Quote (rosa), parità di genere e democrazia rappresentativa.

Il tema non è la parità fissa. Il 50 e 50 preciso. Che nemmeno tagliando la mela azzecchi esatta la metà.

E il tema non è la concessione da parte di uno o più uomini (leader) di un po' di spazio alle donne. Spazio più largo dove questo è utile. Per immagine. Per sradicare meccanismi consolidati. Per tagliare fuori altri (uomini). Spazio più stretto dove le variabili da tenere presenti sono troppe e bisogna lasciarne indietro qualcuna.

Il tema non è nemmeno il merito. Per favore. Che contrapporre il tema del merito ad una richiesta di maggiore presenza delle donne significa dire (nemmeno troppo implicitamente) che se ci fossero abbastanza donne capaci si vedrebbero. Siccome, purtroppo, non ci sono, gli uomini (loro malgrado) sono costretti a supplire.

Il tema è credere, tutti, nel valore di una democrazia realmente rappresentativa. Cioè in grado di rappresentare una società intera.  Senza che una parte prevalga sull'altra in modo arrogante. Cioè non una quota a garanzia delle donne. Ma un patto, reciproco, di non sopraffazione. Tipo che nessuna parte può essere più del 60 o meno del 40. 


Perché il punto non è vendicarsi. Non è competere. Ma cooperare. Valorizzare l'insieme di genio maschile e genio femminile come scrivevo qui.   

ps. Che poi gli strumenti sono vari e dipendono da sistema elettorale, collegi, liste... Ma ho trovato interessante questo dossier non attualissimo (2011) che ne fa una panoramica generale. 

pps. Ma buttate un occhio pure su questo articolo 
che analizza cosa è successo introducendo una norma sull'equilibrio di genere nei cda. Interessante, no?)

Un post (it) sul genio femminile

L'8 marzo non è la "festa della donna". Una giornata a tema è come un post it attaccato alla quotidianità. Di per sé ha lo stesso valore del quadratino giallo di carta che si appiccica. Cioè praticamente nullo. Ma serve, come il quadratino giallo di carta, per ricordarsi di ricordare. E' ciò che devi ricordare che è importante, non il foglietto. Ma oggi tra cadenze commerciali, folclore sociale ed altro… il post it è un po' pasticciato e non si legge bene e…

cosa dobbiamo ricordarci di ricordare l'8 marzo? 

Personalmente, per me, l'8 marzo è il post it per ricordare, tutto l'anno, di tenere aperta una pista di ricerca sull'idea di specifico di genere, di "genio femminile". Per me viene tutto da lì. Dall'idea che una vita piena, che una società matura, nasca dall'unione di un genio maschile e un genio femminile. E che molti vuoti della società di oggi, molte immaturità, nascano anche dalla mancanza di genio femminile. Dal bisogno di recuperare l'altra metà dell'immagine di Dio. 

Questo è un punto di partenza per me abbastanza certo. E da qui parte il no alla violenza sulle donne (che senza questo ragionamento basterebbe il semplice rispetto dei diritti umani senza bisogno di specifiche), la ricerca dei meccanismi sociali per valorizzare la presenza delle donne (in politica, nel lavoro…) la campagna per i diritti… 

Però, tra il punto di partenza e i punti di arrivo sociali ci sono sentieri contorti e nascosti ancora tutti da scoprire. 

Cos'è il genio femminile? Cosa è innato e cosa è culturale? Io ho la sensazione che, anche al di là della differenza fisica, esistano specifiche maschili e femminili non solo culturali. Ma non riesco a delimitarle ed afferrarle. E poi, nel cercare di definire lo specifico, come evitare di costruire gabbie (magari nuove) in cui rinchiudere le persone, a partire dalle donne? Quale spazio esiste tra il "tutto è chiaro e determinato" e il "Donne non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l'aspetto che riveste in seno alla società la femmina dell'uomo. E' l'insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna" di Simone de Beavoire e il "Donna o uomo si nasce. Il resto è gioco di apparenze" di Antoinette Fouque?  

E poi, il genio femminile è solo nelle donne? O, più probabilmente, appunto, donna o uomo si nasce ma in entrambi i casi si contengono dimensioni di femminile e di maschile? E recuperare integrità della società, quindi, non significa solo recuperare l'apporto delle donne ma anche recuperare l'integrità di maschile e femminile in ciascuno di noi?

Il mio pensiero è fatto più di domande che di risposte. E' una pista di ricerca. In cui cammino. A volte mi perdo. Ogni tanto incontro e raccolgo un sasso, faccio una foto ad un panorama, memorizzo la forma di un albero, parlo con altre donne e altri uomini… Ecco, non lo so oggi cosa è scientificamente provato come specifico del genio femminile. Io tra i miei sassi nella bisaccia ne ripesco alcuni che mi sembrano particolarmente attuali oggi. 

