Presentazione del libro: Giovanni XXIII, Paolo VI e le Acli. Nicola Antonetti, Presidente Istituto don Luigi Sturzo don Ivan Maffeis, Direttore Ufficio Comunicazioni sociali della CEI Modera: Vania De Luca, presidente UCSI
con la partecipazione di Maurilio Lovatti (autore del libro) Emilio Gabaglio (Presidente Acli dal 1969 al 1972).
Nota metodologica: non sono appunti integrali, oltre a non essere stati rivisti dagli autori, mancano pezzi rilevanti. Ma non ero inizialmente intenzionata a prendere appunti. E' stato solo durante che ho iniziato a farlo. Per l'impressione di essere di fronte ad un momento di reale dialogo. Sicuramente facilitato dalla distanza temporale con i fatti e dalle ricuciture avvenute nel frattempo, ma altrettanto sicuramente sostenuto da una postura franca e profonda degli intervenuti.
Su Radio Radicale la registrazione dell'incontro:
https://www.radioradicale.it/scheda/571249
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Nicola Antonetti– Mai creduto che la storia sia maestra di vita. E' esattamente il contrario. E' la vita che insegna a leggere e studiare la storia. Mi sono accorto che ci sono permanenze che, sotto voce diversa, tornano, anche in epoche diverse e restano temi centrali. Una di queste permanenze è il rapporto fede-politica. Oggi potremmo chiamarlo religione-politica. Ma la permanenza c'è ancora, con la stessa drammaticità, oggi, anche se in veste diversa.
Il termine comunità, aggregazione, di connotazione del mondo cattolico ha uno strappo profondo nel Concilio, perchè c'è il popolo di dio. E il popolo di Dio ha una riparametrazione continua. Queste tensioni io le ho viste trasparire nel percorso e nel libro.
don Ivan Maffeis -Questo libro potevo leggerlo solo in quaresima, come atto penitenziale. Non tanto perchè il libro non si legga volentieri, anzi, questo sapiente intreccio di fonti... Il sapere penitenziale mi ha raggiunto ogni volta che tra queste pagine mi sono trovato a inciampare nell'acronimo Cei. Si direbbe che la relazione tra i vescovi e le Acli sia stata rigata da incomprensioni, richiami, prese di distanza, che restituiscono la chiesa del no. Viene da chiedersi come siano finiti quei rapporti all'insegna della piena e serena collaborazione degli esordi. Erano gli anni di Pacelli. Del movimento impegnato in tante attività e tanti servizi cooperativistici e ricreativi. Ma, come nota l'autore, già durante il pontificato di Giovanni XXIII si manifestano le prime significative incrinature. Gioca un ruolo il ruolo che Papa Roncalli affida alla Cei (non c'era ancora la Cei, ai vescovi italiani): il rapporto con la politica. Come presidente della CEI abbiamo il Cardinal Siri, sostenitore di una visione per cui i cattolici in politica devono essere esecutori obbedienti della gerarchia. In Acli prende vita il rinnovamento democratico, favorevole a cercare l'appoggio dei socialisti, visto come condizione per portare a casa le riforme per il paese. Orientamento che incontra la disapprovazione di Siri e che porta a dichiarare l'incompatibilità tra Acli e impegno parlamentare. Incompatibilità che poi entra nello Statuto, con possibilità di deroga.



