solo. E non è un vero lavoratore, o no?

Dici, il lavoro deve essere giusto, deve essere dignitoso. Ci vogliono i diritti. Ok, ma se il tuo datore di lavoro sei tu, a chi chiedi di rispettare i diritti? Orario di lavoro, sicurezza, malattia, ferie, stabilità, pensione... Al massimo (se sei bravo e fortunato) puoi avere un mercato favorevole e non in crisi. Puoi avere committenti che ti vengono incontro. Ma è concessione, o fortuna, o capacità, non diritto. Al massimo (se sei bravo e fortunato) puoi cercare di monetizzare l'assenza di diritti. Individualmente. Ma la monetizzazione (dell'assenza) dei diritti è l'inizio della fine, o no?

Ci stupiamo se ragazzi in voucher non danno il preavviso. Ci aspettiamo la stessa appartenenza e dedizione dal dipendente a tempo indeterminato e dalla partita iva, dal socio della cooperativa e dalla sostituzione di maternità. Ad entrambi chiediamo, nella stessa maniera, straordinari e flessibilità. Così come chiediamo al cassaintegrato di non guardarsi attorno.E non capiamo come colleghi con stipendi e stabilità abissalmente diverse non riescano a collaborare. Il lavoratore che porta una rivendicazione economica è sempre uno che "non ci crede", anche se la rivendicazione è solo al pagamento dello stipendio a fine mese. Non è cattiveria. Non è nemmeno una scelta volontaria. Spesso non è nemmeno consapevole. E' solo l'ennesima forma in cui usiamo schemi che non corrispondono più alla realtà. Perchè le forme sono cambiate, ma nella nostra testa il lavoratore è ancora quello di allora. 

----- ----- ----- ----- ----- -----

E poi... l'ho alzata anch'io la mano per approvare il piano di esuberi che procurerà che qualcuno vada a casa. Non è senso di colpa, non credo ci fosse alternativa, ma il cuore resta pesante e i pensieri restano aggrovigliati. 

---- ---- ----- ----- ------


Mai come oggi ci si rende conto che le persone vivono stati di disagio, si ammalano, a causa della crisi che scarica i suoi effetti sui contesti locali. La sofferenza è sempre più urbana. Cioè nasce dalla precarietà dei contesti prima ancora che dalla fragilità dei singoli. “Sofferenza urbana” è un’espressione che svela l’intreccio tra crisi dei singoli e crisi della società. Un intreccio indissolubile anche se spesso invisibile”. 

Sarà per questo che sempre più spesso penso che il cambiamento passi dalla ricostruzione collettiva di una diversa normalità. Diversi luoghi e modi di vivere e di abitare. Diverse città. 




1 maggio: su cosa si fonda il nostro stare assieme?

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro...
L'altro giorno era il 25aprile. Si parlava di una Resistenza che ha trovato compimento nella Costituzione. Del senso di una democrazia che non è misurazione del consenso a prescindere. Ma del consenso verso ed attorno ad un patto fondante.

Oggi è il 1maggio. Ci ricorda che il patto è fondato sul lavoro. Che vuol dire che tutti hanno possibilità, capacità, diritto e dovere ad essere in dignità e a partecipare.

Oggi non è così. È un dato di fatto.

Sembra che il problema di oggi sia la contrapposizione tra chi pensa al lavoro come qualcosa da pretendere e chi ci pensa come ad un'opportunità da creare e crearsi. Invece no, quella sarebbe una faticosa ma sana dialettica tra parti.

La vera domanda di questo 1 maggio è: crediamo ancora che lavoro dignitoso per tutti sia un obiettivo cui tendere?
E se (esplicito od implicito) la risposta reale è no, dobbiamo affrontare l'altra: su cosa fondiamo oggi il patto del nostro stare assieme?
Oggi ciò che è a rischio non sono solo i singoli diritti. È la nostra tenuta complessiva, alle prese con sfide di disuguaglianza e trasformazione che non sappiamo più gestire...


1 maggio



Si vede che invecchiando divento più' insofferente ed allergica alla retorica. 