di premessa: Tutti i movimenti profetici nati dopo la crisi delle religioni si sono illusi di realizzare il paradiso in terra, ponendosi in un'ottica collettiva. Anche le femministe. Ma volendo liberare un gruppo umano nella sua totalità, si finisce per ignorare la libertà individuale. Come già le rivoluzioni passate, anche il movimento femminista ha dimenticato che la libertà si declina sempre al singolare. Per me è una questione essenziale. Non a caso, mi sento molto vicina alla lezione di Duns Scoto, il monaco filosofo del medioevo, per il quale verità e libertà sono sempre figlie della singolarità. Occorre sempre rispettare la specificità, i desideri e la creatività di ogni individuo. Anche il femminismo deve tenere conto della singolarità, altrimenti rischia di degenerare in un altro totalitarismo. Ecco, perché, più che parlare delle donne in generale, ho preferito ricordare il genio di alcune grandi personalità, genio che nasce da una singolarità capace sempre di superarsi.  (Julia Cristeva) 

di caratteristiche di genio femminile: 

la capacità di vivere il frammento per quello che è, traendo dal quotidiano le risorse che segnano la strada. Connettendo il frammento con l'intero. Il singolare con il plurale. L'individuo con il collettivo. Senza schiacciare il singolare per ottenere un plurale. Ma anche senza buttare il frammento perché non contiene l'intero. E senza smettere di cercare interezza anche quando ci si trova di fronte solo a tanti frammenti. Come spesso oggi accade…

Il non separare l'astratto dal concreto. Il pensiero dal corpo. Io non credo che possa esistere qualche processo di pensiero senza esperienze personali. Tutto il pensiero è meditazione, pensare a seguito a una cosa. (Annah Arendt). Gli uomini tendono a rinchiudersi nei palazzi ossessivi del pensiero puro, dimenticando il dato dell'esperienza corporea (Julia Cristeva). Le donne, è risaputo, sanno inventare i gesti (Antonietta Potente).   

perché…. 

Non era stupido, era semplicemente senza idee (…). Quella lontananza dalla realtà e quella mancanza di idee possono essere molto più pericolose di tutti gli istinti malvagi che forse sono innati nell'uomo. (Annah Arendt. La banalità del male).  

Il #Miassocio degli accompagnatori spirituali

#miassocio per restare fedele a me stesso.
#miassocio per tradizione (e non è una cosa negativa).
#miassocio perché le Acli aiutano a portare il mondo nella comunità ecclesiale.
#miassocio perché il lavoro, la democrazia, la Chiesa...
#miassocio perché nelle Acli c'è ancora qualcosa di buono. Si, c'è ancora. Io lo vedo. Magari non ovunque ma in alcune parti c'è.
#miassocio perché in Acli ci sono persone che sono lì per caso, non ne conoscono la storia e i valori. Sono lì per altro. O perché invitati da qualcuno. E queste persone vanno accompagnate.
Perché associarsi non è domanda da fare al prete. È domanda da fare ai laici.
Non #misonoassociato perché non sapevo nemmeno che un accompagnatore spirituale potesse associarsi alle Acli. Lo scopro qui. Non vi conosco ancora abbastanza. Ma sono incuriosito. Tornerò a casa. Approfondirò. Ne parlerò con il "mio" presidente provinciale. E vedremo, magari la prossima volta...
(E resta la curiosità di come avrebbe risposto Pio a questa domanda).

Humor Bosniaco

Parliamo di un posto dove c'è chi, per ricordare quello che è accaduto negli anni 90 ha piazzato al centro della capitale un "monumento della carne in scatola" e l'ha dedicato, con gratitudine, alla comunità internazionale. 

Avete presente…? Carne in scatola: la fame di una città e il cibo (s)cadente dagli aerei. Carne (viva) chiusa nella scatola di una città assediata sotto gli occhi di un mondo immobile…


Di un posto che ha vinto un Oscar con un film sulla guerra (No man's land) in cui passi il tempo a ridere (amaramente). Ve la ricordate la battuta "Quale è la differenza tra un pessimista e un ottimista? Il primo pensa che le cose non possano andare peggio di così. Il secondo è convinto di si".

Allora, cosa sta succedendo in Bosnia oggi? Perché protestano? Cosa denunciano?  Forse si può capire dalle battute che girano nelle proteste...

Mi appello ai manifestanti: non bruciate i cassonetti dell'immondizia, il popolo poi rimane senza cibo  

Chiediti, perché non fanno mai sesso nelle aziende pubbliche? Ma perché sono tutti parenti! 

Disoccupazione giovanile al 60%, grandi fabbriche che falliscono dopo essere state privatizzate, lavoro in enti pubblici dove si entra per clientela e nepotismo… Ma anche (e forse soprattutto) mancanza di prospettive… 

Oh, ho capito come risolvere la situazione in Bosnia: attiriamo la Germania in guerra e appena si accingono a imbracciare i fucili noi ci arrendiamo subito, loro ci inglobano facendoci diventare parte della Germania.  

Dove è finito il sogno europeo come molla di sviluppo e pacificazione?
Come (non) evolve un Paese congelato in un assetto spartitorio post conflitto?
Come (non) aiuta la presenza di una "Comunità internazionale" che monitora senza controllare, che deresponsabilizza senza assumersi responsabilità? 

PS: Per seguire le vicende, al solito, leggere Osservatorio Balcani, sfogliare la Rassegna (fatta da Lorenzo Bellini). Poi, per chi le ha come amiche su Facebook, ovviamente stare dietro a Nicole e Zilvia (che sono pure le fonti delle battute di cui sopra oltre che di tanti articoli e servizi). 

PPS: Non la chiamate Primavera, che da tutte ste primavere non mi pare sia mai arrivata l'estate… 

PPS: a proposito di humor e di Balcani e di proteste, non c'è solo la Bosnia… (non serve la traduzione, vero?) 

Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...