Neofascismo post moderno

Sempre il sociale è stato accusato di legittimarsi e mantenersi sulle disgrazie altrui. 
Sempre il sociale ha saputo di dover unire l'azione pratica in emergenza con l'analisi e la denuncia e con la proposta politica. Più recentemente ha capito di dover anche saper gestire bene e direttamente la comunicazione.
Per essere efficace. E per non essere involontariamente complice. 
Oggi c'è un sociale che a fronte dell'emergenza sta mettendo in pratica risposte concrete di emergenza:
- chi con le navi
- chi con i corridoi umanitari
- chi con l'accoglienza
- chi con corsi di italiano, visite mediche, pacchi etc...
E lo stesso sociale sta denunciando l'insostenibilità della situazione.
E sta formulando proposte politiche sia su grandi orizzonti che su piccole cose immediatamente possibili. 
Come tutelare quanto meno i minori.
Come escludere dal rischio di caduta in irregolarità almeno i nati, cresciuti, integrati in Italia.
Come superare la Bossi- Fini...
Il sociale sa che l'opinione pubblica conta. Per cambiare le leggi e ottenere i fondi. Ma sa anche che se c'è qualcosa da fare va fatto. Pure se non ci sono soldi strutturati, pure se non porta consenso immediato e di massa. Pure se il modo possibile di farlo non è perfetto. 
La politica sta facendo lo stesso o sta inseguendo, assecondando (e quindi nutrendo) le paure, la pancia, gli istinti, gli interessi personali o le tattiche di piccolo cabotaggio... ? 
Il sistema di comunicazione che contributo sta dando all'analisi e alla comprensione dei fenomeni? Come si fa giornalismo nel 2017? Commentando e rilanciando ciò che si trova sui social o in conferenze stampa? O facendo analisi autonome di dati? Andando ad osservare direttamente fenomeni. Costruendo reti di informazione internazionali? 
Sono sempre stata molto (auto)critica sul sociale. E sono davvero molto consapevole dei limiti che abbiamo e del fatto che c'è urgente bisogno di profonda trasformazione in noi. 
Ma oggi il problema non siamo noi. 
E attaccare chi prova a fare qualcosa ha l'obiettivo palese di isolare e scoraggiare chi fa e disincentivare nuove azioni e pensieri liberi.
L'unica risposta possibile è continuare a fare e pensare. Aumentando la connessione (anche trasversale ed internazionale) tra chi fa. E aumentando il livello di analisi, informazione, denuncia e proposta. 
Questo presente è un tempo di forme di neofascismo post moderno che facciamo ancora fatica a riconoscere.  

Lo scrivevo il 25 aprile. È tempo di resistenza.

La bolla e le ong

So che ognuno ha la sua bolla qui dentro. 
E quindi so che non è vero che tutti stanno pensando e scrivendo e condividendo riflessioni sulle ong in mezzo al mare. 
Però, anche nella mia piccola, parziale, soggettiva bolla, non c'era mai stato tutto questo movimento. 
Io non lo so se facendo il follow the money su tutte le navi non possa venir fuori qualche fonte di finanziamento non perfettamente illibata. 
Ma se vogliamo parlare di soldi, facciamo prima il follow the money dei soldi e mezzi che noi diamo in Libia. E vediamo se sono usati tutti in modo nobile. 
Molte riflessioni sono molto interessanti.
E aver sollevato il dibattito è molto interessante. È un effetto positivo qui, dello stare lì. 
Aiuta ad accorgersi che no, non è mica normale che ci siano ong in mezzo al mare a raccattare gente. Anche perché non è normale che ci sia gente da raccattare.

25 aprile

25 aprile oggi.
Più un buona resistenza.
Che buon liberazione.

Piccola storia triste

Mamma: ma a scuola le maestre hanno detto qualcosa del 25 aprile?
Pietro e Giovanni: no. 
Piccola storia triste.
#25aprile

Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...