Lo stato delle cose - in ascolto dei presidenti provinciali - Acli 2020


 Era un periodo strano, c'era il Covid e, oltre ad essere rinchiusi in casa, c'era la sensazione che tutto attorno stava cambiando. Da questo, anche in vista del congresso, è partito un momento di ascolto di tutti i Presidenti provinciali, da cui questo lavoro di trascrizione ed analisi. 

Ad ognuno veniva chiesto: 

- una storia di solidarietà, un'immagine

- cosa hanno fatto "le tue Acli" in questa fase

- che ruolo per le Acli del futuro 

E tutto questo è stato riletto trasversalmente per mettere in evidenza: 

- le esperienze concrete

- le idee

- i riferimenti a persone o testi o organizzazioni (esterni a noi)

- i riferimenti a persone o circoli o parti di organizzazione (interni a sistema Acli).

A distanza di un mandato si potrebbe riprendere in mano per uno sguardo nel tempo...


A questo link è disponibile il file: In ascolto dei presidenti - 2020




L'Azione sociale delle Acli nelle Comunità di base - Giovanni Bersani - 1956

 


Giovanni Bersani è MCL. Quando ho trovato questo testo (che è parte di un numero speciale di Quaderni di Azione Sociale che raccoglieva tutti gli interventi del Convegno di Studi a Meldola, nel 1956 e che quell'anno era completamente dedicato all'Azione Sociale delle Acli. 

Leggendolo l'ho trovato molto interessante e molto attuale. Descrive, tra l'altro, cosa, per le Acli e per i cattolici, è comunità. Mi è parso di intuire perchè, proprio attraverso di lui, qualche decennio fa si tentò un riavvicinamento tra Acli e Mcl, di cui io ero al corrente perchè il tramite tentato fu quello delle rispettive ong. Ma troppa acqua era passata sotto i ponti e nulla si riuscì a fare... 

L'Azione sociale delle Acli nelle comunità di base - Giovanni Bersani

Appunti per una storia delle Acli attraverso i suoi progetti di società - Michele Giacomantonio - 1984


 La celebrazione del quarantennale può essere un'occasione importante per una ricostruzione serena ed approfondita del significato e del contributo che le Acli hanno portato al movimento operaio, alla società italiana, alla comunità ecclesiale. Questo lavoro che qui presentiamo vuole essere un contributo per stimolare una riflessione corale su un aspetto di questi 40anni, i progetti politici e culturali che le Acli hanno elaborato e promosso. Una contributo iniziale e quindi "provvisorio" perchè nasce con la consapevolezza di molti limiti. Il primo è data dalla difficoltà a focalizzare i progetti dentro le vicende: può essere accaduto così che si sia dato troppo risalto ai fatti - e magari a quelli della "cronaca" - a discapito di un adeguato approfondimento delle caratteristiche progettuali. Inoltre l'estensore di questi appunti non è un osservatore esterno, distaccato. Per quanto abbia cercato di essere obiettivo ha vissuto direttamente una parte di questa storia coinvolgendosi politicamente ed esistenzialmente.

    Prima, negli anni che vanno dal 1962 al 1970, con responsabilità regionali e provinciali, quindi dal 1970 al 1975 come esponente di una delle componenti che caratterizzavano allora la dialettica delle Acli (e specificamente quella di "sinistra"), infine dal 1975 ad oggi facendo parte della presidenza delle Acli, con un ruolo diretto nell'elaborazione del nuovo progetto. 


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Non sono presidente di una organizzazione, sono presidente di un problema, che esisterebbe anche se le Acli non ci fossero - Domenico Rosati 1985


Lecco – 28 settembre 1985

Domenico Rosati 

Cosa posso aggiungere ad una così completa rievocazione, che ha riproposto qui l’itinerario delle ACLI di Lecco, delle vostre Acli, di quelle che voi avete conosciuto e costruito, dentro le quali avete realizzato la vostra esperienza? Al livello e nell’ambito in cui avete rievocato il vostro vissuto io non posso veramente aggiungere niente, se non un commento o un’impressione. Ma non è questo che voi aspettate, penso. 

Consentitemi subito una sottolineatura: io non metterei fuori campo l’emotività dei sentimenti, che ho colto qui nelle parole e nelle voci di Bertelè, ma anche di altri. Le persone che hanno fatto una grande organizzazione, che ha immerso i suoi primi 40 anni dentro una storia così complessa come quella del nostro paese, possono avere bene il diritto (e il dovere anche) di commuoversi quando ricordano le vicende, quando rammentano le figure dei protagonisti e dei militanti. 

Io sono convinto che il non reprimere la ricchezza dei sentimenti è una qualità caratteristica della nostra organizzazione. E nel sottolinearlo, penso ad uno dei nostri presidenti nazionali che non c’è più, che è scomparso giovanissimo, all’improvviso: Marino Carboni, il quale, entrato nel 1976 nella vicenda politica, entrato insieme all’amico Citterio – mi diceva pochi giorni prima di morire: Ho nostalgia delle Acli, perché nell’ambiente in cui mi trovo vige una durezza di rapporti che da noi è sconosciuta. 

Sia chiaro, lo dico soprattutto per gli ospiti, le Acli non sono un’organizzazione di angeli: dentro le Acli si è praticato il gioco maschio (come usa dire Giovanni Bianchi che è di queste parti) si è battagliato aspramente su questioni vere e meno vere, sempre però con grande impegno e grande dinamismo. Non si tratta qui di mettere la cornice ad un quadretto sulla coltivazione dei buoni sentimenti. Ma trascurare il dato sarebbe non comprendere le Acli: parlo di questi elementi di rispetto, di fiducia reciproca, di capacità di superare, sul piano dei rapporti personali, le difficoltà della contrapposizione politica. Sono tanti anni ormai che sono presidente nazionale delle Acli – forse troppi – ma sento di poter dire che personalmente non ho nemici, o per lo meno non mi sento nemico di nessuno dentro le Acli. E’ comunque questa, la prima notazione che volevo fare. Mi pare significativa e distintiva. 

Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...