Dalle relazioni al fare, passando per il pensare (#Miassocio puntata 2)



Secondo giro di risposte al #Miassocio. Sempre (arbitrariamente, da me) divise in filoni. Con un enorme grazie a tutti/e coloro che hanno voluto condividere. 

Le Acli luogo di relazioni

#Miassocio perchè stare soli è triste e brutto mentre stare insieme dà gioia.
#Miassocio perchè mi dà modo di restare a contatto con le persone, con i loro problemi. E provare a dare e trovare delle risposte.

Le Acli sul territorio (e oltre) 

#Miassocio perchè nella mia provincia ci sono persone con cui condivido idee e cose da fare.
#La prima volta le Acli le ho incontrate per caso. Poi, oggi, #Miassocio perchè, in occasioni di formazioni nazionali, ho visto un luogo dove potevo trovare spazio di applicazione concreta ai miei principi e alle cose in cui credo. Fosse stato solo per le persone del mio territorio non mi sarei mai associata. Le Acli sono una grande opportunità, in parte non ancora sfruttata.  

Le Acli spazio di libertà

#Miassocio perchè il costo della tessera è il prezzo da pagare per la libertà. Non conosco nessun luogo, nonostante tutto, libero come le Acli. Nelle Acli chi vuole fare una cosa può provare a farla.

Le Acli spazio politico

Perchè #Miassocio ancora alle Acli? Perché le Acli si occupano della polis senza l'incubo degli spazi di potere da occupare in questa polis.

Le Acli tra il pensare e il fare

#Miassocio perchè ho fatto l'AC, ho provato Mani Tese, GS... in certi luoghi trovavo troppo solo pensare, in altri troppo solo fare. Le Acli sono state il posto in cui mettere assieme fare e pensare, in dimensione politica.  

Quando mi sono iscritto la prima volta alle Acli (7 anni fa) l'ho fatto perchè l'ho visto come un luogo in cui si poteva sperimentare, fare, provare e anche sbagliare. Oggi #Miassocio per lo stesso motivo (anche se forse questo nel tempo è un po' diminuito).  

e per finire pure…(un po' per ridere un po' sul serio) 

#Miassocio alle Acli perchè.... perchè no? 

#Miassocio perché… le prime risposte 2014

Ed ecco  un primo giro (non completo) di risposte al "sondaggio".  Divise per "filoni tematici"… 

Oltre le Acli
#Miassocio perchè mi voglio dissociare dall'indifferenza (scrive, pensando alla sua sua associazione di nuovi italiani e – forse - al partito).

I misteriosi: 
Io lo so perchè #Miassocio ma non mi va di dirlo ad alta voce
Io #Miassocio ma tu che domande difficili fai?


Le Acli come un destino ineluttabile
#Miassocio perchè ho svolto la funzione di segreteria e presidenza di Circolo, e successivamente Responsabile Coordinamento Donne e sono stata membra di Presidenza, e segretaria dell'USAcli e nella presidenza del Circolo e sono tesserata dal 1995.
#Miassocio perchè... ormai mi sono preso delle responsabilità…
#Miassocio perché... sono 40 anni che mi associo
#Miassocio perché le Acli sono un pezzo di vita

Le Acli come luogo del conflitto
#Miassocio anche se a volte mi sembra che le Acli facciano di tutto per farmi desistere
Ho una lista lunga di motivi per cui non #Miassocio più

Le Acli come impresa sociale 
#Miassocio perchè alle Acli ci lavoro

Le Acli come luogo di relazioni
#Miassocio perchè c'è qualcuno che si ricorda di me ogni anno e me lo chiede.
(#Miassocio) Faccio la tessera Acli perchè mi sento parte di un'associazione fatta di persone, non solo di idee e di valori.

Le Acli come rete sul territorio
#Miassocio perchè amo le Acli del mio territorio e le cose che fanno (nonostante gli errori, che ci sono).
#Miassocio perchè fa molto bene al cuore sentirsi utili insieme ad altri che la pensano come te.
#Miassocio perché nel mio Paese  (come forse in tutti i paesi e città) c'è un urgente bisogno di fare comunità (Lo scopri anche nei più semplici laboratori Acli di cucina, di cucito, di informatica, al gas con gli adulti, lo scopri con bambini ed anziani nelle attività dell'orto didattico!).
(#Miassocio) Scelgo le Acli perchè credo siano un'agenzia di coesione sociale come pochissime in Italia, con l'ambizione (ancora) di cambiare le cose.
#Miassocio perchè io alle Acli ci credo, magari non credo tanto alla struttura, ma credo al circolo e al lavoro che si fa sul territorio.  


