Chi è protagonista dello sviluppo? Le persone e le comunità, non gli ets.

FQTS presenta il volume "Lo sviluppo sociale delle comunità" di Andrea Volterrani e Luciano Squillace.

Il video è un po' dispersivo ma ci sono alcuni snodi di ragionamento fondamentali dell'idea di animazione di comunità per come lo stiamo intendendo: 

Il digitale è diventato parte del quotidiano. Il web c'è da inizio anni 90 ma il paradigma quotidiano digitale è di una decina d'anni. La pandemia ci ha messo di fronte questa esigenza. L'idea che il digitale possa essere solo commerciale non è accettabile per gli Ets. 

Affiancare ai processi di sviluppo comunità la possibilità di sperimentare piattaforme di comunità digitali. Luoghi con capacità di relazione con continuità con quelle reali. Il rapporto che si costruisce nel reale continua nel digitale e viceversa. 

Se il terzo settore si appiattisce sul solo servizio e risposta al bisogno, se ritiene che la missione sia limitata esclusivamente all'attività che si mette in piedi si perde un pezzo centrale che è il cuore della dimensione politica. Serve il coraggio di guardare costantemente l'orizzonte. Se non si pensa al territorio e alle comunità in termini di cambiamento si perde di vista il fatto che si è chiamati a co-costruire il benessere.

Il terzo settore non può essere un protagonista assoluto dei processi di cambiamento del territorio. Ma ha una funzione fondamentale. Il mondo del terzo settore nasce dalla voglia delle persone di auto-organizzarsi, come parte integrante delle comunità. Probabilmente i processi di istituzionalizzazione hanno portato a creare una divisione tra ets e comunità. E hanno portato a vedere le comunità come destinatarie degli interventi. Il rischio è trovarsi a lavorare per le comunità e non con le comunità. Significa lavorare come terzo nel proprio territorio. 

Lo sviluppo di un territorio viene dal capitale sociale, dalle relazioni sociali, dalla coesione. Più di qualità sono le relazioni della comunità, più la comunità è pronta a costruire il proprio cambiamento. 

La dimensione politica del terzo settore è irrinunciabile, se non si vuole ricadere in logiche puramente economicistiche che portano all'implosione. 




Come ad ogni passaggio di stagione...

Come ad ogni passaggio di stagione.
Con la MAPPA CELESTE - Forum per il futuro scrutiamo il cielo per cercare le stelle da seguire.
La notte in presenza era decisamente meglio.
Ma, al momento, ci si fa bastare online.

Metà delle risorse disponibili

Preferite: "Dal 1951 al 2021 mai il ruolo di direttore artistico di Sanremo è stato affidato ad una donna" o
"Dal 1951 al 2021 a Sanremo non c'è mai stata una direttrice artistica"?
Perché il punto vero è quello.
Che la società (non solo nel Festival) continui a non riconoscere la presenza di metà delle risorse disponibili.
Ps. Ovviamente la scelta di innescare la polemica di genere per attirare attenzione su Sanremo é un grande classico che funziona sempre.
P.P.s quando mi é capitato sono stata "la presidente" non "il presidente", non "la presidentessa", non "la presidenta".

Compito: scrivi una lettera alla professoressa spiegando come vorresti che fosse la scuola...

Compito: scrivi una lettera alla professoressa spiegando come vorresti che fosse la scuola...
Svolgimento:
Roma, 9 febbraio 2021
Cara prof,
questa è la scuola che vorrei…
Una scuola dove non ci sono materie distinte, ma si discute tutti insieme, passando da un argomento all’altro. Non c’è la ricreazione, perché si può mangiare anche durante la lezione, se si vuole.
Nella scuola che vorrei non ci sarebbero voti. Non ci sarebbero banchi, ma solo un grande tavolo rotondo con tutti gli studenti attorno e al centro il prof che spiega.
Non ci sarebbero compiti a casa ma, una volta alla settimana, a scuola, ci sarebbe una verifica individuale con a tema uno degli argomenti di cui si è trattato. I professori la correggerebbero, non mettendo voti, ma dando feedback agli studenti per migliorare.
La settimana sarebbe composta da 4 giorni di scuola, più 3 giorni liberi. Le vacanze non sarebbero 3 mesi tutti attaccati d’estate ma sarebbero distribuite durante l’anno, questo perché così sarebbe tutto più equilibrato.
La scuola non sarebbe divisa in elementari, medie, superiori ed università. Sarebbe tutto in uno stesso edificio. Per esempio potresti stare in una classe che si chiama 7°L che equivarrebbe alla seconda media.
Oltre alla scuola “normale” al pomeriggio ci sarebbero anche molte altre attività come laboratori di scienze, di arte, di letteratura etc… Queste attività non sarebbero tutte obbligatorie ma ne dovresti fare almeno un tot stabilito standard durante tutto l’anno e ogni studente potrebbe organizzarsi scegliendo quando e quale fare.
Questo tipo di attività non sarebbe diviso per classi ma per interesse, ad esempio in un laboratorio potrebbero esserci sia persone delle elementari che delle superiori.
Nella scuola che vorrei si farebbero gite molto impegnative, per esempio andare a visitare i laboratori della Nasa oppure la sede di Google. Le mete delle gite si sceglierebbero in classe, partendo da quello di cui si è discusso tra studenti e potrebbero essere anche all’estero creando così tanti piccoli campi scuola.
Per la fine di ogni anno ogni studente dovrebbe presentare una specie di tesina, su un argomento a piacere. La tesina però non sarebbe per forza scritta a parole, potrebbe anche essere realizzando un oggetto o un progetto. Al termine di tutto verrebbe organizzata una mostra con gli oggetti realizzati. La mostra sarebbe aperta a chiunque.
Prof, è questa la scuola che vorrei! So che certe cose sono difficili da mettere in pratica, ma sarebbe veramente bello se almeno qualcosa venisse aggiunta alla scuola classica! Lei che ne pensa?
Ci vediamo domani a lezione
P.
p.s. Non avevo altro da aggiungere ma volevo solo usare il post scriptum come ci ha insegnato lei perché è caratteristico di una lettera.

La nascita dei processi creativi, secondo Asimov

Era il febbraio 1959, quando Isaac Asimov venne avvicinato da Arthur Obermayer, scienziato e caro amico dello scrittore. Con una proposta: e...