Devo molto a quelli che non amo




Devo molto a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo, né riesce a toglierlo.

Non li aspetto dalla porta alla finestra.
Paziente quasi come un orologio solare,
capisco ciò che l'amore non capisce,
perdono ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

Non devo loro nulla
direbbe l'amore
su questa questione aperta.

(Szymborska - Devo molto a quelli che non amo)

Che vantaggio ha chi si da da fare con fatica?

(Qoelet) 


I rapporti come nuvole
si separano e riuniscono
di continuo si trasformano
quelli eterni o di un attimo 

La madre chiede un tempo
l'amico chiede un tempo
per rimanere sui suoi passi
l'amore chiede un tempo
come la rabbia chiede un tempo
per nascere ed esprimersi

i rapporti si scelgono e subiscono
si costruiscono e distruggono
vari versatili e variabili
non sottometterli ad una norma

e pensare che alle volte sembra ci imprigionino
e pensare che altre volte invece non ci bastano
uno che ci faccia ridere un altro piangere
come sempre come ovunque come noi

i figli chiedono un tempo
i vicini chiedono un tempo
le lamentele come complimenti

gli amanti chiedono un tempo
come i nemici chiedono un tempo
per non farci appagare mai.  

Niccolò Fabi - I rapporti - Una somma di piccole cose  

Giorno 4. Giovedi. Poco tempo. Poche foto. 8088 passi. 6,65 km. Tornando. Roma. A piedi. 

Abbiamo perso il fiato per parlarci









Ma ha perso la città, ha perso un sogno. 
Abbiamo perso il fiato per parlarci.

(Niccolò Fabi - Ha perso la città - Una somma di piccole cose). 

Innocui singolarmente, che imbarbariscono nella folla. Di sicuro più della metà;
Crudeli, se costretti dalle circostanze. È meglio non saperlo. Neppure approssimativamente;
Ripiegati, dolenti e senza torcia nel buio. Ottantatré. Prima o poi;
Degni di compassione. Novantanove;
Mortali. Cento su cento. Numero al momento invariato.

(Wislawa Szimborska - Contributo alla statistica ) 

Non domandare: come mai i tempi antichi erano migliori del presente? Non è domanda ispirata da saggezza.
(Qoelet) 

16600 passi. 13,82 km. In una tappa. Andata verso lavoro. Roma. Giorno 3. Mercoledì. A piedi. 

Castello
More - Centocelle 
Buongiorno - Pigneto
Puoi chiamarla sterpaglia? - Centocelle

Ai dittatori infatti piace scherzare



Se ridi ti si chiudono gli occhi
ai dittatori infatti piace scherzare
Di notte ogni macchina è uguale
La muffa può sembrare caviale.

(Niccolò Fabi - Non vale più - Una somma di piccole cose)



Nulla è cambiato.
Il corpo trema, come tremava prima e dopo la fondazione di Roma, nel ventesimo secolo prima e dopo Cristo, le torture c'erano, e ci sono.
Solo la terra è più piccola e qualunque cosa accada, è come dietro la porta. 

(Wisława Szymborska, Torture)


Mi sono accorto che il vantaggio della sapienza sulla stoltezza è il vantaggio della luce sulle tenebre: il saggio ha gli occhi in fronte, ma lo stolto cammina nel buio. Ma so anche che un'unica sorte è riservata a tutti e due. Allora ho pensato: anche a me toccherà la sorte dello stolto! Allora perché ho cercato di essere saggio? Dov'è il vantaggio? Ed ho concluso: Anche questo è vanità. 
(Qoelet )

15,53 Km. 19536 passi. In 2 tappe. Andando e tornando dall'ufficio. 
Roma. Giorno 2. Martedi.  A piedi.

Grande albero, dopo.

Bandiera Europea - Circo Massimo
Fichi - sponda del Tevere
Alberi secchi in estate - Trastevere 

Tutte le cose sono in travaglio e nessuno saprebbe spiegarne il motivo




Lascio andare la mano, che mi stringe la gola.
Le sentinelle armate in garritta, ad ogni mia cosa trafitta.
Lascio andare il destino, tutti i miei attaccamenti.
Per ogni tipo di viaggio, meglio avere un bagaglio leggero.
La salvezza non si controlla. Vince chi molla.

(Niccolò Fabi - Vince chi molla - Una somma di piccole cose)


Andersen prendeva i bambini sul serio. Non parlava loro soltanto della radiosa avventura della vita, ma anche di disgrazie, sventure e sconfitte non sempre meritate. Andarsene aveva il coraggio di scrivere favole con un finale triste. Riteneva che non si debba cercare di essere buoni per un tornaconto ma perché la cattiveria è frutto di un limite intellettuale ed emotivo, l'unica forma di miseria da cui tenersi alla larga. Ed è ridicola, quant'è ridicola!

(Wislawa Szimborska - L'importanza di farsi spaventare - Letture facoltative)  

Tutte le cose sono in travaglio e nessuno saprebbe spiegarne il motivo.

(Qoelet 1,8) 

12,08 km. 14.667 passi. Poco più di 2 ore. In tre tappe. Andando e tornando dall'ufficio. Roma. Giorno 1. Lunedì. A piedi.

Post concerto - Circo Massimo
Luogo di suicidio di un uomo - S.Giovanni



Pellegrinaggi giubileo 
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Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...