#Miassocio perché…

Più mi guardo in giro e più mi pare che il tema dell'associarsi (cioè, etimologicamente, del mettere assieme, del mettere in comune, dell'unire, del legare) sia uno dei punti centrali. Che si parli di partiti, di associazioni, di movimenti, di sindacati…per certi versi persino di Chiesa. C'è la tentazione di pensare che tutto questo non serva più. Che questi non siano (più) mediatori utili ma solo sovrastrutture inutili. Burocrazie che allontanano e non Luoghi e Modi comuni che avvicinano. 

Io ne vedo tutta una serie di limiti, ovviamente. Eppure continuo a pensare che il bisogno di un noi resti uno dei bisogni fondamentali. Ed ogni esperienza umana (pure quelle che oggi noi giustamente veneriamo ma ingiustamente mitizziamo, che so… il Concilio, i Partigiani, l'Assemblea Costituente…) contiene  limiti, imperfezioni, difetti e parzialità. Eppure, anche a partire dalle parzialità, se è viva, vera e partecipata, può dare il suo contributo ai singoli e alla comunità. 

Allora io non vedo alternative all'associarmi. Allo scegliere qualcuno con cui condividere delle idee, un fare, un luogo… Anche solo qualcosa di questo, non per forza tutto. Anche solo per un periodo, non per forza per sempre. 

Certo, poi ho anche alcune tessere solo per convenienza. Ho la tessera di alcuni negozi o locali o servizi perché mi fanno sconti, perché mi danno accesso, perché mi offrono opportunità… Non ci vedo niente di male. Però non sono né luoghi di relazione, né motori di cambiamento. Per me. 

All'inizio del 2012 avevo lanciato una domanda sul perché associarsi. Quello che era emerso allora lo trovate qui. Ed io allora avevo messo in fila (rigorosamente non in ordine) il mio #miassocio alle Acli perché...
1. Perche' ci sono passati bisnonno, nonno e padre.
2. Perche' per cambiare il mondo ho bisogno di un "noi".
3. Perche' a 15 anni ho partecipato ad un progetto adolescenti che mi ha fatto crescere.
4. Perche' a 20 anni ho trovato modo di provare a sperimentarmi in "cose da grandi".
5. Perche' negli anni 60 hanno fatto scelte difficili che comprendevano profezia ed errore. Ed hanno saputo sopravvivere ad entrambe le cose.
6. Perche' negli anni 90 di fronte alla guerra vicina non sono state con le mani in mano e hanno partecipato alla costruzione di un'idea nuova di solidarieta'.
7. Perche' ci sono circoli e sportelli di servizi ma anche singole persone che sono punti di riferimento del territorio. E i territori hanno bisogno di riferimenti.
8. Perche' c'e' Ipsia.
9. Perche' credo che oggi abbiamo bisogno di persone che si associano per passione e partecipazione.
10. Perche' ci sono ancora tante cose che (in rete con altri e scommettendo su cambiamenti coraggiosi) potrebbero fare per l'Italia (e non solo)... 
Con piccolissime sfumature direi che il mio è ancora attuale. 

Ma non vale solo per le Acli, vale per tutti. Chi vuole provare a raccontare il suo #miassocio perché? Blog, mail, twitter, facebook, al telefono, a voce… ognuno con il canale e modo che preferisce. Io sono curiosa. Anche perché penso che nelle narrazioni collettive si nascondano perle e senso di comunità.  

Buon Anno! 


PS Anche i NON #miassocio perché sono benvenuti. Che sono curiosa pure di quelli. 

Tra la visione e il fallimento: sul progettare

Intervento al Consiglio Provinciale allargato delle Acli Brescia - 16 dicembre 2013 

Premessa: Quando parliamo di progetti pensiamo subito a qualcosa di tecnico. Ai formulari. Ai soldi. Alle scadenze. Eppure a me pare che il progettare sia tutt'altro. Certo, il progettare contiene anche la tecnica. Contiene anche la dimensione economica. E quella organizzativa. Ma non si esaurisce in quello. Anzi, nemmeno parte da quello né quello è il centro.  

Quali sono allora le cose centrali del progettare? 

1. La visione: un punto di vista, una visione di realtà. Una visione di mondo. Una visione di diritti, di legami, di comunità. Ma quindi anche una visione di sé. Di sé come singole persone, ma anche di sé come Acli. Avere una visione significa saper vedere quello che c'è. Ma anche quello che non c'è, che manca. E anche quello che non c'è, ma potrebbe esserci. E' sulla visione (come se fosse un albero rovesciato, con le radici per aria) poggiano gli infiniti possibili alberi dei progetti.  I progetti sono il ponte che connette la visione con la realtà. Che connette il cielo con la terra. Sembra un paradosso ma non lo è. Senza visione (senza sguardo alto, senza cielo) i progetti fluttuano, non riescono a mettere radici nella realtà. E quindi non riescono a fiorire e poi a portare frutto.

Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...