Parco delle Energie


Il parco delle Energie è tante cose.
E' la storia di una lotta, che non è ancora finita.
E' la storia del lavoro e delle sue trasformazioni.
E' la natura, che si ribella, a modo suo.

E' un monumento naturale.
Con tutto ciò che questa definizione può stare a significare.

Per approfondire ci sono più siti (e più soggetti) per ora condivido questo: https://lagoexsnia.wordpress.com/contatti/

C'era una volta un parco, anzi, non c'è ancora...



Visivamente, da più di un punto, il parco non c'è. Non è visibile. 
Non è facile mobilitare per qualcosa che non si vede. Che non è parte del quotidiano.
Che è, solo, ad oggi, un progetto. 
E che lo è da infinito tempo. 

Eppure, il parco, sarebbe il punto comune tra più quartieri (Quadraro, Torpignattara, Centocelle).
Il punto comune tra tre municipi. 
E potrebbe dare identità all'area. 
Nonché risolvere un problema di carenza di aree verdi nell'area.
(Lo standar minimo di verde è 9mq ad abitante. Al momento qui è variabile nelle diverse zone da 3mq a 10 mq). 
Ci dicono che non è chiara la proprietà. 
Che probabilmente, in parte, è proprietà privata. 
Come se questo fosse sufficiente a spiegare l'immobilismo e il non intervento. 
Non vuol dire niente, ci sono già esempi, in questo senso. 
Il parco degli acquedotti è in buona parte privato, ma il suo uso è pubblico. 
Appunti (incompleti) di storia del parco:  

1990: Prima parte della consegna del terreno dell'ex aeroporto di Centocelle dal Ministero
          della Difesa al Comune di Roma. 

1992: Il soprintendente archeologico di Roma ha apposto a questi tutto l'ex aeroporto 
          militare un vincolo, per via delle testimonianze storiche e letterarie che attestavano
           l'importanza archeologica del sito. 

1994: Al Comune di Roma nasce l'idea di realizzare un parco archeologico. 

1995: Area as duas lauros (archeologica) è stata sottoposta a vincolo 

1996: concorso internazionale di idee per la realizzazione del parco 
          
         arriva primo il progetto inglese "Centocelle forest", 
         vince ma non rispetta tutti i parametri, 
         si costruisce una mediazione tra questo progetto e il secondo arrivato, 
         proposto dall'Università La Sapienza.

Uscire, guardare fuori...


Dopo gli ultimi tre giorni mi ri-confermo.
La risposta, a tante e diverse domande, è:
uscire, guardare fuori. 

E camminare, mettersi in movimento.

Iniziare. Anche senza essere davvero pronti. 
Con chi ha voglia e gli va. 
Primo incontro con i "vecchi" del secondo anno.

E poi l'incontro con l'utopia.
Prendere 6.000 persone.
Portarle in un blocco di cemento.
Costruire una città raccolta in un unico edificio. 
Pensare che lo stare assieme ammassati possa automaticamente portare a far nascere comunità, solidarietà, coscienza di classe, persino.
Le cantonate che prende, a volte, l'utopia.
#corviale 

#animazionedicomunità #esplorazionedelleperiferie

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