Non facciamo cose
particolari. Se non nelle modalità comunicative (canale social, whatsup,
youtube…) ma questo è indicativo di un ragionamento. Ci troviamo davanti a
generazioni in cui c’è un mutamento anche antropologico. Dobbiamo dare per
acquisito il carattere di parzialità di coinvolgimento. Oggi c’è, domani non si
sa. O assumiamo questo paradigma o creiamo aspettative che resteranno deluse.
Le Acli hanno una storia
nobilissima, ma che ha le radici nella prima repubblica, anche prima della
repubblica. Oggi le grandi narrazioni
fanno fatica a coinvolgere e mobilitare i giovani. Mentre, ormai ci sono letterature
di decenni, sono gli obiettivi specifici, le campagne specifiche su singoli
temi, il nodo dei diritti le cose che più mobilitano.
Oggi le proposte che
facciamo sono anche legate alla preparazione, alla crescita, ci sono crediti
formativi, aspetti che mobilitano e che
danno un senso anche pratico all’impegno. Altrimenti resta la testimonianza,
che diventa prima elitaria, poi solitaria.
