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In questa epoca di pazzi ci mancavano gli idioti del terrore


Trieste, ore sei del mattino. Ho dormito poco, come sempre prima dei viaggi. L’insonnia alla partenza è perfettamente normale. Sembra di avere la febbre, la mente è bombardata dai dubbi. Ci si chiede: ce la farò? Non sono troppo vecchio per una cosa così? E se dimentico qualcosa di importante? Pioverà? Non farà troppo caldo?
Ripeto: tormentarsi di dubbi all’inizio fa parte del viaggio. Poi basterà un passo fuori casa per spazzare via tutta quella nera nuvolaglia dalla mente. Ormai lo so, mi è successo mille volte. Ora so che il nostro corpo è sempre molto più forte di quanto possiamo immaginare.

Paolo Rumiz

Se lo dice lui. Però è Arezzo. E ci sono da smaltire le ultime 24 ore di viaggio non a piedi. E prima del primo passo ci manca ancora un pullman. E ci vuole un caffè.

Poi San Sepolcro. È un caso, ci volevano troppi giorni per partire da La Verna, ma può avere senso partire dalla tomba.

Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra.

Vangelo di Luca

Uh! com'è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore
in quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell'orrore.
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia
e sommersi soprattutto da immondizie musicali.
Sul ponte sventola bandiera bianca.

La radio del pullman semivuoto manda Battiato.

#apiedi



M'intrigano le felci, in rovi inciampo



Settimana 5. 
(Non molto) camminare, ma insieme. 
L'incontro con rovi e tafani. 
La capacità di riformulare i piani.

Camminare è un antidoto a questa intossicazione ideologica o religiosa, e lo è "naturalmente". Camminiamo col nostro corpo. Questo semplice fatto ci consegna alla nuda vita, ai suoi elementi e bisogni più elementari: mangiare, bere e dormire, freddo e caldo, stanchezza e riposo, dolore e piacere; dove i nostri sensi sono tutti all'opera con una potenza e un'acutezza prodigiose che normalmente non sperimentiamo.

Camminare, una rivoluzione - Antonio Labbucci

Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo". 

Libro dell'esodo

Sotto cieli spaziali
traverso le radure
m'intrigano le felci
in rovi inciampo
s'apre di spine e cardi la mia pelle...

(Consorzio suonatori indipendenti -  Palpitazione tenue)

Da Cortona.

Giorno 1 chiacchiere di cammini pedalati altrui.


P: Poi il mattino dopo ti svegli che ti tira ogni tendine. Ti fa male ogni muscolo. Ci metti un po' anche solo per alzarti... 
A: Ma sai che a me quella sensazione piace? Perché in quel momento penso che finalmente sto usando il corpo per quello per cui è stato fatto. E il corpo si riattiva e risponde. Che il corpo non è fatto per stare tutto il giorno seduto davanti al computer. Non è fatto per farsi sempre portare.

Giorno 3. Nel bosco dietro casa.
Con marito, tre bimbi e le scoperte di Tommaso (4 anni) sull'armonia della natura.
"Noi pensiamo che non sanno parlare ed ascoltare. Solo perché non hanno orecchie e bocca. Invece non è così. I muschi parlano il muschiese, i sassi il sassese, i fiori il fiorisse, l'erba l'erbese, gli alberi l'alberino... Tutti parlano. Ognuno la sua lingua. Tutti diversi. Ma tra loro si capiscono. Sempre. Perfettamente".  


Giorno 5. Seguendo la strada basolata romana.
Da Cortona a Sant'Egidio.
Da Sant'Egidio a Sanbuchello.
Passando per Monte Cuculo, Monte Melillo e Portole.


     



Servono piedi buoni per la salita




Questa è stata la settimana di a piedi insieme. E dell'incontro con la salita.

La distanza non si misura in km. Ma in tempo di percorrenza, altezze e dislivelli. Andare non è più andare. È sempre salire o scendere.

Alcune ore di salita in montagna fanno di un briccone e di un santo due creature quasi uguali. La stanchezza è la via più breve verso l’uguaglianza e la fratellanza – e la libertà viene infine aggiunta dal sonno.
Friedrich Nietzsche

Credendo che egli fosse nella comitiva fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti.
Vangelo di Matteo

Lo sai che privato e politico
si confondono spesso
sarà diversa la musica
ma il controcanto è lo stesso.
Servono piedi buoni per la salita,
fortuna e talento
e calli sulla punta delle dita.
De Gregori

E’ possibile camminare da soli.
Ma il buon camminatore sa che il grande viaggio è quello della vita.
Ed esso esige dei buoni compagni.
Il buona camminatore si preoccupa dei compagni scoraggiati, stanchi…..intuisce il momento in cui cominciano a disperare.
Li prende per mano, là dove li trova.
Li ascolta con intelligenza e delicatezza, soprattutto con amore, ridà coraggio e gusto per il cammino. 
Dom Helder Camara

Settimana 4. Da Germignaga. 

Giorno 1. Sulla linea Cadorna.
Via costruita per una invasione dalla Svizzera mai arrivata. 

Giorno 2. Cercando le vie del contrabbando. 
Dove gli "spalloni" passavano "di sfroso".
Perchè c'era un tempo in cui alla frontiera si controllava il passaggio delle merci. 

Giorno 3. Riposo.
Giorno 4. Riposo.

Giorno 5. Sul Monte Tamaro. 
Passando dalla Svizzera. Un po' a piedi un po' no.  

Giorno 6. Fino a San Michele. Nel bosco. 
Dove non c'è alternativa: la salita o è ripida o è lunga. 

Giorno 7. Unico giorno da sola. Al mattino presto.
In piano. Seguendo il Margorabbia. Che anche i torrenti cui non daresti due lire quando ha piovuto hanno il loro perché.

     
























La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...