Gli edifici



Flanerie a Centocelle
Giovedi: Gli edifici

La facciata è l'elemento gerarchicamente rilevante del progetto. 
Ad essa è attribuito il compito della relazione con la città. 

Le Corbusier

Uno dei problemi già gravi dell'architettura attuale è quello dell'unità urbana. 
Si tratta dell'armonia tra gli edifici, i volumi, le altezze e gli spazi liberi 
che costituisce l'architettura della città. 

Il problema non è specificamente legato al linguaggio del singolo edificio, 
ma ad un ordine di rango superiore, a scala urbana, 
in grado di attribuire a parti di città una specifica riconoscibilità. 

Le relazioni tra le parti vengono prima del linguaggio delle singole parti. 

Niemeyer

Non è il vuoto a creare degrado. E’ ciò che c’era e che non è stato curato, ciò che è stato abbandonato. Il problema è sempre il “dopo”. Come a dire che in ogni inaugurazione c’è una potenziale problematicità.  In ogni ordinaria manutenzione una agita responsabilità. Eppure festeggiamo le prime, ignoriamo le seconde. 

Luoghi abitati. Luoghi abbandonati. Luoghi occupati. Luoghi rigenerati. Luoghi gentrificati. 

Nessuno status resta immutabile. Nemmeno quello di legalità. Se la delibera 26/94 del Comune di Roma dice che si può assegnare un bene ad un’associazione per uso sociale, regolarizzando, a un decimo del prezzo di mercato, ciò che prima era abbandonato, poi occupato e che così diventa gestito, vissuto, abitato. In questo, i casali, qui, fanno storia. Casale Falchetti, Casale Garibaldi…

Due massicci (il Forte Prenestino e l’Aereoporto Baracca) influiscono da sempre su questo spazio urbano. Il primo, struttura militare da fine 800, dal 1986 è un centro sociale occupato ed autogestito. Il secondo, struttura militare da inizio 900, oggi intreccia la vita di un parco e riattiva lo spettro di presenza ingombrante e pericolosa. 

Tra casali, scuole, centri commerciali e sedi istituzionali… le case.

Palazzine residenziali, casette di borgata, complessi di case popolari, villette, palazzi da ceto medio. Attraversi quasi tutto, in poco spazio, tranne i palazzoni. Non ci sono i grattacieli, qui.  

Street art




Io pensavo che era illegale” dice Giovanni mentre mi fermo a fotografare. 
Certe volte si, altre no”. Rispondo io, spiegando. 
E lui:  “Strano. Allora dipende dal proprietario del muro? 
Non da cosa ci disegni e perché vuoi disegnare?”.



Mercoledì. 

Ciò che c’è scritto sui muri è sempre stato interessante. Muri puliti, popoli muti. Si diceva un tempo. Ma quando e come questo è diventato street art? Chi può legittimarla come tale? A che prezzo? 

L’impressione è che sia avvenuto più di un passaggio, dal graffito come forma di appaesamento, alla street art come emulazione e adescamento. Dalle tag al writing, è anche il passaggio da espressione a comunicazione? 

E poi, un dialogo attraverso i muri, asincrono e non finalizzato, oggi spopola perché in fondo assomiglia al dialogo social tramite bacheche? E quanto entrambi influiscono sulla nostra (in)capacità di parlarci e di imbastire un discorso collettivo?

Sul lato di un rettangolo


Martedi. 

Quartiere e città tendono a diventare i poli di un'implicita opposizione: 
il primo come principale fonte di supporto emozionale degli individui urbanizzati,
la seconda come mondo in qualche modo ostile, 
caratterizzato da disgregazione, individualismo e atomizzazione.

Al contempo comunità e quartiere diventano una sorta di gemelli siamesi, 
il cui vincolo di unione è tale da non necessitare di essere esplicitato: 
parlare di comunità, in ambiente urbano, significa guardare alla città dal livello del quartiere. 

Ma, una premessa è ancora necessaria: Il quartiere non è la comunità.

Barbara Borlini


Centocelle (quartiere XIX di Roma) in fondo è un rettangolo. Ed io abito su uno dei lati. La mia vita sociale attraversa continuamente la linea di confine, ma questo è normale. E poi anche i confini si muovono, non solo le persone.  

Che sia un quartiere, già dice qualcosa. Roma ha un centro, diviso in rioni, e una periferia, divisa in quartieri. O quanto meno, nel 1929, i quartieri erano la suddivisione della periferia, degli spazi di nuova urbanizzazione. Oltre ciò che allora era periferia, c'è il resto. Che sono i suburbi e le zone. Cioè (in ordine inverso) la parte agricola. E ciò che la collega alla città. 

Roma è un cerchio, ma solo se si tiene come confine il Grande Raccordo Anulare.

Una settimana di flanerie a Centocelle



Lunedì. 


Le prolisse passeggiate mi ispirano mille pensieri fruttuosi.
Mentre rinchiuso in casa avizzirei e inaridirei miseramente. 
L’andare a spasso non è per me solo salutare, ma anche profittevole, 
non è solo bello, ma anche utile.
Una passeggiata mi stimola professionalmente, 
ma al contempo mi procura anche uno svago personale. 
Mi consola, mi allieta e ristora. Mi dà godimento. 
Ma ha anche il vantaggio di spronarmi a nuove creazioni. 
Mi offre occasioni concrete, più o meno significative, 
che tornato a casa posso elaborare con impegno.

Robert Walser – La passeggiata

Fine luglio.  I figli che partono per le vacanze di branco lasciano in dote tempo libero e il bisogno di riformulare il quotidiano, per evitare che la preoccupazione si prenda troppo spazio e perché odio gli sprechi di opportunità. Il lavoro, nelle sue riformulazioni flessibili, in questo periodo non necessita né tempo integrale, nè presenza fisica in un dove. E quello stesso lavoro stimola all’idea di esplorazione. E di movimento. 

Da qui nasce l’#apiedi 2018. 

Flanerie a Centocelle. Ossia, a piedi, senza meta. In città. Più precisamente, nel quartiere in cui, ormai da oltre 10 anni, abito. Un’esplorazione dell’ovvio, del quotidiano. Un walk about. Un divertissment. E al tempo stesso un’urgenza, un bisogno, una necessità.  Comprendere la città e la sua essenza, in un momento in cui sembra di vederla sprofondare. 

Eppure, è un certezza, c’è qualcosa che non vediamo… 

Sette appunti, per sette giorni. Solo un inizio… 


L'inizio di #apiedi, nel 2016, è qui 

Le 15 cose (ovvie) che ho (re)imparato andando a piedi sono qui

Europa

Comunque il concetto principale di stamattina è: Nessuno ha pensato: siamo entrati in Polonia, paese ancora lontano da casa. Tutti abbiamo p...