Ma le cose che più sintetizzano la mia idea di 1 maggio di quest'anno direi che sono più o meno queste: 

Pietro (cioè mio figlio, 6 anni quasi 7) che spiega, da "esperto", al fratello di 5 anni cosa è il 1 maggio: 
Cosa è il 1 maggio? E' la festa del lavoro. La festa del lavoro è che tutti quelli che di solito il venerdì lavorano oggi non lavorano e fanno festa. Tutti quelli che tutti i venerdì non lavorano perchè non c'hanno un lavoro oggi non lavornano. Ma non fanno festa. Cioè... non gli cambia niente!  
E un cooperante che sul suo blog parla di un collega ucciso cercando di spiegare cosa faceva e chi era: 
Il mestiere del cooperante, in Italia e quasi solo in italia, è ancora visto in due modi: quello del pagliaccio che fa il figlio dei fiori in giro per il mondo o, al contrario, il santo che salva la pelle ai bambini malati.  
Nessuna delle due è vera 
E’ un mestiere. Con un contratto, un salario, dei diritti, dei doveri. Ci si fa un “culo tanto” per far carriera. E un “culo tanto” per raggiungere gli obbiettivi di progetto. un “culo tanto” per scrivere budget e proposal che siano finanziati da un donatore istituzionale (MAE, Europeaid, DFID, Usaid e via discorrendo).  
Ma è la stessa cosa di un call center.
Ecco, io in questa riflessione ci trovo una pista. Un'idea di lavoro che è un'idea poco retorica e molto concreta. Cosa vuol dire lavoro? E' qualcosa che ha a che fare con un contratto. Un salario. Dei diritti e dei doveri. La voglia (o non voglia) di far carriera, o comunque di vedersi in un percorso di crescita. La connessione tra ciò che si fa e gli obiettivi da raggiungere. Le idee che vengono per fare cosa nuove. Il fatto che per farle (le cose) serve pure cercare i soldi. In un modo o in un altro.  E quel "farsi un culo tanto" che non è elegante ma rende l'idea della fatica del lavoro. Perché la fatica nel lavoro (quello vero) c'è sempre. 

Prova a togliere qualcuna di queste dimensioni dall'idea di lavoro e lo rendi astratto (o ideologico o escludente). 
Non serve andar lontano. Noi andiamo lontano. Ma quel sogno è ovunque, anche a tre centimetri dalla porta di casa. Esci, fai un passo, e comincia. A cambiare ciò che vedi, a fare di questo il tuo mestiere e non un hobby. A farne la tua ragione di vita, a sacrificare a questo tutto il resto. Perché si parla del futuro, mica di frittole. Cambiamolo, questo cazzo di futuro. A un metro sotto i nostri balconi o a settemila chilometri dal nostro giardino.   
Ed in questo ecco anche l'ultimo tassello mancante: l'etica del lavoro. Il senso del lavoro. 
E la battaglia per riconquistare un'etica del lavoro è una battaglia che ciascuno può fare con se stesso. Senza rivendicarla da altri. 

Note a margine: 

Che poi,  per esempio,  noi come Acli dovremmo ricordarci che oltre ad essere associazione che aggrega lavoratori siamo anche datori di lavoro di un sacco di persone. E provare a ricordare questo punto di vista potrebbe aiutarci...
Che poi, per esempio, noi come Acli lo sappiamo bene che il 1 maggio fu pure il giorno dell'istituzione di una ricorrenza religiosa. Con quella statua che (si dice) partí da Milano come Gesù Divin lavoratore e arrivò a Roma come San Giuseppe artigiano. Perché (si dice) la prima versione fu ritenuta "eccessiva". 

Interessante ma... e se invece in quel passaggio ci fosse non una diminutio (da Dio ad un santo) ma un invito,  già allora, ad essere più profetici e coraggiosi? Più capaci di allargare lo sguardo e (a dispetto dello spirito dei tempi e delle mode del momento) a non considerare come proprio universo di riferimento solo "la classe operaia" ma tutti i lavoratori?


Che il messaggio storico alle Acli di allora fosse un altro mi è chiaro. Però a volte capita ci siano fatti storici di un tempo che parlano a noi oggi... 
  


  

Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...