Noi dunque si fa così...


Noi dunque si fa così: Per prima cosa ognuno tiene in tasca un notes. Ogni volta che gli viene un’idea ne prende appunto. Ogni idea su un foglietto separato e scritto da una parte sola. Un giorno si mettono insieme tutti i foglietti su un grande tavolo. Si passano a uno a uno per scartare i doppioni. Poi si riuniscono i foglietti imparentati in grandi monti e son capitoli. Ogni capitolo si divide in monticini e son paragrafi. Ora si prova a dare un nome a ogni paragrafo. Se non si riesce vuol dire che non contiene nulla o che contiene troppe cose. Qualche paragrafo sparisce. Qualcuno diventa due. Coi nomi dei paragrafi si discute l’ordine logico finché nasce uno schema. Con lo schema si riordinano i monticini. Si prende il primo monticino, si stendono sul tavolo i suoi foglietti e se ne trova l’ordine. Ora si butta giù il testo come viene viene. Si ciclostila per averlo davanti tutti eguale. Poi forbici, colla e matite colorate. Si butta tutto all’aria. Si aggiungono foglietti nuovi. Si ciclostila un’altra volta. Comincia la gara a chi scopre parole da levare, aggettivi di troppo, ripetizioni, bugie, parole difficili, frasi troppo lunghe, due concetti in una frase sola. Si chiama un estraneo dopo l’altro. Si bada che non siano stati troppo a scuola. Gli si fa leggere a alta voce. Si guarda se hanno inteso quello che volevamo dire. Si accettano i loro consigli purché siano per la chiarezza. Si rifiutano i consigli di prudenza. Dopo che s’è fatta tutta questa fatica, seguendo regole che valgono per tutti, si trova sempre l’intellettuale cretino che sentenzia: “Questa lettera ha uno stile personalissimo”.
La scrittura collettiva a Barbiana.
(La fatica di confrontarsi con i modelli)

Crisi e ruolo delle città


La crisi del nostro tempo - che è una crisi di sproporzione e di dismisura rispetto a ciò che è veramente umano - ci fornisce la prova del valore, diciamo così, terapeutico e risolutivo che in ordine ad essa la città possiede. 
La crisi del tempo nostro può essere definita come sradicamento della persona dal contesto organico della città. 
Ebbene: questa crisi non potrà essere risolta che mediante un radicamento nuovo, più profondo, più organico, della persona nella città (...).
Perché la persona umana è in qualche modo definita dalla città in cui si radica: come la pianta dal suo campo. 
Amate questa città come parte integrante, per così dire, della vostra personalità. 
La città è una casa comune in cui tutti gli elementi che la compongono sono organicamente collegati; come l'officina è un elemento organico della città , così lo è la Cattedrale, la scuola, l'ospedale. 
Vi è dunque una pasta unica, un lievito unico, una responsabilità unica che è collegata ai comuni doveri.
Il nostro compito di guide delle città è pensare,
è essenzialmente quello di meditare:
se non meditiamo siamo soltanto dei direttori generali. 
La Pira - anni 50. 
(Crisi e ruolo delle città. Di chi guida le città. Delle reti tra città).

Di una città...


Di una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. (I. Calvino). 

Immaginare città. Costruire ponti. Mettere in gioco l'identità e le proprie immagini mentali di ciò che città è e non è. E dei rapporti tra città e paese. 

E poi provare a collaborare e finire a negoziare. Fare i conti con la fatica delle dinamiche di rappresentanza. Cercare i punti di equilibrio tra competenza e partecipazione. C'è un motivo alla stanchezza. 

#animazionedicomunitá

La vita...


La vita è ciò che ti accade dentro mentre ti guardi attorno.
La vita è ciò che ti accade attorno mentre ti guardi dentro.
Aprire varchi di consapevolezza tra dentro e fuori.
Io e l'organizzazione. Io nell'organizzazione.
Metacompetenza: autoriflessivitá. 

Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...